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Sondaggi PMI, qualche miglioramento a giugno ma pesa incognita dazi

I sondaggi PMI di giugno registrano un marginale miglioramento per le principali aree economiche, nonostante l’incertezza sui dazi che indebolisce la domanda estera. Nell’area Euro torna a crescere la Germania, male la Francia.

La stima flash dei sondaggi PMI di giugno indica alcuni segnali di miglioramento, come quello registrato dalla Germania, ma nel complesso la crescita rimane debole e condizionata dall’incertezza legata ai dazi. Vediamo le principali aree economiche.

Australia. Il settore privato australiano rimane in zona espansione per il nono mese consecutivo e si rafforza. Il PMI composite torna a salire dopo due mesi di calo consecutivi, raggiungendo quota 51,2 punti. La manifattura resta stabile, mentre si registra un sensibile miglioramento nel settore dei servizi. Cresce il numero delle nuove attività, anche se la domanda estera rallenta. Si rilevano segnali di rallentamento sul fronte dei prezzi. Migliora, infine, l’ottimismo degli operatori.

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Giappone. La manifattura torna in zona espansione e il settore servizi accelera. Il settore privato giapponese si conferma in crescita per il terzo mese consecutivo, con il PMI composite in aumento a 51,4 punti, il miglior risultato da febbraio scorso. La domanda rimane debole a causa delle difficoltà internazionali, ma si registrano miglioramenti nelle nuove attività e nell’occupazione. Sul fronte dei prezzi, si osserva un allentamento delle pressioni sui costi degli input, mentre i prezzi di vendita continuano ad aumentare.

India. Il PMI composite indiano supera le attese, toccando il massimo dall’aprile dello scorso anno, a quota 61 punti. Miglioramenti si rilevano sia nella manifattura sia nei servizi. I nuovi ordini salgono ai massimi da aprile 2024, con un buon andamento anche delle esportazioni. L’espansione dell’occupazione prosegue, seppur a un ritmo leggermente più contenuto rispetto ai mesi precedenti. Non si registrano pressioni inflazionistiche, né sui prezzi di produzione né su quelli di vendita.

Eurozona. Il settore privato dell’area euro si mantiene in zona espansione, ma la vera notizia è il ritorno sopra quota 50 del PMI composite tedesco. La crescita rimane comunque debole. Il settore dei servizi si attesta a 50 punti esatti, mentre la manifattura continua a restare in contrazione. Le nuove attività risultano sostanzialmente stabili, così come i livelli occupazionali. Sul fronte dei prezzi si rilevano solo deboli segnali di aumento per quelli di vendita. A livello nazionale, la situazione appare disomogenea: da un lato, la Germania mostra un miglioramento evidente, tornando in area espansione, anche se sia la manifattura sia i servizi restano deboli; dall’altro, la Francia peggiora ulteriormente, con il composite che scende a 48,5 punti: decimo mese consecutivo in contrazione e quasi un punto sotto le attese.

Gran Bretagna. Il settore privato britannico si conferma in zona espansione anche a giugno, grazie al contributo del comparto servizi. Il PMI composite sale a 50,7 punti, due decimi sopra le attese del mercato, segnando il secondo mese consecutivo sopra quota 50. Le nuove attività crescono per la prima volta da novembre scorso, spinte dalla ripresa della domanda interna. Il PMI manifatturiero migliora marginalmente, ma resta ancora in area di contrazione. Si osserva un allentamento delle pressioni sui prezzi.

Stati Uniti, vendite di abitazioni esistenti a maggio.

A maggio tornano a crescere le vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti. La variazione mensile è stata del +0,8%, a fronte di attese per un’ulteriore flessione dell’1,3%. Il tasso di vendita annualizzato torna a superare i 4 milioni di unità, miglior dato da febbraio scorso.

Foto di Thomas G.

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