Australia, nuova sforbiciata ai tassi. Svizzera, deflazione continua

Con le elezioni americane a fare da cornice, la giornata macro scorre su pochi, ma interessanti, dati. In Australia la banca centrale procede ad una nuova sforbiciata ai tassi. In Svizzera si entra nel nono mese consecutivo di deflazione. Questo ed altro nella K Briefing di oggi.

Australia, nuova sforbiciata ai tassi. Con una mossa attesa dai mercati la banca centrale australiana taglia di 15 punti base il tasso di riferimento, portandolo al minimo storico dello 0.1%. Oltre a ciò, la RBA ha deciso l’estensione del programma di acquisto titoli: 100 miliardi di dollari austrialiani in titoli governativi a 5 e 10 anni per i prossimi 6 mesi. Nelle stime macro la banca centrale segnala un probabile risultato positivo del PIL terzo trimestre, con proiezione al +6% per il 2021. Disoccupazione ancora alta ma sotto le stime precedenti (8% contro 10%). Ad ottobre il settore privato, stando ai sondaggi PMI, ha confermato la zona espansione rivista a settembre con un punteggio di 53.6.

Svizzera, deflazione continua. Per il nono mese consecutivo l’indice dei prezzi al consumo elvetici segna una diminuzione. Ad ottobre l’inflazione si ferma a -0.6%, risalendo attorno ai valori di marzo scorso ed in recupero rispetto al picco negativo toccato nel bimestre maggio-giugno (-1.3%). La pandemia sta picchiando duramente anche tra i cantoni, con la fiducia degli investitori, misurata dall’istituto Zew, precipitata ad ottobre a 2.3, il livello più basso da marzo scorso.

Brasile, manifattura migliora a ottobre. Il sondaggio PMI manifatturiero brasiliano di ottobre conferma i progressi del comparto. L’indice si issa a 66.7 dal 64.9 precedente. Si tratta del quinto mese consecutivo in zona espansione. Da segnalare la componente occupazione che tocca valori record, così come quella relativa alle esportazioni. Fase di espansione confermata anche per il settore manifatturiero di Singapore: 50.5 da 50.3 di settembre.

USA, ordinativi industria a settembre. Per il quinto mese di fila, a settembre, gli ordinativi all’industria americana sono cresciuti. Un +1.1% (di un decimale sopra le attese) che rappresenta un rimbalzo rispetto al modesto +0.6% di agosto 2020. Parte da leone per il settore dei trasporti, dedotta questa voce la crescita è solo dello 0.5% (meno delle attese fissate all’1%). Escluso il settore difesa il saldo mensile rispetto ad agosto è salito del 3.4%.

Foto di Jutta53

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