Chiusura delle scuole. Senza rimedi, un danno ai ragazzi da 10 trilioni di dollari

Una simulazione effettuata dalla Banca Mondiale stima in 10 trilioni di dollari il possibili danno ai ragazzi, in termini guadagni futuri, che la chiusura delle scuole può comportare.

La chiusura delle scuole è uno dei grandi problemi collegati al covid-19. La stima è che i lockdown attivati in 180 paesi del mondo abbiamo costretto a casa 1,6 miliardi di studenti. Un problema sociale, certo, ma anche economico. Qualche settimana fa parlavamo del caso inglese e delle possibili conseguenze sul lungo periodo per gli studenti. Oggi abbiamo a disposizione una simulazione a livello globale, effettuata dalla Banca Mondiale, che ci presenta plasticamente l’enorme necessità di ripristinare, al più presto, la regolarità dell’istruzione per i nostri ragazzi.

I ricercatori della World Bank hanno messo a confronto tre possibili scenari, disegnati in base alla durata della chiusura delle scuole (dai 3 ai 7 mesi) ed alla presenza e quantità di sistemi sostitutivi di insegnamento (lezioni a distanza)

I risultati delle simulazioni indicano chiaramente i rischi per i nostri ragazzi. A partire dal periodo medio di vita dedicato all’istruzione di base. Lo studio ci dice che, mediamente, il covid-19 ridurrà di 0,6 anni il tempo speso dai ragazzi per la loro formazione di base.

Questo si riflette, in primis, sul livello di competenza che i ragazzi svilupperanno nel corso del loro cliclo scolastico. Sempre secondo la simulazione della Wolrd Bank, nello scenario intermedio, la quota di studenti della scuola secondaria sotto il livello minimo di competenza rischia di incrementarsi del 25%. Con i paesi a basso reddito, già in condizioni difficili, a pagarne le conseguenze più serie.

Questa perdita di conoscenze ha un costo in termini di possibile reddito futuro. Nello scenario intermedio questo è calcolato in 872 dollari annui. Attualizzato e calcolato sull’intera vita lavorativa di uno studente, fanno 16 mila dollari di mancato reddito.

In altri termini tutto ciò significa che questa generazione di studenti rischia di perdere, complessivamente, 10 trilioni di dollari di guadagni futuri. Per i governi del mondo vuol dire, tra le altre cose, perdere il 16% degli investimenti fatti nel settore dell’educazione e dire addio ai target di livello educativo fissati per il 2030.

La Banca Mondiale ci dice che tale, mostruoso, danno ai nostri ragazzi può ancora essere parzialmente evitato. Da un lato l’insegnamento a distanza, se fatto bene, può appiattire la curva di “disapprendimento”, andando a ridurre quella percentuale del 25% vista sopra. Dall’altro lato, cosa ancor più fondamentale, occorrerà organizzare in maniera sicura e più efficace l’insegnamento una volta rientrati in classe.

Il suggerimento che arriva dalle simulazioni della World Bank è piuttosto chiaro. La scuola deve essere uno dei grandi capitoli di spesa nella fase di ricostruzione post-covid. Una scuola che, usando un’espressione leggermente abusata di questi tempi, non potrà più essere la stessa.

Foto di ludi

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