USA, disoccupazione aprile schizza al 14%. Ma il dato potrebbe anche essere peggiore.

Negli USA ad aprile la disoccupazione schizza al 14%, ma la situazione potrebbe essere anche più pesante. Giù gli occupati anche in Canada. In Germania si assottiglia il surplus commerciale. Questo ed altro nell’ultima K Briefing della settimana.

USA, disoccupazione ad aprile schizza al 14%. L’atteso report ufficiale sul mercato del lavoro ad Aprile mostra in gran parte, ma non del tutto, la dimensione dell’impatto di covid-19 sull’economia americana. Sono 20,5 milioni i lavoratori americani licenziati nel mese di aprile. 19,5 milioni nel settore privato. Si tratta di una variazione record che porta il tasso di disoccupazione al 14,7%, livello che non si vedeva dagli anni 40 dello scorso secolo. Il 47% dei lavoratori del settore ricettivo hanno perso il loro posto di lavoro, si tratta di 7,7 milioni di persone, 3/4 delle quali nel settore della ristorazione. Licenziato il 13% dei lavoratori adulti maschi, il 15% delle lavoratrici adulte, il 31,9% dei teenagers.

Il tasso di partecipazione scende dal 62.7% al 60.2%, mentre rimangono sostanzialmente stabili le ore di lavoro settimanali (34,2). I salari apparentemente salgono con un aumento mensile del 7.9%, ma si tratta semplicemente di un fattore statistico; è, infatti, la maggiore incidenza dei licenziamenti nelle fasce a bassa retribuzione rispetto a quelle ad alta retribuzione che fa aumentare il salario medio.

Altro dato interessante riguarda la sottooccupazione, vale a dire quella fascia di lavoratori scoraggiati, impiegati in mansioni inferiori rispetto alle loro competenze o che hanno un contratto a tempo determinato ma vorrebbe un full-time. Ebbene, la percentuale di sottooccupati passa ad aprile dall’8.7% al 22.8%.

Il quadro drammatico delineato dal rapporto del Bureau of Labor Statistics americano rischia però di non fotografare completamente la situazione. Da un lato è lo stesso report a dirci che il tasso di disoccupazione è stato calcolato non contando i lavoratori ufficialmente assenti dal lavoro da due settimane (ma in realtà in licenziamento temporaneo). Se anche questi fossero compresi nel totale dei senza lavoro, il tasso di disoccupazione andrebbe al 19%.

Inoltre va ricordato che il report elabora i dati raccolti nella settimana dal 12 al 18 di aprile, ma i jobless claims settimanali ci raccontano di un’emorragia che non si è arrestata nemmeno nella prima settimana di maggio.

Europa. Arrivano oggi i dati sulla produzione industriale spagnola che a marzo ha segnato un -12.2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Dalla Germania arrivano invece i dati sulla bilancia commerciale di marzo. Com’era da attendersi scendono sia le poste in entrata che in uscita, con le importazioni giù di 5 punti percentuali rispetto a febbraio e le esportazione che calano più del doppio (-11%). Si assottiglia il surplus commerciale che da 21 miliardi di euro abbondanti passa a 12,8 miliardi di euro.

Brasile, frena l’inflazione. I prezzi dei beni al consumo frenano a marzo. Su base mensile l’inflazione arretra dello 0.3%. Su base annua il dato si ferma al +2.4%, meno delle attese, e quasi un punto sotto la precedente rilevazione.

Canada, occupazione giù. Ad aprile sono 1,4 milioni i canadesi a non aver più un contratto di lavoro a tempo indeterminato. I licenziati a tempo determinato sono 521 mila. Il tasso di disoccupazione sale al 13% mentre quello di partecipazione al mercato del lavoro scende sotto quota 60% (59.8%).

Foto di Martinelle

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