IFO rivisto al ribasso, segnali dal mercato del lavoro

Con i governi concentrati a rendere esecutivi piani di stimolo economico per controbattere alla crisi, i dati macro di oggi confermano la pesantezza della situazione. In Germania indice IFO in ribasso, aumentano le richieste di sussidi di disoccupazione, primi segnali dal mercato del lavoro. Questo ed altro nella K Briefing di metà settimana.

IFO, rivisto al ribasso. L’indice IFO sulla condizione dell’attività economica tedesca di marzo è stato rivisto al ribasso a 86.1 da 87.7 della stima preliminare (minimo dal 2009). Nel mese di febbraio l’indice segnava 96, per trovare una variazione mensile di questa portata occorre tornare agli anni 80 dello scorso secolo. Questo è l’effetto del covid-19, con tutti i comparti che segnano rosso (situazione particolarmente pesante per i servizi). Secondo l’istituto tedesco la durata della pandemia è la variabile fondamentale per capire cosa succederà all’economia. Nel peggiore degli scenari la crescita 2020 potrebbe andare sotto di 20 punti percentuali, nello scenario più ottimista si fermerebbe a -5%.

UK, dati pre-crisi segnano rallentamento prezzi. Il livello dei prezzi al consumo del Regno Unito sono cresciuti a Febbraio dello 0.4% mensile (+1.7% annuo). A livello core c’è stato un aumento rispetto a gennaio dello 0.6%, il dato annuo si fissa all’1.7%. Frenata dei prezzi alla produzione, in particolare per la parte relativa agli input. Intanto un’analisi CBI sulle vendite al dettaglio segnala per il mese di marzo un calo, ma meno di quanto atteso dagli analisti. L’indice CBI Distributive Trades relativo alle vendite al dettaglio segna -3 dal +1 di febbraio. Scende la maggior parte dei comparti, si salvano solo l’alimentare ed i beni di prima necessità. L’umore dei negozianti è nero, l’aspettativa sui prossimi mesi è ai minimi dall’aprile del 2009.

USA, ordini di beni durevoli a febbraio. Gli ordini di beni durevoli negli USA sono cresciuti dell’1,2% a febbraio rispetto al mese precedente. Esclusi i trasporti la crescita è stata dello 0.6%. Senza il settore difesa il dato scende al +0.1%. Conferma, quindi, che gli investimenti industriali hanno continuato a latitare nell’immediato pre-covid.

Occupazione, i primi segnali di un momento critico. L’occupazione è al centro delle attenzioni della politica. La serrata dovuta alla pandemia ha nel mercato del lavoro, specie nei paesi ad alta flessibilità, la prima valvola di sfogo. Così fanno impressione due dati. In Norvegia il numero di coloro che hanno fatto richiesta di un sussidio di disoccupazione è aumentato del 350% nel giro di due settimane, il numero di coloro che sono iscritti al registro di disoccupazione è oggi al 10.4%, un livello che a quelle latitudini non si vedeva dai tempi della seconda guerra mondiale. In Canada il lockdown ha coinvolto il 44% della forza lavoro, il numero di richiedenti sussidio nella scorsa settimana è stato pari al 5% dei lavoratori, quasi un milione di persone. Il tasso di disoccupazione dovrebbe passare dal 5,6% a oltre il 10%.

Politica fiscale, gli ultimi interventi. I 2 trilioni di dollari stanziati dagli USA (comprendenti sostegno al credito, alla sanità ed al reddito) sono la notizia che ha fatto felici i mercati nella giornata di ieri. Oggi in Canada il parlamento ha dato il via libera al piano da 57 miliardi di dollari messo in piedi dal governo Trudeau. Anche in questo caso sono presenti supporti al reddito, rinvio di tasse ed interventi a sostegno del credito. La Francia vara un intervento mirato per le startup del paese, prevedendo un pacchetto di stimoli da 4,5 miliardi di euro per il finanziamento di “sopravvivenza” di queste importanti realtà imprenditoriali.

Foto di Michael Gaida

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