Coronavirus e quell’ipotesi di shock offerta/domanda

L’effetto economico provocato dall’epidemia di coronavirus potrebbe non limitarsi solo al lato dell’offerta ma diventare un inusuale shock offerta/domanda.

Ne parlavamo qualche giorno fa. Dicevamo di come la Cina potrebbe essere la prima economia ad affrontare una sorta di double dip. Prima uno shock dal lato dell’offerta, dovuto alla riduzione della propria capacità produttiva; poi uno shock dal lato della domanda (domestica ed estera), con la propensione al consumo che cala all’ingrigire delle aspettative. Ora questa ipotesi si sta facendo strada tra gli economisti, ci si comincia ad interrogare sul modo in cui tale scenario potrebbe avverarsi su scala internazionale e su quali strumenti usare per poterlo affrontare.

Facciamo un passo indietro e vediamo come potrebbe evolvere la situazione. Partiamo dall’inizio. Il coronavirus ha sostanzialmente costretto la Cina a ridurre la propria capacità produttiva di circa la metà. Uffici chiusi, fabbriche chiuse, merci ferme in banchina. In un mondo industriale globalizzato, sempre più basato su logiche di approvigionamento “on demand” e con la Cina a farla da padrona nelle forniture di materiali, componenti e prodotti, il blocco cinese si è trasformato in scarsità di input e di prodotti da vendere per moltissime aziende di tutto il mondo.

Questa riduzione dell’offerta, causata dall’incepparsi della catena di distribuzione, è stata da subito classificata come un episodio di brevissimo termine, ipotizzando un percorso a V per le economie coinvolte: passata l’epidemia, la produzione torna ai livelli precedenti e recupera esattamente quanto perso. Ma questo ragionamento non fa i conti con la reazione della domanda.

I consumatori, lo stiamo vedendo in questi giorni, modificano la loro propensione agli acquisti, diminuendoli. Le cause sono diverse. Ci sono le restrizioni imposte per contenere il contagio; ci sono le incertezze sulla durata dell’epidemia; le aspettative di utili in calo genera un arretramento dei mercati azionari e questo incide sulla ricchezza detenuta dalle famiglie, modificando ulteriormente la propensione al consumo.

Lo shock offerta/domanda è un evento insolito ma appare sempre più probabile visto l’evolversi della situazione. Con quali strumenti affrontarlo affinchè il suo impatto sull’economia sia comunque confinato nel breve termine? Ricordate i nostri scenari? Con l’ipotesi a V che perde terreno, lo scenario a U è raggiungibile con un mix di politica monetaria e fiscale.

La politica monetaria, meno efficace dal lato dell’offerta, può concentrarsi su misure tese a mantere il più possibile alti i livelli di consumo. La politica fiscale può dialogare più efficacemente con l’offerta, mettendo in campo misure che consentano alle aziende di riaccendere i motori in fretta.

Interventi coordinati e sostanziosi possono giocare un ruolo fondamentale sulle aspettative di consumatori e aziende, consentendo all’economia un recupero che non sarà immediato ma comunque contenibile nel breve termine.

Foto di Gerd Altmann

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