Tra PMI dell’eurozona e segnali di stress dall’occupazione USA

Il mercoledì riserva ancora una serie di dati macro in chiaroscuro. Da un lato le buone capacità di reazione del settore servizi, sia europeo che americano; dall’altro lato i segnali di stress sull’occupazione USA. Riepiloghiamo tutto nella nostra K Briefing di metà settimana.

PMI Eurozona. Migliora e si rafforza in area espansione l’indice PMI servizi spagnolo. Peggiora invece il dato italiano, sia l’indice composite che quello servizi scendono. Il primo scende sotto quota 50 (segnale di contrazione), il secondo (dato preoccupante) si avvicina pericolosamente alla linea che divide tra espansione e contrazione. Un po’ a sorpresa il dato è leggermente in calo anche per la Francia: sia il PMI composite che quello del settore servizi scendono rispetto alla precedente rilevazione e toppano le attese (rialziste) degli analisti, si tratta comunque di letture ben oltre quota 50. In Germania a novembre migliora leggermente la percezione dei direttori d’acquisto del settore servizi che rimane stabilmente sopra quota 50. Il composite tedesco segna ancora contrazione ma da 48.9 si porta a 49.4. Nel complesso il dato dell’eurozona si mantiene stabile con il PMI composite fermo a 50,6 e quello relativo al settore dei servizi che flette leggermente ma meno delle attese.

Settore servizi UK. L’indice PMI servizi e composite inglese scendono sotto quota 50, indicando l’entrata in fase di contrazione. Si tratta del dato peggiore da marzo. Anche se gli analisti si attendevano di peggio, il dato – suggerisce IHS/Markit – è coerente con una stima del PIL per l’ultimo trimestre in contrazione di un decimale.

Occupazione USA sotto stress? I primi dati sull’occupazione del settore privato non agricolo danno segni di tensione sul mercato del lavoro. A novembre sono stati creati solo 67 mila nuovi posti di lavoro, contro i 121 mila del mese precedente e ben al di sotto delle attese degli analisti (+140 mila). A guardare meglio i dati ADP si nota che i nuovi occupati sono per la maggior parte nel settore dei servizi mentre cedono ancora sia il settore manifatturiero che quello delle costruzioni e minerario. Questi 3 settori, messi assieme, hanno bruciato 18mila posti di lavoro.

Si tratta del dato peggiore da 6 mesi a questa parte ed è il secondo dato più basso dal 2010. Ad assumere sono soprattutto le grandi aziende, le piccole (sotto i 20 dipendenti) licenziano. In attesa dei dati governativi di venerdì, il report odierno sull’occupazione USA aumenta i timori di una possibile accelerazione al ribasso dell’economia americana.

PMI servizi USA. L’indice elaborato da IHS/Markit segna per il settore dei servizi un miglioramento a novembre, in linea con le attese. I sondaggi ISM sui settori non manifatturieri, invece, mostrano un leggero indebolimento della congiuntura ma si mantengono ampiamente in zona espansione.

Scorte petrolio. Calano le scorte di petrolio USA, il dato è ben al di sopra delle attese degli analisti.

L'articolo completo è visibile solo per gli utenti abbonati al servizio K Briefing

Image by sigre

Lascia un commento