Negoziato tra USA e Cina. Un nodo (quasi) gordiano

In una giornata con pochi dati macro è normale che i mercati tornino a riflettere sui nodi ancora da sciogliere. Ed il negoziato tra USA e Cina pare ormai un nodo ai limiti del gordiano. Pechino intanto sorprende i mercati con una mossa di politica monetaria. Questo ed altro nel nostro K Briefing odierno.

Negoziato tra USA e Cina. La variabile Trump. I mercati finanziari rimangono dubbiosi in questo primo giorno di contrattazioni della settimana. Il perchè sembra risiedere in un report fatto filtrare da Pechino e rilanciato dalla CNBC. I cinesi si dicono pessimisti sulla possibilità di chiudere a breve un accordo e l’ostacolo sarebbe la riluttanza (testuali parole) del presidente USA Trump a tornare indietro sulle tariffe (il famoso roll back).

Germania, rapporto BuBa. Per la banca centrale tedesca l’economia teutonica vivrà ancora un trimestre, l’ultimo dell’anno, in difficoltà ma i rischi di una recessione sembrano allontanarsi. Per i prossimi mesi si potrebbe parlare di stagnazione ma la spinta dei consumi interni non dovrebbe venir meno.

Politica monetaria cinese. A sopresa la Banca centrale cinese ha deciso di abbassare, dal 2,55% al 2,50%, i tassi sui reverse repo a 7 giorni. Si tratta di strumenti di mercato mometario, utilizzati dagli istituti bancari per prendere a prestito denaro per brevissimi periodi. La mossa è stata apprezzata dai mercati, e segue quella di due settimane fa con la quale Pechino aveva ridotto i tassi di interesse sui prestiti a medio termine alle banche. Sostegno all’economia ed al mercato del credito anche in presenza di una fiammata di inflazione. Questo il segnale lanciato.

E ancora. Mercato immobiliare USA. Sud Africa, mercato azionario sottovalutato?

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Foto di Michael Gaida

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