Mercati incerti. Ok, una pausa in liquidità, però…

Quando i mercati cominciano a mostrare segni di incertezza e la volatilità torna a farla da padrona, ci si può prendere una pausa di riflessione virando sulla liquidità e tenendo sempre a mente alcuni concetti.

Parlando di liquidità ci si riferisce generalmente a quell’insieme di strumenti finanziari che possono essere trasformati in maniera veloce in cash (denaro), ossia, in altri termini, a quegli strumenti finanziari con i quali si rientra in possesso velocemente di quanto investito. Oltre al denaro stesso, rientrano nel campo degli strumenti di liquidità i titoli di stato a brevissimo termine, i certificati di deposito, i pronti contro termine.

In presenza di scenari finanziari complessi, nei quali la volatilità aumenta e la tendenza non risulta di facile lettura, può essere utile prendersi una pausa di riflessione e “parcheggiare” i propri risparmi in liquidità. Quello che stiamo vivendo sembra essere uno di questi periodi e l’investitore prudente avrebbe tutte le ragioni per iniziare a pensare ad una “pausa di riflessione” per tutti i risparmi non vincolati ad obiettivi di investimento specifici.

Ma, nel maneggiare la liquidità, occorre tenere sempre a mente alcuni concetti fondamentali, utili a non trasformare uno strumento di salvaguardia in una micidiale tagliola per i nostri risparmi.

Liquidità = breve periodo

Come dicevamo all’inizio la liquidità ha a che fare con strumenti finanziari che consentono di tornare velocemente in possesso dei propri soldi. Per definizione sono strumenti di breve periodo e tali devono rimanere. La liquidità è una fase transitoria per i nostri soldi e non una meta finale.

Vincoli, anche no

Le incertezze dei mercati possono svanire in qualsiasi momento. Proprio per questo abbiamo bisogno di poter rientrare in possesso dei nostri soldi in maniera veloce ed indolore, molto meglio evitare soluzioni vincolate (come ad esempio alcuni conti remunerati).

Il costo dell’inflazione

Rendimenti alti di prodotti monetari sono la conseguenza della presenza di alta inflazione (che spinge le banche centrali ad alzare i tassi di interesse) o – peggio – di fosche aspettative economiche nel breve periodo. Tutto ciò significa che, in condizioni normali, il rendimento reale della liquidità, vale a dire quanto ci resta di guadagno tolto l’effetto dell’inflazione, è prossimo allo zero, anzi molto spesso è negativo. Tenere troppo a lungo i propri risparmi in liquidità significa vederseli erodere, inesorabilmente, dalla dinamica dei prezzi. Proprio per questo il “parcheggio” in liquidità non dovrebbe durare se non per alcuni mesi al massimo.

Segui l’obiettivo

Come anticipato in precedenza, le pause di riflessione valgono per tutti quei risparmi non destinati alla realizzazione di obiettivi di investimento specifici. Per questi si può agire con la tattica ma mai stravolgendo l’asset allocation iniziale.

In periodi di incertezza, quando i mercati non sembrano dare indicazioni univoche sul loro andamento, la liquidità viene in aiuto consentendoci di ragionare con calma sulla situazione. E con la Brexit ancora tutta da decifrare ed i primi tentennamenti sugli utili aziendali, il momento sembra opportuno per una pausa di riflessione.

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