Investire in base al bisogno. Alla scoperta del liability driven investment

Uno dei principi fondamentali dell’investimento consapevole è avere ben chiaro il motivo che ci spinge ad impegnare denaro in attività finanziarie anzichè utilizzarlo per i consumi. Il metodo del liability driven investment è un ottimo strumento per cambiare approccio al nostro modo di “guardare” agli investimenti.

Ogni volta che decidiamo di investire risparmi in un’attività finanziaria dovremmo prima di tutto fissare dei paletti con i quali giudicare, nel tempo, come sta andando il nostro investimento. Dire che “sto guadagnando” o “sto perdendo” implica definire un parametro di riferimento, un benchmark come dicono gli inglesi. Utilizzare un benchmark significa individuare l’obiettivo di rendimento in un determinato indice di mercato o paniere di indici di mercato. Un esempio banalissimo può essere il seguente: investo nelle azioni A, B, C e D quotate nella borsa di Milano e per analizzare l’andamento del mio portafoglio prendo come riferimento l’evoluzione dell’indice FTSE MIB. Se il mio portafoglio ha un rendimento simile o maggiore “sto guadagnando”, se il mio portafoglio va peggio “sto perdendo” rispetto al target di riferimento.

Nel momento in cui colleghiamo l’investimento ad un obiettivo di vita o alla creazione di una pensione integrativa, il modello a benchmark non risponde sufficientemente all’esigenza di controllo della qualità dell’investimento. Questo avviene sostanzialmente per due ragioni:

  • il modello a benchmark non prevede una quantificazione del bisogno
  • il modello a benchmark si basa si indicatori relativi (andamento rispetto all’indice di riferimento) mentre i bisogni da soddisfare rispondo a criteri assoluti.

Quando l’investimento è legato ad un bisogno, vale a dire alla necessità di coprire un futura passivita (la pensione, gli studi dei figli, etc..), appare decisamente più utile adottare un metodo di investimento “guidato” dal bisogno, un liability driven investment.

Questo metodo di investimento ribalta sostanzialmente il ragionamento dello schema a benchmark. Si parte dalla quantificazione della futura passività e si calcola la differenza (gap) tra questa e le risorse attualmente disponibili. Il risultato sarà l’obiettivo del nostro investimento e la conseguente asset allocation si modificherà nel tempo per raggiungere tale scopo. In altre parole il liability driven investment tende a minimizzare la volatilità dell’investimento avendo come riferimento un indicatore “assoluto” (il gap da colmare).

Lo schema liability driven investment (LDI) è la base di partenza di ogni pianificazione finanziaria dedicata alla previdenza integrativa ed è il metodo maggiormente utilizzato, a livello mondiale, dai fondi pensione per la gestione dei loro patrimoni. Al di là dello scopo pensionistico questo “differente” modo di pensare gli investimenti ha due vantaggi significativi:

  1. Ci impone di quantificare un obiettivo
  2. Ci impone di controllare la volatilità dell’investimento, introducendo in maniera naturale un controllo del rischio nel tempo

Ovviamente si tratta di un metodo di investimento più complesso rispetto allo schema a benchmark, necessità di maggiori controlli e quindi può risultare più costoso in termini di gestione.

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