La Banca d’Inghilterra ha appena alzato il tasso di riferimento di un quarto di punto, portandolo dal 3,75% al 4%. Ma leggendo il Monetary Policy Report l’attenzione cade sull’analisi che l’istituto ha dedicato all’andamento della produttività dell’economia in Gran Bretagna. Non si tratta di un argomento di contorno, perchè è proprio la produttività che incide sulla capacità di crescita dell’economia e sui conseguenti per la dinamica dei prezzi.
Dall’inizio del 2024 la produzione è cresciuta più dell’occupazione, e questo ha avuto come effetto un’accelerazione della produttività. L’ONS non ha ancora pubblicato i dati trimestrali del 2025 e del 2026 calcolati con il nuovo metodo. La Banca ha quindi usato indicatori alternativi, basati sulle buste paga dichiarate al fisco e su altre rilevazioni sugli occupati. Secondo questi indicatori la produzione per occupato e per lavoratore è cresciuta di recente di circa l’1,5% l’anno, con dati fino al secondo trimestre del 2026. Per la produttività oraria i dati ufficiali dovrebbero mostrare un andamento analogo.
Nel cercare di spiegare questa dinamica la BoE identifica tre possibili cause. La prima è ciclica. Dopo la pandemia molte imprese hanno trattenuto più personale del necessario, per le difficoltà di assunzione e in attesa di una ripresa della domanda, e negli ultimi anni hanno assunto meno. Questo processo non può continuare all’infinito e non dovrebbe sostenere ulteriormente la produttività.
La seconda riguarda il costo del lavoro. Gli aumenti del salario minimo nazionale e dei contributi a carico dei datori di lavoro possono aver ridotto l’occupazione nelle posizioni meno retribuite, e questo fa salire il valore medio della produttività. L’entità dell’effetto resta incerta e la Banca non si aspetta conseguenze durature.
La terza è l’intelligenza artificiale, l’unica che il rapporto considera strutturale e destinata a durare. Finora il suo contributo è stato modesto. Le imprese che partecipano all’indagine Decision Maker Panel stimano che l’IA abbia aumentato la produttività di circa lo 0,5% in tre anni, cioè uno o due decimi di punto l’anno dall’inizio del 2024, con effetti quasi nulli sull’occupazione complessiva. Il rapporto mostra inoltre che la produttività è salita sia nei settori più esposti all’IA sia in quelli meno esposti. Per i prossimi tre anni le stesse imprese si aspettano un impulso di circa 0,9 punti percentuali l’anno, diviso quasi in parti uguali tra minore crescita dell’occupazione e maggiore produzione, anche se l’incertezza su dimensioni e tempi resta molto ampia.
Nello scenario centrale della Banca la crescita della produttività è vista tornare verso il ritmo di lungo periodo dell’1% annuo, ma la traiettoria potrebbe alzarsi, in particolare per effetto dell’IA. Il Comitato ha annunciato che continuerà a seguire l’evoluzione della produttività e della diffusione dell’IA e rivedrà le sue valutazioni sul trend di produttività e sull’offerta di lavoro, anche dopo la pubblicazione a febbraio dei dati dell’ONS per settore.
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