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Gran Bretagna, la produttività ha accelerato dal 2024. Per la BoE c’entra anche l’IA

Gran Bretagna, la produttività ha accelerato dal 2024. Per la BoE c’entra anche l’IA

Nel rapporto di novembre la Banca d’Inghilterra ha dedicato un approfondimento alla produttività, che dal 2024 cresce più di quanto si pensasse. Alcune cause, secondo l’analisi, non sono destinate a durare, mentre l’intelligenza artificiale potrebbe pesare di più in futuro.

La Banca d’Inghilterra ha appena alzato il tasso di riferimento di un quarto di punto, portandolo dal 3,75% al 4%. Ma leggendo il Monetary Policy Report l’attenzione cade sull’analisi che l’istituto ha dedicato all’andamento della produttività dell’economia in Gran Bretagna. Non si tratta di un argomento di contorno, perchè è proprio la produttività che incide sulla capacità di crescita dell’economia e sui conseguenti per la dinamica dei prezzi.

Dall’inizio del 2024 la produzione è cresciuta più dell’occupazione, e questo ha avuto come effetto un’accelerazione della produttività. L’ONS non ha ancora pubblicato i dati trimestrali del 2025 e del 2026 calcolati con il nuovo metodo. La Banca ha quindi usato indicatori alternativi, basati sulle buste paga dichiarate al fisco e su altre rilevazioni sugli occupati. Secondo questi indicatori la produzione per occupato e per lavoratore è cresciuta di recente di circa l’1,5% l’anno, con dati fino al secondo trimestre del 2026. Per la produttività oraria i dati ufficiali dovrebbero mostrare un andamento analogo.

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Nel cercare di spiegare questa dinamica la BoE identifica tre possibili cause. La prima è ciclica. Dopo la pandemia molte imprese hanno trattenuto più personale del necessario, per le difficoltà di assunzione e in attesa di una ripresa della domanda, e negli ultimi anni hanno assunto meno. Questo processo non può continuare all’infinito e non dovrebbe sostenere ulteriormente la produttività.

La seconda riguarda il costo del lavoro. Gli aumenti del salario minimo nazionale e dei contributi a carico dei datori di lavoro possono aver ridotto l’occupazione nelle posizioni meno retribuite, e questo fa salire il valore medio della produttività. L’entità dell’effetto resta incerta e la Banca non si aspetta conseguenze durature.

La terza è l’intelligenza artificiale, l’unica che il rapporto considera strutturale e destinata a durare. Finora il suo contributo è stato modesto. Le imprese che partecipano all’indagine Decision Maker Panel stimano che l’IA abbia aumentato la produttività di circa lo 0,5% in tre anni, cioè uno o due decimi di punto l’anno dall’inizio del 2024, con effetti quasi nulli sull’occupazione complessiva. Il rapporto mostra inoltre che la produttività è salita sia nei settori più esposti all’IA sia in quelli meno esposti. Per i prossimi tre anni le stesse imprese si aspettano un impulso di circa 0,9 punti percentuali l’anno, diviso quasi in parti uguali tra minore crescita dell’occupazione e maggiore produzione, anche se l’incertezza su dimensioni e tempi resta molto ampia.

Nello scenario centrale della Banca la crescita della produttività è vista tornare verso il ritmo di lungo periodo dell’1% annuo, ma la traiettoria potrebbe alzarsi, in particolare per effetto dell’IA. Il Comitato ha annunciato che continuerà a seguire l’evoluzione della produttività e della diffusione dell’IA e rivedrà le sue valutazioni sul trend di produttività e sull’offerta di lavoro, anche dopo la pubblicazione a febbraio dei dati dell’ONS per settore.

Foto di Johen Redman su Unsplash

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