Sfondo scuro Sfondo chiaro

Bank of England: allarme sui rischi a catena, ma settore bancario solido

Guerra in Medio Oriente, leva dei fondi speculativi e debito legato all’intelligenza artificiale possono colpire insieme: il Comitato per la politica finanziaria chiede di gestire in modo tempestivo rischi sempre più collegati tra loro.

Il Comitato per la politica finanziaria (FPC) della Bank of England, l’organo che vigila sulla stabilità del sistema finanziario britannico, ha pubblicato oggi il verbale della riunione del 25 settembre. Il messaggio è chiaro: rispetto all’incontro precedente è aumentata la probabilità che più fragilità del sistema, collegate tra loro, si manifestino nello stesso momento.

La causa principale è la nuova escalation del conflitto in Medio Oriente. Con il petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile e il gas oltre i 175 pence per therm (l’unità con cui si quota il gas nel Regno Unito), il comitato parla di uno shock sull’offerta di energia destinato a durare più del previsto. Lo si vede sui titoli di Stato: i rendimenti dei gilt, i titoli di Stato britannici, e dei titoli del Tesoro americani sono ai livelli più alti dal 2008, mentre quelli giapponesi sono vicini ai massimi da quasi trent’anni. Rendimenti più alti significano finanziamenti più cari per famiglie e imprese e meno spazio di manovra per i governi davanti a nuove crisi.

Pubblicità

Finora il sistema ha assorbito il colpo, con aggiustamenti per lo più graduali. Il punto delicato resta però il mercato dei gilt. Il comitato ricorda che la leva dei fondi speculativi, pur stabile, resta elevata e che l’intreccio tra le diverse fragilità lascia aperto il rischio di un aggiustamento brusco. Operare a leva significa investire con denaro preso a prestito: se i prezzi scendono, i prestatori chiedono garanzie aggiuntive e chi è indebitato è costretto a vendere, alimentando il ribasso. Per questo la banca insiste sul mercato dei pronti contro termine (repo), il principale meccanismo con cui questi investitori si finanziano dando in garanzia i titoli. Tra le ipotesi c’è una maggiore compensazione centralizzata, con un aggiornamento atteso all’inizio del 2027.

Il secondo fronte di vulnerabilità è l’intelligenza artificiale. Il crollo di luglio dei titoli legati all’IA e dei semiconduttori è stato amplificato dalla chiusura forzata di posizioni a leva, anche se non vi è stato contagio ai mercati principali. Il tema più insidioso rimane quelle del debito: secondo Morgan Stanley le emissioni legate all’IA sfiorano i 450 miliardi di dollari, più del doppio dell’intero 2025, e i gruppi del settore pesano per il 47% delle emissioni di obbligazioni societarie in sterline quest’anno. Il comitato segnala anche accordi «circolari» tra le imprese finanziate, che rendono difficile valutare i rischi. I verbali sottolineano come un ripensamento sulle promesse di produttività dell’IA potrebbe riflettersi anche sui titoli di Stato.

Resta vulnerabile una parte del credito privato, dove i tassi più alti pesano sui debitori e i rimborsi richiesti ai fondi esteri con clientela al dettaglio continuano a essere elevati.

Il sistema bancario britannico, invece, viene giudicato solido. Il cuscinetto di capitale anticiclico resta al 2%. Via libera anche alla riforma del coefficiente di leva, che aumenterebbe di circa il 5% la capacità di leva delle banche più attive sui mercati: sarà messa in consultazione nel 2027, e il comitato è pronto a intervenire se i rischi aumentassero.

Foto di Ichigo121212

Resta aggiornato

Gli ultimi articoli di Ekonomia.it direttamente nella tua casella mail. Iscriviti qui sotto.
I dati trasmessi attraverso questo modulo sono trattati secondo la nostra privacy policy, in linea con la normativa vigente. Per nessun motivo verranno ceduti a terze parti o utilizzati per l'invio di messaggi di natura commerciale.
Post precedente

Stati Uniti, offerte di lavoro sotto le attese ad agosto. Spagna, inflazione ai massimi da inizio 2023

Post successivo

Stati Uniti, inflazione PCE cresce meno delle attese ad agosto 2026, bene i consumi. Inflazione sopra le attese a settembre per Germania, Francia e Italia

Pubblicità