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Regno Unito, report banca centrale: ad agosto 2026 mutui in frenata e credito al consumo in crescita

Regno Unito, report banca centrale: ad agosto 2026 mutui in frenata e credito al consumo in crescita

Ad agosto le approvazioni di mutui per l’acquisto di case scendono a 54.900, sotto la media dei sei mesi precedenti, mentre il tasso effettivo sui nuovi finanziamenti sale al 4,60%. Bailey avverte che sarà sempre più difficile tenere fermi i tassi; Lagarde ricorda che il rialzo dei rendimenti a lungo termine frena la crescita.

Negli ultimi post dedicati ai rendimenti obbligazionari lo stiamo cominciando a ripetere spesso. Un rialzo così massiccio e strutturato non potrà non lasciare strascichi sull’economia reale. E l’economia reale è fatta anche di prestiti e di mutui. In questo quadro i numeri pubblicati oggi dalla banca centrale inglese sono significativi.

Il Money and Credit della Bank of England segnala che le approvazioni nette di mutui per l’acquisto di abitazioni sono scese a 54.900 in agosto, sotto la media di circa 60.100 dei sei mesi precedenti. Calano anche le approvazioni per la rinegoziazione con un altro istituto, a 34.000 da 34.600 di luglio.

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Il rallentamento si spiega anzitutto con il costo del credito. Il tasso ufficiale è fermo al 3,75%, con tre membri del comitato favorevoli a un aumento di 0,25 punti, ma i tassi applicati ai clienti si sono già mossi: quello effettivo sui mutui appena erogati è salito al 4,60% da 4,45% di luglio, mentre sullo stock di mutui in essere è al 4,00%.

Mentre il mercato immobiliare si raffredda, cresce il ricorso al credito al consumo. L’indebitamento netto è salito a 2,5 miliardi di sterline da 2,1, sopra la media semestrale di 1,9: 1,2 miliardi sono passati dalle carte di credito (0,9 a luglio) e 1,3 dalle altre forme di prestito. È anche il credito più caro: il tasso effettivo sulle carte è al 21,55% e quello sui nuovi prestiti personali al 9,96%.

Su questo sfondo si inseriscono le parole del governatore Andrew Bailey. Intervenendo venerdì a Oxford, ha spiegato che il prolungarsi dei prezzi elevati dell’energia renderà più difficile continuare a tenere fermo il tasso ufficiale, e che la banca centrale non può permettersi di attendere le prove complete sugli effetti sulle aspettative di inflazione, finora «piuttosto contenute», secondo quanto riportato da Reuters.

Dall’altra parte della Manica, la presidente della Bce Christine Lagarde ha sottolineato, davanti alla commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, che dopo la riunione di settembre i tassi a lungo termine sono aumentati in misura notevole, e ciò rallenterà la crescita e ridurrà la trasmissione dei costi energetici all’inflazione più di quanto previsto. In altre parole, il rialzo dei tassi di mercato svolge già in parte il lavoro di una stretta ufficiale, che la Bce aveva avviato con l’aumento di 25 punti base del 10 settembre.

I dati britannici mostrano come questa trasmissione avvenga in concreto: prima sui mutui e sulla domanda di case, poi sulle famiglie che si indebitano a tassi più alti per le spese correnti. La prossima riunione della Bank of England, il 5 novembre, dirà se la pazienza dichiarata da Bailey regge ancora.

Foto di Piero Di Maria

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