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Strategia basis trade, arriva l’alert della Bank of England (BoE)

Dopo Fed e BCE, anche la BoE lancia un alert sui rischi derivanti dal forte indebitamento netto degli hedge fund che utilizzano la strategia basis trade sui titoli di stato.

C’è uno spettro che si aggira per i mercati finanziari? Difficile dire se si tratti di spettro o non spettro, di sicuro da qualche tempo le banche centrali sembrano aver drizzato le antenne sugli hedge fund, ed in particolare su quelli che adottano la strategia basis trade.

Ma cos’è esattamente il basis trade? In parole semplici, è una strategia di arbitraggio che sfrutta le piccole differenze di prezzo tra un titolo di Stato e il suo contratto futures corrispondente. L’idea è questa: si acquista il titolo sul mercato spot e contemporaneamente si vende il futures sullo stesso titolo. Man mano che il contratto si avvicina alla scadenza, i due prezzi convergono e si “intasca” la differenza. Sulla carta sembra quasi privo di rischi, ma c’è un dettaglio non trascurabile: visto che i margini di guadagno sono minimi, gli hedge fund utilizzano una leva finanziaria elevatissima per amplificare i profitti. E qui le cose si complicano.

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È notizia di oggi l’alert lanciato dalla Bank of England. Come raccontato dall’agenzia Bloomberg, infatti, la banca centrale inglese ha segnalato che a novembre l’indebitamento netto degli hedge fund tramite operazioni repo sui gilt britannici ha toccato i 100 miliardi di sterline, il livello più alto da quando vengono raccolti questi dati. La BoE punta il dito proprio sul basis trade e lancia un monito: pochi fondi, altamente indebitati e concentrati sulle stesse posizioni, rappresentano un rischio concreto. Se dovessero trovarsi costretti a liquidare simultaneamente in risposta a uno shock di mercato, potremmo assistere a movimenti bruschi e disordinati sui titoli di Stato britannici. Il dettaglio più preoccupante? Circa il 60% di queste posizioni è gestito da fondi americani che operano sul mercato britannico.

La Bank of England non è certo la prima a lanciare l’allarme. Dall’altra parte dell’Atlantico, la Federal Reserve sta valutando soluzioni ancora più drastiche: un gruppo di esperti ha proposto alla Fed di creare uno strumento di emergenza specifico per gestire eventuali crisi legate a questi trade. Parliamo di circa mille miliardi di dollari di posizioni in gioco nel mercato dei Treasury americani, il doppio rispetto al 2020. Se questi hedge fund dovessero trovarsi costretti a liquidare velocemente le loro posizioni, i dealer obbligazionari potrebbero non reggere l’urto, creando un effetto domino sui mercati.

Anche la Banca Centrale Europea ha acceso i riflettori sulla questione. Già nel suo Financial Stability Review di maggio 2024, la BCE aveva rilevato una crescente presenza di hedge fund offshore nel mercato dei titoli di Stato europei. La situazione nell’Eurozona sembra ancora contenuta rispetto agli Stati Uniti, ma la preoccupazione c’è: questi fondi operano spesso su entrambi i fronti atlantici, e una crisi di liquidità nel mercato americano potrebbe facilmente propagarsi anche in Europa.

Il punto è sempre lo stesso: strategie teoricamente poco rischiose diventano pericolose quando la leva finanziaria viene spinta all’estremo. Le banche centrali lo sanno bene e stanno cercando di correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

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