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Cina, settore privato frena a gennaio

In Cina frenata del settore privato a gennaio. Il sondaggio PMI composite tocca il minimo da agosto scorso e la manifattura ritorna in zona contrazione. In Germania le aspettative delle imprese toccano il minimo da settembre 2023 (anche) su timori dazi USA. Questo e altro nella prima K Briefing della settimana.

Cina, settore privato frena a gennaio. Numeri in calo per il sondaggio PMI curato dall’istituto di statistica cinese. Nel mese di gennaio l’indice composite scende a 50,1 punti, minimo da agosto scorso e quasi due punti sotto le attese del mercato. Il settore privato cinese rimane in zona espansione per un decimo alla vigilia delle festività di inizio anno, ma registra un ritorno in zona contrazione della manifattura ed un nuovo rallentamento del settore dei servizi. Il sondaggio continua ad indicare debolezza per quel che riguarda le componenti occupazione e prezzi. All’orizzonte nuovi stimoli governativi, probabilmente concentrati su aziende ed infrastrutture, che per molti analisti rischiano solo di peggiorare l’overcapacity dell’industria cinese ed esportare deflazione.

Germania, fiducia imprese recupera qualche decimo a gennaio. Nel mese di gennaio la fiducia delle imprese tedesche è cresciuta di quattro decimi rispetto a dicembre, toccando quota 87,1 punti. Un risultato migliore rispetto alle attese del mercato, trainato soprattutto dal miglioramento del settore servizi. Ancora pessimismo diffuso per quel che riguarda la manifattura. Ma il futuro rimane ancora incerto, a migliorare, infatti, è la componente relativa alla situazione attuale, mentre le aspettative sui prossimi mesi scendono ai minimi da settembre del 2023. Facile pensare che sulle aspettative pesi la minaccia dazi USA.

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Stati Uniti, indice CFNAI di dicembre. A dicembre l’indice dell’attività economica dell’area di Chicago è tornato in territorio positivo dopo sette mesi. L’indicatore sale a +0,15 punti dal -0,01 del mese precedente. Contributo positivo dalle componenti produzione e occupazione, mentre registrano un peggioramento le componenti ordini, vendite e scorte. Contributo negativo anche dai consumi. La media trimestrale dell’indicatore sale a -0,13 dal -0,26 precedente. Il Diffusion Index, infine, sale a -0,15 punti, allontanandosi da quei -0,35 punti che dividono periodo di espansione a periodi di contrazione.

Stati Uniti, vendita di case esistenti a dicembre. Secondo mese di crescita consecutivo per le vendite di nuove case negli USA. Il tasso annualizzato passa da 671 mila a 698 mila unità, un incremento del 3,6% su base mensile. Il dato è superiore alle attese del mercato.

Foto di Alex

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