Le caratteristiche di un investitore: gestire la variabile tempo

Investire è anche conoscere se stessi. L’esortazione delfica – si parva licet – esprime perfettamente quello che dev’essere l’atteggiamento di un individuo di fronte ad un piano di investimento, interagendo in primis con la variabile tempo.

Ci concentriamo molto spesso su quelle che sono, o dovrebbero essere, le caratteristiche di un investimento. Ma la questione può essere vista anche da un’altra prospettiva, cercando cioè di capire quale dovrebbe essere l’atteggiamento dell’investitore di fronte all’opportunità di impiegare i propri risparmi.

Lungi da questo blog il voler affrontare tematiche motivazionali. Ma credo sia abbastanza semplice convenire sul fatto che, per investire, occorre anche fare i conti con il nostro modo di “relazionarci” con un progetto di investimento. In particolare è necessario riflettere sul nostro rapporto con tre variabili: tempo, costanza e chiarezza. Non sono tre variabili a caso, bensì gli ingredienti fondamentali per rendere sostenibile un piano di investimenti. Inutile dire che di fronte a queste tre entità occorre porsi con un atteggiamento votato alla massima sincerità. Nessuno, nemmeno il miglior consulente finanziario sulla terra, può rispondere per noi agli interrogativi che ognuna di esse ci pone.

E allora, in questo post, cominciamo a vedere più da vicino la prima variabile, vale a dire il tempo.

Credo che a nessuno, avendo a disposizione mezz’ora, verrebbe in mente di prepararsi un ragù fatto in casa per pranzo. La ricetta originale del ragù alla bolognese, infatti, ci ricorda che servono almeno 3 ore di lenta e borbottante cottura. E quindi ragionevole pensare che opterete per qualcosa che vi permetta di cucinare e mangiare entro quei trenta minuti che avete a disposizione.

Se siamo tutti d’accordo su questo è il momento di sostituire il ragù con uno strumento azionario, mentre i trenta minuti rappresenteranno il nostro orizzonte temporale di investimento. Le alternative sono due: o mangiate un ragù crudo o scegliete qualcos’altro di più veloce da cucinare. Fuor di metafora: o rischiate di farvi molto male con le azioni, o scegliete strumenti finanziari che siano “pronti” entro il nostro orizzonte temporale.

La questione può essere posta anche in altri termini. Se la ricetta dice che per cucinare un ottimo ragù servono 3 ore, e ne abbiamo a disposizione 3, non sarà certo una buona idea spegnere il fuoco a metà cottura.

Il tempo è una variabile decisiva per un investitore. Non solo nella sua quantificazione (quanto tempo ho a disposizione per) ma anche e forse soprattutto per la capacità di lasciarlo scorrere (sono disposto ad attendere questo tempo per). Nell’interagire con la variabile tempo occorre, perciò, porsi un’altra domanda: quanto sono paziente?

La pazienza è la caratteristica dell’investitore direttamente collegata alla variabile tempo. E pazienza non è solo la capacità di saper attendere, è qualcosa di più. E’ saper attendere convinti che l’attesa sia l’unica via percorribile, quella giusta per raggiungere il nostro obiettivo di investimento. La pazienza dell’investitore, il saper maneggiare la variabile tempo, è fiducia nelle scelte fatte e capacità di resistere alla tentazione di cambiare strada di fronte ad un temporale.

Attenzione. Gestire la variabile tempo, commisurare i nostri investimenti sulla base della nostra capacità di avere pazienza non è un atteggiamento passivo. Questo significa, tornando alla nostra metafora culinaria, che durante la cottura del nostro ragù, di tanto in tanto, useremo un mestolo per amalgamare bene i componenti e controlleremo con un assaggino se è salato al punto giusto.

Foto di Janet Herman

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