USA Cina, tira e molla sul negoziato.

L’euforia per una possibile de-escalation della crisi dazi lascia il posto ai timori che la parola fine sulla vicenda USA Cina sia ancora molto distante. Questa, assieme ad altre, è una tra le notizie selezionate nel K Briefing di oggi.

USA e Cina. Le voci si rincorrono sulle prospettive della trattativa sui dazi. Le ultime notizie danno per molto probabile un accordo che preveda una graduale riduzione delle tariffe sulle merci scambiate tra i due paesi. Non c’è però un calendario già pronto e non si sa quando Trump e Xi Jimping si incontreranno. A sentire i rumors riportati dai giornali l’incontro potrebbe svolgersi in un paese europeo o asiatico. Gli investitori, dopo un primo accenno di euforia, preferiscono attendere comunicazioni ufficiali.

Australia, aria di QE? Secondo Bloomberg,com ci sono 3 segnali che i mercati stanno guardando per capire se anche la Banca centrale aussy deciderà di usare le armi non convenzionali per sostenere la congiuntura. 3 segnali si diceva: appiattimento della curva dei tassi, allargamento dello spread tra rendimenti dei bond e swap su tassi di interesse, riduzione dello spread fra titoli AAA e BBB (credit spread). Al momento il QE non sembra dietro l’angolo ma gli investitori cominciano a muoversi. Se l’Australia deciderà di intraprendere un piano di quantitave easing dovrà farlo, sostengono alcune fonti, anche acquistando titoli semi governativi e corporate. A quanto si apprende Pimco si starebbe già posizionando su queste tipologie di bond.

India, Moody’s taglia l’outlook. Passa da stabile a negativo. A preoccupare è la stabilità del settore finanziario del paese.

No dazi USA su auto europee secondo Junker. Secondo l’ormai ex presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, Trump alla fine non imporrà dazi sulle auto europee. La decisione è attesa per metà novembre.

Germania sospesa. Due dati di segno opposto per l’economia tedesca. A settembre aumentano gli ordinativi per l’industria manifatturiera ma la produzione industriale si conferma in contrazione. Mentre aumentano le pressioni sul governo tedesco perchè adotti un piano fiscale espansivo, il dato sugli ordinativi accende qualche timido segnale di speranza per i dati di ottobre.

Anche la Malesia. A sorpresa la banca centrale malese ha ridotto la percentuale di riserva obbligatoria dovuta dagli istituti bancari del paese. Un modo “soft” per aumentare la liquidità del sistema ma, secondo alcuni analisti, anche l’anticamera di una possibile riduzione dei tassi di interesse.

E ancora… i consigli sull’asset allocation di un’importante gestore. Che futuro per l’oro.

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