USA. Curva dei tassi sempre più piatta, ma la Fed…

I mercati sembrano prendere coscienza dell’avvicinarsi di una fase di storno. La nuova impennata della volatilità di inizio dicembre si aggiunge alle informazioni che ci arrivano dalla curva dei tassi USA.

Il grafico dello spread tra Treasury a 10 e 2 anni è eloquente. La discesa iniziata ai primi del 2016 non si è più arrestata ed oggi possiamo parlare di una curva dei tassi praticamente piatta. Nei giorni scorsi, seppur per un lasso di tempo molto limitato, si è registrato anche un evento di inversione.

A rallentare lo scivolamento ci sarebbero, nelle ultime ore, nuove aspettative su un atteggiamento più morbido da parte della Federal Reserve nel 2019. Ad accendere le speranze sono arrivate le parole del presidente della Fed di Dallas, Robert Kaplan, il quale ha auspicato una maggiore pazienza da parte del board nel proseguire il rialzo dei tassi nel 2019. La prima reazione è stata una caduta dei rendimenti dei titoli a breve di oltre 7 punti base, discesa che ha portato la curva del Treasury a breve sotto la media a 100 giorni. Tecnicamente si tratta di un segnale ribassista e significa che gli investitori credono alla possibilità che i rialzi dei tassi nel 2019 possano ridursi da due ad uno soltanto.

L’inversione della curva dei tassi, segnale di possibile recessione entro 1/2 anni, sembra per il momento potersi allontanare, anche se si tratta solo di aspettative.

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