Investire con l’approccio life cycle (ciclo di vita), ma per bene.

Sempre più spesso, in particolare per i prodotti destinati alla previdenza complementare, si sente parlare di meccanismi automatici di adeguamento in funzione dell’età o approccio life cycle (ciclo di vita). Tale approccio viene giustificato con la necessità di consolidare i risultati raggiunti nel tempo, riducendo il profilo di rischio. Un’ottima cosa, ma solo se fatta per bene.

A rigor di logica il ragionamento non fa una piega. Da giovane investi in azioni perchè hai davanti a te un orizzonte temporale molto lungo. Poi, man mano che ti avvicini all’età pensionabile, riduci il rischio del tuo investimento previdenziale. Alcuni prodotti dichiarano di farlo addirittura in modo automatico (conversione o switch).

A ragionarci su la cosa non appare più del tutto corretta. Se l’approccio life cycle vuol dire modificare l’asset allocation di tutto il nostro portafoglio, significa che riduciamo l’orizzonte temporale del primo investimento. Questo può andare bene se la prima parte del programma di investimento ha visto il prevalere di fasi di mercato positive; al contrario consolideremo delle perdite che, dato il nuovo profilo di rischio più basso, sarà ben difficile recuperare.

Un life cycle fatto bene non dovrebbe mai prevedere la conversione di un investimento da un profilo di rischio ad una altro. L’approccio corretto deve prevedere l’affiancamento di più linee di investimento con profili coerenti con l’orizzonte temporale di riferimento.

Proviamo a mettere alla prova le due tipologie di approccio life cycle, utilizzando un ottimo tool disponibile online qui.

Prendiamo un investitore con 10.000 dollari di capitale iniziale ed incrementi annui di 1.000 dollari. Proviamo a vedere lo sviluppo dell’investimento dal 1993 ad oggi con 3 differenzi ipotesi.

Nella prima ipotesi (Ipotesi A) tutti i soldi vengono investiti in un fondo ad alta percentuale azionaria fino alla scadenza (2018).

Nella seconda ipotesi (Ipotesi B) applichiamo il Life Cycle con una conversione automatica dal 21° anno di investimento in poi. Nei primi 20 anni si investirà in un fondo ad alta percentuale azionaria, poi si passerà tutto su di un fondo ad alta percentuale obbligazionaria.

Nella terza ipotesi (Ipotesi C) applichiamo il Life Cycle ponderato all’orizzonte temporale. Nei primi 20 anni investiamo in un portafoglio ad alta percentuale azionaria. Dall’21° anno sospendiamo i versamenti su questo portafoglio e ne attiviamo un secondo ad alta percentuale obbligazionaria.

Di seguito i dati dell’elaborazione. Per le nostre finalità abbiamo ignorato l’effetto inflattivo.

 

Ipotesi A

Portafoglio con 30% Azionario USA, 50% Azionario internazionale (ex US), 20% Obbligazionario globale

Capitale di partenza (1993) versamenti annui Capitale finale (2018)
10000$ 1000$ 83.116$

 

Ipotesi B

Fase 1 ->Portafoglio con 30% Azionario USA, 50% Azionario internazionale (ex US), 20% Obbligazionario globale

Capitale di partenza (1993) versamenti annui Capitale finale (2013)
10.000$ 1.000$ 60.831$

 

Fase 2 ->Portafoglio con 5% Azionario USA, 5% Azionario internazionale (ex US), 90% Obbligazionario globale

Capitale di partenza (2014) versamenti annui Capitale finale (2018)
60.831$ 1.000$ 73.068$

 

Ipotesi C

Fase 1 ->Portafoglio con 30% Azionario USA, 50% Azionario internazionale (ex US), 20% Obbligazionario globale

Capitale di partenza (1993) versamenti annui Capitale finale (2013)
10.000$ 1.000$ 60.831$

 

Fase 2-> Portafoglio con 30% Azionario USA, 50% Azionario internazionale (ex US), 20% Obbligazionario globale + Portafoglio con 5% Azionario USA, 5% Azionario internazionale (ex US), 90% Obbligazionario globale

Capitale di partenza (2014) versamenti annui Capitale finale (2018)
60.831$ 0 78.346$
1.000$ 1.000$ 5.448 $

 

Risultati delle tre ipotesi. Capitale di partenza 10.000$

Ipotesi A 83.116$
Ipotesi B 73.068$
Ipotesi C 83.794$

 

Il risultato mostra chiaramento come applicare il life cycle, rispettando gli orizzonti temporali delle asset allocation, consenta di ottenere un risultato migliore rispetto alle altre ipotesi prese in considerazione. Il tempo può essere un grande alleato dei nostri risparmi, sta a noi capire come sfruttarlo.

Quando sentirete parlare di life cycle e di switch automatici drizzate le antenne, forse non è la soluzione ottimale per il vostro investimento.

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