Cibi sostitutivi della carne, nuova sfida per il settore alimentare

La notizia è girata qualche giorno fa. KFC, catena di fast food statunitense, sta lavorando ad una versione vegetariana del suo famoso pollo fritto. Può sembrare una semplice curiosità ma, dietro a notizie come questa, c’è un trend innegabile: l’industria dei sostitutivi della carne sta crescendo a ritmi sostenuti.

Partiamo da qualche numero. Negli Stati Uniti, a fine 2017, i consumatori hanno totalizzato una spesa per alimenti sostitutivi della carne pari a 698 milioni di dollari, segnando un + 25% rispetto al 2012. Sempre secondo i dati di Euromonitor, in Gran Bretagna l’aumento di consumi della cosiddetta meatless meat, dal 2012 al 2017, è stato del 56%. In tutto il settore alimentare, sia nel 2016 che nel 2017, non c’è stata nessun’altra tipologia di alimento capace di mettere a segno crescite di queste dimensioni.

Il settore del cibo “vegan” vale attualmente 9,7 miliardi di dollari di spesa globale. Un dato che nel 2021 (sempre secondo Euromonitor) dovrebbe assestarsi sugli 11,8 miliardi di dollari.

I fattori trainanti del fenomeno sono diversi; dalla sostenibilità della produzione, alla ricerca di maggior salubrità da parte del consumatore.  Non va ignorato anche un più prosaico effetto imitazione, vista la sempre più ampia platea di vip convertiti al “vegan“.

Goldman Sachs, da banca d’affari qual è, ha investigato le potenzialità finanziarie di questo settore e ne è rimasta così impressionata da inserirla tra le tecnologie più interessanti del futuro, assieme agli Iphone ed alle criptovalute. Non a caso, molte importanti aziende americane sostengono progetti di venture capital incentrati sulla ricerca di alimenti sostitutivi della carne e delle proteine; Impossible Food ne è un esempio e tra i suoi sostenitori vi sono soggetti del calibro di Bill Gates e Google.

Un settore che attira gli appetiti degli investitori internazionali, ma che occorre maneggiare ancora con cautela. Da un lato il consumo di carne, e l’apprezzamento dei consumatori per essa, non sembrano dare segni di cedimento; dall’altro lato la produzione di alimenti sostitutivi della carne risulta ancora molto onerosa ed una sua diffusione di massa presenta ancora costi proibitivi.

In un mondo che demograficamente continua a crescere e nel quale la richiesta di proteine, specie nei paesi in via di sviluppo, va aumentando, l’approvvigionamento di carne diventerà sempre più critico. Il ricorso a cibi alternativi appare quasi scontato. Si tratta di una sfida interessante che tutto il settore della produzione di alimenti dovrà affrontare, un’innovazione tecnologica che può dare nuova linfa ad un settore tradizionalmente anticiclico. I primi segnali iniziano ad intravedersi.

Negli Stati Uniti, Tyson Food (gigante della produzione di cibi a base di carne) ha recentemente acquistato una quota di  Beyond Meat, un’azienda che produce burger vegetali. Nestlè, multinazionale del settore, ha recentemente acquisito Sweet Earth Foods, azienda specializzata nella preparazione di alimenti con proteine esclusivamente vegetali. Investimenti in questo senso sono stati fatti da altri giganti quali Kellog Co’s e PepsiCo’s.

 

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