L’indice RCM/TIPP sull’ottimismo economico degli americani è salito a novembre a 48,5 punti, contro i 46,8 di ottobre, con un aumento di 1,7 punti pari al 3,6%. È il valore più alto da febbraio e tutte e tre le componenti dell’indice sono migliorate. Il dato resta però sotto la soglia neutrale di 50 per il quindicesimo mese consecutivo e si colloca ancora un punto percentuale al di sotto della media storica di 49,0, calcolata su 310 mesi di rilevazioni.
Il progresso più netto riguarda le attese sull’economia dei prossimi sei mesi, passate da 42,7 a 45,3 punti. È il terzo rialzo consecutivo e il livello più alto da settembre 2025. Anche la fiducia nelle politiche economiche federali cresce, da 44,4 a 46,0, per il sesto mese di fila. La valutazione sulle proprie finanze personali sale in modo più contenuto, da 53,4 a 54,1, ed è l’unica componente sopra 50, soglia che mantiene da ventinove mesi.
Continua intanto ad allargarsi la distanza tra il sentiment di chi investe e chi no. Gli investitori passano da 62,3 a 64,2 punti e i non investitori da 37,2 a 38,9, con un divario di 25,3 punti che segna il massimo dall’avvio dell’indice nel 2001. Si riduce invece lo stress legato alla situazione finanziaria, con l’indice dedicato che scende da 64,5 a 63,1 e tocca il minimo da luglio, pur restando sopra la media di lungo periodo di 60,6.
La rilevazione è stata condotta online dal 27 al 30 ottobre su 1.480 adulti ed è l’ultima prima delle elezioni di metà mandato. Raghavan Mayur, presidente di TechnoMetrica, parla del miglioramento più ampio degli ultimi mesi, ma sottolinea che gli americani restano ancora lontani da un vero ottimismo.
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