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Gran Bretagna: inflazione rallenta a gennaio 2026 ma rimane elevata, alimentando il dilemma della BoE

L’inflazione in Gran Bretagna rallenta anche a gennaio 2026 e si ferma al 3%, minimo da marzo 2025. Il tasso core resta sopra il 3% e per la BoE rimane il dilemma: continuare la stretta o guardare al mercato del lavoro?

A gennaio 2026 l’inflazione in Gran Bretagna si è fermata al 3% su base annua, in linea con le attese e ai minimi da marzo del 2025. Rallenta la crescita delle componenti più “calde”, vale a dire trasporti e alimentari, mentre i prezzi di hotel e ristoranti salgono di quasi un punto percentuale rispetto a gennaio 2025. Al netto delle componenti più volatili, l’infazione core scende al 3,1%, minimo da agosto del 2021.

Su base mensile si registra il secondo segno meno in tre mesi, con un -0,5% che è la flessione mensile più ampia dal gennaio del 2024.

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Sul fronte dei prezzi alla produzione, gennaio 2026 ha registrato il terzo mesi di rallentamento consecutivo dell’inflazione PPI, con una variazione mensile nulla e un tendenziale che tocca il minimo da giugno scorso.

Certo, l’inflazione rimane ancora abbondantemente sopra il target della banca centrale, ma i segnali che arrivano fanno ipotizzare che nei prossimi mesi si possa assistere ad un ulteriore allentamento della pressione sui prezzi. Con il mercato del lavoro che continua a lanciare segnali di debolezza, la BOE potrebbe decidere di chiudere un occhio e tagliare i tassi già nella prossima riunione.

Giappone, esportazioni accelerano grazie ai partner dell’area asiatica.

A gennaio 2026 le esportazioni giapponesi sono cresciute del 16,8% su base annua, ben al di sopra delle attese e sui massimi da fine 2022. A trainare le spedizioni verso l’estero sono soprattutto i partner dell’area asiatica. La Cina fa registrare un +32%, la Corea del Sud un +10,8%. Numeri in crescita anche per l’area ASEAN e l’Australia. Molto più frammentata la situazione con i partner occidentali: da segnalare il +30% di esportazioni su base annua verso la Germania e il -5% di spedizioni verso gli Stati Uniti.

Con le importazioni scese del 2,5%, la bilancia commerciale giapponese torna a registrare un deciso deficit: -1,15 miliardi di yen, massimo da gennaio dell’anno scorso.

Stati Uniti, ordini di beni durevoli a dicembre 2025.

A dicembre 2025, i nuovi ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono diminuiti dell’1,4% mensile, dopo il forte rialzo rivisto al 5,4% di novembre, ma meno del previsto. Il calo è stato trainato dal crollo del 5,3% nei trasporti, soprattutto per gli aerei civili. Sono scesi anche i beni strumentali, mentre sono cresciuti difesa e tecnologia. Escludendo i trasporti, gli ordini sono aumentati dello 0,9%. Gli ordini core, indicatore chiave degli investimenti, sono saliti dello 0,6%. Su base annua, nel 2025, gli ordini complessivi hanno registrato un aumento del 7,8%, confermando una tendenza ancora positiva complessiva solida nel tempo.

Stati Uniti, produzione industriale a gennaio 2026.

A gennaio 2026, la produzione industriale statunitense è cresciuta dello 0,7% su base mensile, superando le attese (+0,4%) e segnando l’aumento più forte degli ultimi mesi. Il comparto manifatturiero è salito dello 0,6%, con progressi diffusi tra i settori. Al contrario, l’attività mineraria è diminuita dello 0,2%, mentre le utility hanno registrato un robusto incremento del 2,1%. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è salito al 76,2%, restando tuttavia 3,2 punti percentuali al di sotto della media storica di lungo periodo, segnalando la presenza di margini inutilizzati nel sistema industriale.

Stati Uniti, nuovi cantieri residenziali a dicembre 2025.

A dicembre 2025, i nuovi cantieri residenziali negli Stati Uniti sono aumentati del 6,2% a 1,404 milioni di unità annualizzate, superando le attese e raggiungendo il livello più alto da luglio, trainati sia dalle abitazioni unifamiliari (+4,1%) sia dai complessi multifamiliari (+10,1%). La crescita è stata particolarmente forte nell’Ovest, mentre il Sud ha registrato un calo. Anche i permessi edilizi sono saliti del 4,3%, sostenuti dal forte aumento dei progetti multifamiliari. Tuttavia, nel complesso del 2025, sia i cantieri sia i permessi hanno registrato una diminuzione su base annua, confermando una tendenza ancora moderatamente debole del settore.

Foto di PublicDomainPictures

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