Sfondo scuro Sfondo chiaro

Geopolitica, incertezza e investimenti: cosa ci dice il sondaggio Investment Survey 2025 (EIBIS) della BEI?

Il sondaggio Investment Survey 2025 EIBIS 2025 lancia un messaggio inequivocabile: la vera sfida per le imprese europee non è sopravvivere alle crisi, ma imparare a investire nell’incertezza.

Le imprese europee continuano a investire, ma con una prudenza che riflette i tempi. È la fotografia che emerge dal nuovo Investment Survey 2025 (EIBIS), l’indagine annuale della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) che misura lo stato di salute e le aspettative delle aziende dell’Unione. Il messaggio di fondo è chiaro: gli investimenti non si fermano, ma si fanno più selettivi, mentre la fiducia, soprattutto sul fronte politico e regolamentare, mostra crepe sempre più profonde.

Dall’analisi emerge che le imprese stanno rispondendo alle tensioni globali in modi diversi. Negli Stati Uniti, le aziende hanno scelto la via della relocalizzazione e della diversificazione delle catene di approvvigionamento, spingendo gli investimenti industriali. In Europa, invece, prevale un atteggiamento più prudente: gli investimenti si concentrano su digitalizzazione, transizione energetica e resilienza produttiva, ma il timore per la geopolitica, i costi energetici e l’instabilità normativa pesa sulle prospettive.

Pubblicità

Secondo il sondaggio, le imprese europee sono nettamente più pessimiste rispetto ai colleghi americani. Una quota crescente ritiene che il contesto politico ed economico peggiorerà nei prossimi 12 mesi, mentre negli Stati Uniti il sentiment resta sostanzialmente neutro. Il clima d’incertezza è legato non solo alla guerra in Ucraina o alle tensioni con la Cina, ma anche alla sensazione di una transizione regolamentare troppo rapida e complessa, che rallenta decisioni di investimento a lungo termine.

Il rapporto della BEI sottolinea che, nonostante la crescita del 7,2% degli investimenti pubblici nel 2024, quelli privati sono diminuiti del 2,5%. La quota di imprese che prevedono di aumentare gli investimenti è scesa da un saldo netto del 12% nel 2023 a circa il 7% nel 2024. Segno che, più che una frenata brusca, si sta consolidando una fase di cautela.

Oltre all’incertezza, le imprese segnalano barriere strutturali che frenano gli investimenti: regolamentazioni frammentate, burocrazia, difficoltà di accesso ai mercati dei capitali. Il 74% delle aziende innovative cita proprio le differenze regolamentari tra Stati membri come ostacolo all’espansione oltre il mercato domestico. In altre parole, il mercato unico europeo resta ancora incompleto.

Non mancano tuttavia esempi positivi. In Danimarca, l’84% delle imprese ha investito in tecnologie digitali – ben al di sopra della media UE del 74% -dimostrando come la trasformazione digitale sia diventata la risposta più concreta alle turbolenze globali.

L’Investment Survey 2025 EIBIS mette in luce un paradosso: le imprese europee non smettono di investire, ma lo fanno con un occhio fisso sul rischio. Le decisioni strategiche vengono ridimensionate, il ritorno sull’investimento valutato con maggior rigore, e il peso dell’incertezza geopolitica entra ormai stabilmente nei modelli di business.

La competitività futura dell’Europa dipenderà dalla capacità di trasformare questa cautela in innovazione strutturale: integrare politiche industriali, mercati dei capitali e regole più semplici potrebbe restituire alle imprese lo spazio per pianificare. Come osservano gli economisti della BEI, la sfida non è solo investire di più, ma investire meglio: orientare i capitali verso tecnologie, efficienza energetica e produttività, piuttosto che rincorrere sussidi o risposte di breve periodo.

Volendo allargare lo sguardo e tirare una somma, sembrano emergere due approcci differenti tra le due sponde dell’Atlantico. Da una parte gli Stati Uniti, che reagiscono all’incertezza globale rilocalizzando e spingendo sulla produzione. Dall’altra, un’Europa più riflessiva, impegnata a mantenere l’equilibrio fra sostenibilità e competitività.

Foto di Erich Westendarp

Resta aggiornato

Gli ultimi articoli di Ekonomia.it direttamente nella tua casella mail. Iscriviti qui sotto.
I dati trasmessi attraverso questo modulo sono trattati secondo la nostra privacy policy, in linea con la normativa vigente. Per nessun motivo verranno ceduti a terze parti o utilizzati per l'invio di messaggi di natura commerciale.
Post precedente

Cina, economia cresce nel terzo trimestre 2025, ma il ritmo rallenta ancora

Post successivo

Lagarde, il trilemma energetico e quel mercato unico che non c'è

Pubblicità