Carbon tax e mercato azionario, un portafoglio green protegge dai tonfi

Aumentare i costi per i produttori di emissioni inquinanti sembra essere la via più breve per provare a centrare gli obiettivi della conferenza sul clima di Parigi. Ma un aumento pronunciato della carbon tax, sostiene una recente ricerca, potrebbe colpire duro sul mercato azionario.

E’ sempre più evidente come gli stati guardino alla carbon tax come all’estrema soluzione per accelerare la transizione energetica dell’economia globale. Nelle scorse settimane uno studio del Fondo Monetario Internazionale confermava che l’applicazione di una carbon tax minima globale nel prossimo decennio è la via più efficace per limitare il surriscaldamento globale. Sempre secondo il Fondo un prezzo medio di 75 dollari per tonnellata di CO2 equivalente è il livello necessario per poter mantenere l’aumento della temperatura atmosferica entro i 2°C a fine secolo. Al momento esistono 64 paesi che hanno adottato una tassa sulle emissioni inquinanti, e poco tempo fa l’Unione Europea ha portato la sua carbon tax a 50 dollari per tonnellata di CO2 equivalente.

Ma c’è un aspetto che in pochi sembrano aver valutato e che viene messo nero su bianco da un’analisi della società di gestione Kempen Capital Management: l’impatto della carbon tax sul mercato azionario. Secondo gli analisti di Kempen, infatti, gli investitori non sembrano aver ancora del tutto prezzato l’effetto di un considerevole aumento dei costi energetici sui profitti societari.

Dalla simulazione effettuta emerge che l’applicazione di un prezzo di 75 dollari per tonnellata di CO2 equivalente porterebbe ad una correzione del valore dell’equity del 4%, ipotizzando che l’applicazione sia limitata alle società che rientrano negli Scope 1 e 2 (emissioni dirette ed indirette legate all’energia acquistata); la perdita di valore toccherebbe il 20% se venissero coinvolte anche le società dello Scope 3 (tutte le emissioni, dirette ed indirette). Il mercato azionario USA sarebbe il più colpito con una flessione (ipotesi Scope 3) che arriverebbe a quasi il 30%.

Se gli investitori puntassero su azioni low carbon, nello scenario a 75dollari e Scope 3, subirebbero una correzione massima dell’8.2%. Nel lungo periodo, sostiene Kempen, adottare una strategia sostenibile per il proprio portafoglio (un mix di low carbon e nuove tecnologie green) potrebbe portare un extra-rendimento del 20% nei prossimi 10 anni.

Foto di Ralf Vetterle

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