Economie nordiche e covid-19. Tanto deficit ma il debito è sotto controllo

L’ultimo rapporto di Scope ci da qualche dato in più sulle economie nordiche e su come impatterà la pandemia sui loro conti. Da qui si può capire qualcosa del perchè lassù le nostre richieste sembrino troppo esose.

Nell’analisi di fine giugno, Scope Ratings analizza il quadro macroeconomico e di finanza pubblica delle quattro principali economie nordiche (Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca). Pur colpite severamente dalla crisi scatenata dalla pandemia di covid-19, le 4 economie ne escono, al momento, con stime di crescita molto meno deprimenti rispetto ad altri paesi dell’Europa e del mondo. Stando alle più recenti previsioni estive della commissione europea, a fronte di una media di crescita per il 2020 stimata in un -8.3%, la Svezia dovrebbe fermarsi ad un -5.3%, la Finlandia al -6.3% e la Danimarca al -5.2%. Per la Norvegia, Scope stimava a giugno una decrescita del 3.75%.

La risposta di politica fiscale delle quattro economie nordiche è stata massiccia ma l’impatto sui conti pubblici rimane limitato. Il rapporto debito/PIL stimato da Scope per il 2020 rimane per Norvegia, Svezia e Danimarca al di sotto del 50%, solo la Finlandia supera la fatidica soglia del 60% (69%). Se la Norvegia ha potuto contare sulla cassaforte di famiglia (il Fondo Sovrano), Svezia e Danimarca hanno finanziato le proprie politiche di sostegno all’economia grazie al debito; rispetto al 2019 il rapporto Debito/PIL crescerà per la Svezia del 7% e per la Danimarca del 9.3%. Tutte e quattro le economie nordiche segneranno deficit di bilancio pesanti per l’anno in corso, tranne la Norvegia che dovrebbe chiudere in pareggio. Il dato danese fa quasi impressione. Pur toccando l’8% di deficit (il massimo dagli anni 80 dello scorso secolo), il rapporto debito/PIL crescerà ad appena il 42%.

La maggior parte delle misure adottate dai governi dell’area sono strutturate su prestiti e garanzie pubbliche (di fatto soldi che torneranno indietro o che non verranno nemmeno mai spesi). In Svezia – una delle più ostiche rivali sul Recovery Fund – la parte di spesa e di riduzione di imposte è stimata in 3,7 punti di PIL, garanzie e prestiti arrivano ad una valore pari all’11% del PIL. Rapporti simili anche per Norvegia e Finlandia, mentre ancora più sbilanciata su credito e garanzie la risposta del governo danese.

Delle quattro economie nordiche, l’unica ad avere qualche problema dal punto di vista dei conti è la Finlandia. Con una manovra di sostegno all’economia – già non brillante da prima della comparsa del covid-19 – che genererà un deficit di bilancio di quasi 9 punti percentuali di PIL, il rapporto Debito/PIL schizzerà al 69%, 10 punti sopra la situazione del 2019. Dei quattro, sottolineano da Scope Ratings, il governo finlandese sarà l’unico governo a dover mettere seriamente mano ad un consolidamento fiscale nel dopo-crisi.

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