USA, richieste sussidi più alte del previsto. Crollo profitti aziendali nel primo trimestre

I consueti dati del giovedì sulle richieste di sussidi di disoccupazione USA deludono le attese del mercato, mostrando una volta di più le difficoltà di una ripresa economica veloce. Questo ed altro nella penultima K Briefing della settimana.

Banche centrali. Turchia, tassi fermi e tagli (forse) finiti. Filippine, altro taglio. Mentre gli analisti si attendevano un taglio di altri 25 punti base, la banca centrale turca decide di lasciare invariato il riferimento all’8.25%. L’istituto diretto da Murat Uysal ha ravvisato elementi di surriscaldamento dei prezzi, cosa che ha convinto a fermare la serie di tagli. Una decisione che probabilmente non piacerà al governo centrale ma che sembra suffragata dall’andamento dell’inflazione core, tornata a crescere in maggio. Si muove, a sorpresa, la banca centrale delle Filippine che decide un taglio del tasso reverse repo di 50 punti base. Si tratta del terzo taglio consecutivo per il 2020, motivato dall’istituto con il perdurante rischio disinflazionistico e la necessità di supportare l’economia del paese in questo complicato frangente.

Germania, anche la fiducia dei consumatori migliora. Il sondaggio GfK indica un miglioramento del morale dei consumatori tedeschi, l’indice passa da -18.6 a -9.6; crescono tutte le componenti, a cominciare dalle aspettative sulla situazione economica nei prossimi mesi (livello più alto da inizio gennaio). Migliorano anche le aspettative di reddito e torna a crescere la propensione alla spesa.

Francia, a maggio disoccupazione sempre molto alta. Per il secondo mese consecutivo sono oltre 4 milioni i francesi senza occupazione. A maggio 2020 il totale cala di circa 150 mila unità ma segna comunque il secondo valore più alto di sempre. Rispetto allo stesso mese del 2019 le persone non occupate sono quasi 800 mila in più.

USA, lettura finale PIL 1° trimestre. Il tasso di crescita annualizzato del primo trimestre 2020 segna -5%. Il dato conferma le precedenti stime. Il deflatore del PIL, una delle misure del livello dei prezzi, segna +1.6%, in linea con le attese.

USA, ordini beni durevoli e profitti aziendali. Rimbalzano gli ordini di beni durevoli in maggio, un +15.8% che rappresenta la miglior variazione mensile dal 2014. Gran parte del merito va al settore trasporti, dedotto dal totale la crescita si ridimensiona ad un altrettanto positivo +4%. Bene anche i core capital goods orders (un indicatore della salute dell’economia) che crescono del 2,4%. A calare, invece, sono i profitti aziendali. Nel primo trimestre scendono del 12.4%, scende del 9% la liquidità a disposizione per gli investimenti. In controtendenza i dividendi netti, cresciuti nel trimestre dell1,7%.

USA, richieste sussidi più alte del previsto. Il mercato si attendeva un aumento settimanale attorno agli 1,3 milioni di richieste, ma il conto dell’ultima settimana dice che i nuovi sussidi sono oltre 1,4 milioni. Un ritmo di discesa lento che porta la media a 4 settimane a 1,67 milioni ed un totale dal 21 marzo ad oggi che sfonda quota 47 milioni (più del doppio di quanto raggiunto nel 2008-2009). I sussidi continuativi, complici le riaperture di attività, scendono sotto i 20 milioni, fissandosi a 19,5 milioni.

Foto di David Mark

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