Uk, inflazione sale sopra attese

Giornata macro incentrata sui prezzi. Spicca il dato inglese. In UK l’inflazione aumenta oltre le attese a gennaio e lo fa nella sua componente core. Questo ed altro nella penultima K Briefing della settimana.

Uk, inflazione sale sopra attese. I prezzi al consumo salgono oltre le attese a gennaio e lo fanno soprattutto nella parte core. Il tasso di inflazione nell’UK sale all’1.8% su base annua, contro attese dell’1.6% e sopra il livello registrato a dicembre (+1.3%). La frazione core (esclusi alimentari, tabacco ed energia) sale al +1.6% su base annua contro attese all’1.5% ed il dato di dicembre al +1.4%. A livello mensile, invece, i prezzi segnano un leggero calo rispetto a dicembre. Il dato core scende dello 0.6%, il dato totale dello 0.3%.

Salgono anche i prezzi alla produzione, a gennaio è +1.1% su base annua, dal +0.9% di dicembre. Due mesi con prezzi alla produzione in salita non si vedevano da fine 2018.

Con i buoni dati del mercato del lavoro ed il livello dei prezzi sotto controllo, l’inizio mandato di Andrew Bailey alla BoE non dovrebbe discostarsi dalla linea del predecessore. Tassi fermi in attesa di capirne di più sulla trattativa con l’UE.

Svezia, inflazione ai minimi da 3 anni. Dicevamo ieri dei brutti dati legati al mercato del lavoro svedese, con la disoccupazione che continua a salire. Oggi è arrivato il responso sul livello dei prezzi a gennaio; e non è brillante. L’inflazione si fissa al +1.3% su base annua, il livello più basso dal marzo del 2017. Situazione monitorata da Riksbank.

Inflazione nel mondo. Massimi in Sud Africa e Canada. Il livello dei prezzi in Sud Africa tocca i massimi a +4.5%, sopra le attese del mercato e la precedente rilevazione di dicembre (+4.4%). Anche in Canada a gennaio i prezzi segnano un picco a +2.4% su base annua, da +2.2% di dicembre.

Turchia, banca centrale taglia i tassi. La banca centrale turca decide per un taglio di 50 punti base a 10.75% dei tassi REPO ad una settimana. La decisione, attesa dai mercati, segue i precedenti 5 tagli dei tassi.

Palladio e rodio non si fermano. Continuano a salire i prezzi dei due metalli, toccando nuovi record storici. Entrambe utilizzati dai produttori di automobili ed in particolare per l’emergente segmento elettrico, palladio e rodio hanno visto aumentare la loro richiesta nelle ultime settimane. In un mercato nel quale l’offerta è sistematicamente superata dalla domanda, si è scatenata una caccia all’accaparramento di scorte per evitare gli effetti del rallentamento del commercio internazionale dovuto al coronavirus. Basti pensare che la richiesta di rodio, utilizzato nelle batterie delle auto elettriche, è aumentato del 14% nel 2019 ed i prezzi sono saliti del 90% solo nel mese di gennaio.

USA, numero nuovi cantieri residenziali ancora sostenuto. Un dicembre sopra ogni aspettativa, rivisto al rialzo ed a livelli che non si vedevano da fine 2006. Era normale attendersi un calo dei nuovi cantieri nel primo mese del 2020. Il calo c’è stato, -3.6%, ma meno di quanto si attendesse il mercato. Ad influenzare l’attività edile quest’anno è stato anche il clima, con un inverno meno rigido del solito che ha permesso lo svolgimento delle attività di costruzione.

USA, prezzi produzione aumentano oltre attese. I prezzi all’ingrosso salgono dello 0.5% a gennaio, collezionando il maggior rialzo dall’ottobre del 2018 e sorprendendo il mercato. Avanzano sia i prezzi dei servizi che quelli dei beni materiali. A farla da padrona il rialzo del costo dei metalli.

Foto di Johannes Plenio

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