Mercato del lavoro USA poco mosso, tanti dati sulla produzione industriale

La settimana si chiude con gli attesissimi dati sul mercato del lavoro USA a dicembre. Il 2019 è stato il nono anno consecutivo a chiudere con un aumento degli occupati, anche se il ritmo, negli ultimi 31 giorni, risulta inferiore alle attese. Oggi tanti dati sulla produzione industriale e molto altro nell’ultima K Briefing della settimana.

Mercato del lavoro USA poco mosso a dicembre. Il ministero del Lavoro pubblica i dati sui nofarm payroll. A dicembre sono stati creati 145mila posti di lavoro (139mila nel settore privato), ritmo più basso rispetto a novembre e sotto le attese degli analisti. Brucia posti di lavoro il settore manifatturiero (-12mila) . Il tasso di partecipazione e quello di disoccupazione rimangono sostanzialmente invariati. Il salario orario cresce dello 0.1% a livello mensile, a livello annuo si porta a+2.9% (in discesa dalla precedente rilevazione). Stabili anche le ore lavorate a settimana. Nel 2019 l’economia USA ha creato 2,11 milioni di posti di lavoro, si tratta del nono anno consecutivo con occupati in aumento.

Per la FED segnali confortanti, il mercato del lavoro tiene – seppur ormai ai massimi- e non si avvertono spinte eccessive sui prezzi da parte dei salari. L’atteggiamento di prudente attesa dovrebbe, per ora, essere ampiamente confermato.

Europa, segnali incoraggianti dalla produzione industriale. I dati di novembre sulla produzione industriale in alcuni paesi della zona euro fanno pensare, ancora una volta, che la fase di rallentamento dell’economia europea possa aver raggiunto il suo bottom. Dopo il dato tedesco di ieri, oggi è toccato a Francia (+0.3% su mese), Spagna (+2.1% su anno) ed Italia (+0.1% su mese, -0.6% annuo) mostrare un tentativo di rimbalzo nel mese di novembre.

India, rimbalza produzione industriale. A novembre la produzione industriale indiana ha fatto registrare un +1.8%, un rimbalzo rispetto alla rilevazione precedente, rivista al ribasso, a -4%. La produzione manifatturiera cresce del 2.7% mensile rispetto al -2.3%, rivisto al ribasso, del mese precedente.

Brasile, inflazione sale per componete alimentare. Livello dei prezzi attorno al target del 4% fissato per il 2020 (+/- 1.5%). Nell’ultima rilevazione, di dicembre, l’inflazione sale, su base annua, a +4,31% contro il precedente +3.23% e oltre le attese (+4.23%). Su base mensile, l’indice dei prezzi sale dell’1.15% contro il +0.51% del mese precedente. A guidare l’ascesa dei prezzi è soprattutto la componente alimentare. La Banca centrale, che viene da 4 tagli dei tassi consecutivi, ha dichiarato a metà del 2019 di voler portare il target dell’inflazione al 3,5% nel 2022. Attualmente i tassi ufficiali sono al 4,5%.

USA. Vendite all’ingrosso bene in novembre. Sono salite dell’1.5% le vendite all’ingrosso nel mese di novembre, meglio delle attese. Diminuiscono leggermente le scorte, -0.1%; anche in questo caso meglio delle attese.

Canada, buoni i dati sul mercato del lavoro a dicembre. 35mila occupati in più ed un tasso di disoccupazione che scende al 5,6% (dal 5,9%). Sono dati tutto sommato positivi quelli diffusi oggi.

Australia, PMI servizi scende in zona contrazione. Brutte notizie per l’economia australiana. Anche il PMI del settore servizi scivola sotto quota 50 ed entra in fase di contrazione

Foto di Free-Photos

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