Natale “mogio” per le vendite al dettaglio in Gran Bretagna

I dati diffusi oggi sulle vendite al dettaglio in Gran Bretagna parlano di una flessione senza precedenti nel 2019. L’incertezza Brexit ha pesato e potrebbe continuare a pesare ancora viste le posizioni distanti tra Bruxelles e Londra sulla durata della transizione. Di questo e di altro parliamo nella K Briefing di oggi.

Natale mogio per le vendite al dettaglio in Gran Bretagna. Il British Retail Consortium ha pubblicato un po’ di dati sull’andamento delle vendite al dettaglio nell’anno appena concluso. Ne esce una situazione a tinte fosche. Il Black Friday supera il periodo natalizio come volume di vendite e nel complesso il 2019 segna un -0.1%; un tracollo dal +1.2% del 2018. Si tratta di un record storico alla cui radice c’è, senza dubbio, una causa legata all’incertezza politica britannica.

Brexit, anche Barnier avverte Londra. Dopo la von der Leyen – a cui Boris Johnson ha risposto ribadendo la linea del not extend – è la volta del negoziatore UE Michel Barnier. L’UE spinge per un prolungamento dei tempi della transizione Brexit a dopo dicembre 2020, stabilendo delle priorità da affrontare – e risolvere – entro l’anno.

Germania, ancora dati a due facce. A novembre 2019 migliora sensibilmente la produzione industriale tedesca, +1.1% su base mensile. Rivista anche la rilevazione precedente da -1.7% a -1%. Dati sopra le attese. L’altra faccia della medaglia sono però i dati del commercio internazionale. A novembre sono scese sia le importazioni che le esportazioni, con le seconde che scendono più rapidamente (-2.3%). Il risultato è un assottigliamento di 2 miliardi di euro del saldo commerciale.

Thomson Reuters IPSOS PCSI. Consumatori un po’ più fiduciosi a gennaio. Il sondaggio sulla fiducia dei consumatori realizzato da Thomson Reuters e IPSOS segna un leggero aumento dell’indice per i principali paesi dell’eurozona.

Brasile, la produzione industriale cala. A novembre il dato mensile scende dell’1.7% su base annua e dell’1.2% su base mensile. Dati peggiori rispetto alle attese (comunque col segno meno). Lo stop arriva dopo 3 mesi col segno più. La causa va ricercata nella debolezza dei beni durevoli ed in particolare nel calo di produzione del settore automobilistico.

USA, richieste iniziale sussidi. Sono state 214mila le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione nell’ultima settimana. Un dato inferiore alle attese ed in calo rispetto alla rilevazione precedente (223mila, rivista al rialzo). La media a 4 settimane delle richieste di sussidio (meno volatile) diminuisce di circa 9000 unità. Dopo il sondaggio ADP ed i dati odierni si attendono i dati sui nofarm payroll che saranno diffusi domani.

Foto di Heike Georg

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