Le domande improvvise. Cos’è l’analisi intermarket?

L’analisi intermarket è un particolare campo di applicazione dell’analisi tecnica che studia in maniera combinata differenti asset class, quali azioni, obbligazioni e materie prime, per capire i possibili trend del mercato.

Il concetto di fondo dell’analisi intermarket è riassunto nel pensiero di John Murphy, uno dei pionieri di questo genere di analisi ed autore del libro “Intermarket Technical Analysis” (1991). Secondo Murphy tutti i mercati finanziari sono interconnessi e si influenzano a vicenda. Questa interrelazione cresce al crescere della globalizzazione dell’economia mondiale.

Tra le relazioni “storiche” tra le varie asset class citiamo:

Prezzi delle azioni e prezzi delle obbligazioni. I primi sono influenzati dai secondi. Prezzi dei bond alti significano bassi tassi di interesse e questo è positivo per le azioni. Un tasso di interesse basso ha un duplice effetto: da un lato rende meno costoso prendere a prestito denaro per le aziende; dall’altro lato influisce sul valore intrinseco di una azione, che viene calcolato come il valore attuale dei flussi di cassa futuri dell’azienda. Più è basso il tasso di sconto e più alto sarà il valore intrinseco.

Prezzo dei bond e prezzo delle materie prime. I primi sono inversamente correlati con i secondi. La spiegazione sta nel fatto che i prezzi dei bond scendono al crescere delle aspettative di inflazione, mentre le quotazioni delle materie prime trovano forza proprio nell’aumento dei prezzi al consumo.

Valute e prezzo delle materie prime. La maggioranza delle materie prime è quotata in dollari, per il mercato statunitense un dollaro forte significa prezzi delle materie prime bassi; per una valuta differente dal dollaro un apprezzamento del dollaro significa prezzi delle materie prime più alti e quindi attese di inflazione più alta.

In base a queste e ad altre relazioni tra le varie asset class, l’analisi intermarket cerca di trarre spunti per capire come potrà muoversi un mercato nel futuro. Ad esempio un mercato dei bond che presenta prezzi in salita tenderà a sostenere la salita del mercato azionario. Un cedimento del mercato dei bond tenderà ad anticipare un cedimento del mercato azionario. Allo stesso modo un calo del mercato dei bond può essere un segnale anticipatore di una risalita del mercato delle materie prime.

Uno dei metodi di analisi più utilizzati per cercare di intuire i movimenti futuri delle varie asset class è quello di rapportare i prezzi di un asset con quelli di un’altra asset. Si crea così un indice di forza relativa, il cui grafico può segnalare all’analista, in corrispondenza di un cambio di trend, il momento opportuno per passare da un asset all’altro.

La forza relativa può essere utilizzata anche all’interno di una singola asset class, per valutare i vari settori industriali ed individuare possibili punti di svolta nel ciclo economico. Ad esempio le utility, i trasporti ed i beni non durevoli tendono a fare meglio all’inizio di un ciclo economico, nella fase di recupero. Se il loro indice di forza relativa, rispetto a settori tipici di un’economia matura, inizia a scendere, significa che il ciclo economico sta per entrare in una nuova fase della sua vita.

Ovviamente l’analisi intermarket da dei suggerimenti, consente di ragionare su più asset ed implica una valutazione della situazione economica di fondo.

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