In Cina l’economia ha registrato una crescita del PIL del 4,5% su base annua nel terzo trimestre del 2026, in accelerazione rispetto al 4,3% del secondo trimestre e al di sopra delle attese del mercato (4,4%). Il risultato è frutto da un lato degli stimoli governativi, dall’altro della resilienza delle esportazioni, soprattutto nei comparti tecnologici, dei componenti legati all’intelligenza artificiale e dei veicoli elettrici. Nei primi nove mesi dell’anno, il PIL è cresciuto del 4,6%, in linea con la fascia inferiore dell’obiettivo annuale governativo. Debolezza della domanda interna e incertezze internazionali rimangono i freni principali per la crescita cinese.
Vendite al dettaglio: consumi in ripresa, ma disomogenei
A settembre, le vendite al dettaglio sono aumentate dell’1,1% su base annua, accelerando dallo 0,4% di agosto e superando le attese dello 0,5%. Si tratta della crescita più forte da marzo scorso, sostenuta soprattutto dalle vendite di apparecchiature per le comunicazioni, in aumento del 31,1%, e dai comparti alimentare e cosmetico. Resta marcata, invece, la debolezza del settore automobilistico, le cui vendite sono crollate del 21,2%. Anche le vendite di gioielli in oro e argento e quelle dei materiali da costruzione hanno registrato contrazioni. Al netto delle automobili, i consumi sono cresciuti del 3,9%.
Produzione industriale: accelerazione trainata dall’high-tech
La produzione industriale cinese è cresciuta del 5,5% su base annua a settembre, rispetto al 5,2% di agosto, superando le aspettative del 5,4% e raggiungendo il ritmo più elevato da marzo. Il comparto manifatturiero ha mantenuto un andamento positivo, con risultati particolarmente robusti per computer e apparecchiature di comunicazione (+16,4%), macchinari specializzati (+12,1%) e materiale ferroviario e navale (+11,7%). Anche l’attività mineraria è tornata in territorio positivo. Al contrario, l’estrazione e lavorazione del carbone e i prodotti minerali non metalliferi hanno registrato flessioni. Nei primi nove mesi dell’anno, la produzione industriale è aumentata del 5,3%. La capacità produttiva utilizzata scende al 73,1%, oltre un punto in meno rispetto a 12 mesi fa e appena un decimo sopra il minimo a due anni registrato nel trimestre precedente.
Investimenti: immobiliare ancora sotto pressione
Gli investimenti in attività fisse sono diminuiti del 7,2% su base annua nei primi nove mesi del 2026, confermando la contrazione del periodo gennaio-agosto, ma risultando leggermente migliori delle attese. Il principale fattore di debolezza resta il comparto immobiliare, dove gli investimenti sono crollati del 20,6%, penalizzati dalla domanda abitativa contenuta, dalla flessione dei prezzi e dalle difficoltà di finanziamento degli sviluppatori. Anche gli investimenti infrastrutturali hanno accentuato la contrazione, mentre quelli manifatturieri hanno mostrato un calo più moderato. Escludendo il settore immobiliare, gli investimenti sono scesi del 4,2%. Il lieve recupero mensile di settembre non è ancora sufficiente a indicare una ripresa strutturale.
Canada, inflazione in rialzo a settembre 2026
L’inflazione in Canada è salita al 3,1% su base annua a settembre 2026, dal 3,0% di agosto, raggiungendo il livello più elevato da maggio, ma restando al di sotto delle attese del 3,2%. L’accelerazione è stata trainata soprattutto dai prezzi energetici, cresciuti del 19,0%, effetto del rialzo del petrolio legato alle tensioni in Medio Oriente e alle restrizioni sui transiti nel Golfo Persico. Di conseguenza, l’inflazione nei trasporti è aumentata all’8,4%. Anche i costi abitativi hanno registrato una crescita più sostenuta. Al contrario, l’inflazione alimentare è rallentata al 2,2%. Le misure core monitorate dalla Bank of Canada restano contenute: l’indice trimmed mean – al netto delle variazioni più estreme – si attesta all’1,8%, sotto le attese e la soglia del 2%.





