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Eurozona, caro energia porta deficit commerciale sui massimi da inizio 2023

Eurozona, caro energia porta deficit commerciale sui massimi da inizio 2023

Ad agosto 2026 il deficit commerciale dell’Eurozona è salito sui massimi da inizio 2023, complice il caro energia. Negli USA salgono oltre le attese i prezzi di importazioni ed esportazioni.

Ad agosto 2026, l’Eurozona ha registrato un deficit commerciale di 16,1 miliardi di euro, il più ampio da gennaio 2023, in controtendenza rispetto al surplus di 502 milioni fatto segnare dallo stesso mese nel 2025. Il peggioramento riflette soprattutto l’impennata delle importazioni (+16,7%), trainate dall’aumento degli acquisti di petrolio e derivati (+20,7%) in seguito alle tensioni in Medio Oriente e al blocco delle petroliere nel Golfo Persico. Le esportazioni crescono comunque del 9,9%, sostenute dai beni manifatturieri. In aumento anche le vendite verso gli Stati Uniti (+18,5%), un segnale confortante nonostante i dazi introdotti nel 2025.

Stati Uniti, prezzi delle importazioni sopra le attese a settembre 2026

Nel mese di settembre 2026 i prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono saliti dell’1,1% su base mensile, massimo a quattro mesi, doppiando abbondantemente il risultato di agosto e battendo le attese del mercato di tre decimi. Su base annua l’incremento è stato dell’8,1%. I rincari riguardano ovviamente i beni energetici (+4,8%), ma si riscontrano anche tra gli altri beni, con una variazione su agosto del +0,7%. Interessante anche il dato sui prezzi delle esportazioni, saliti ad agosto del 2,2% su base mensile, massimo da aprile scorso. Qui sono stati i beni agricoli ad alzare la media con un +2,6% che rappresenta il massimo rialzo mensile da novembre 2022.

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Stati Uniti, produzione industriale a settembre 2026

A settembre 2026, la produzione industriale statunitense è cresciuta dello 0,7% su base mensile, registrando l’aumento più marcato degli ultimi cinque mesi e superando le attese del mercato (+0,4%). Il manifatturiero, che rappresenta circa il 78% dell’indice, è salito dello 0,3%, mentre estrazione mineraria e servizi di pubblica utilità hanno registrato rispettivamente un +0,2% e un +3,5%, questi ultimi sostenuti dalla maggiore produzione di elettricità e gas naturale. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è salito al 76,9%, rimanendo però sotto alla media storica. Nel terzo trimestre, la produzione industriale ha fatto registrare un tasso di crescita annualizzato del 2,8%.

Foto di Fabian Kleiser su Unsplash

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