Se il buongiorno si vede dal mattino, allora si può già parlare di ombre scure, scurissime, sull’appuntamento con la COP30 in Brasile del prossimo novembre. Le posizioni della nuova amministrazione statunitense sul fronte della lotta al cambiamento climatico sono oramai note da molto tempo, ma le ultime vicende, compresa quella che stiamo per raccontare, mostrano uno scatto ulteriore, una decisa volontà di mettersi di traverso.
La notizia è stata riportata qualche giorno fa dalle principali agenzie di stampa e riguarda quanto accaduto nel corso della riunione del Financial Stability Board tenutasi a Madrid. Il Financial Stability Board (FSB) è un’organizzazione internazionale che promuove la stabilità del sistema finanziario globale. Istituito dal G20 nel 2009, coordina a livello internazionale le autorità finanziarie nazionali e gli organismi di regolamentazione. Il FSB monitora le vulnerabilità del sistema finanziario, promuove standard regolamentari efficaci e raccomanda politiche per prevenire crisi. Include membri delle principali economie mondiali, banche centrali, autorità di vigilanza e organizzazioni internazionali. Il suo obiettivo è garantire mercati finanziari resilienti, trasparenti e affidabili, riducendo il rischio sistemico e migliorando la cooperazione tra paesi in tema di regolamentazione finanziaria.
Nella riunione dell’11 giugno scorso, tra i tanti temi sul tavolo, c’era anche quello relativo ai rischi finanziari collegati al cambiamento climatico. Una questione divenuta negli anni sempre più critica e che coinvolge i mercati finanziari ed il settore assicurativo. L’ultima analisi di Swiss Re Institute, ad esempio, segnala come le perdite assicurate causate da catastrofi naturali potrebbero salire fino a 145 miliardi di dollari quest’anno — ben al di sopra della media degli ultimi dieci anni — a causa della crescita della popolazione, dell’espansione urbana e dei cambiamenti climatici che insieme amplificano i rischi. L’agenzia di rating Fitch ha avvertito che le conseguenze sul patrimonio immobiliare di eventi catastrofici sempre più frequenti possono arrivare a destabilizzare il mercato delle obbligazioni garantite da mutui ipotecari (mortgage bond market). Il Fondo Monetario Internazionale, infine, ha ribadito più volte come il cambiamento climatico vada considerato tra i rischi principali per la crescita economica mondiale nel lungo termine.
In questa cornice di dati, nella famigerata riunione di Madrid del Financial Stability Board, è letteralmente detonata la dichiarazione del vice ministro per gli affari internazionali statunitense Michael Kaplan. Stando a quanto riporta l’agenzia Bloomberg, Kaplan avrebbe detto che il tema del cambiamento climatico andrebbe affrontato solo in presenza un provato ed imminente rischio per il sistema finanziario, sottintendendo che per gli Stati Uniti questi elementi non esistono. Da qui in poi il racconto giornalistico parla di reazioni stizzite, qualche parola urlata e la decisione del presidente, Klaas Knot, di sospendere la seduta.
L’episodio non è stato successivamente commentato né dai presenti, né da altri rappresentanti dell’amministrazione Trump. Nel documento rilasciato dal FSB il giorno dopo si sottolinea come “nell’ambito delle discussioni sul programma di lavoro annuale, i membri dell’FSB continueranno a valutare in che modo l’analisi di temi come i rischi fisici e le lacune nella copertura assicurativa possa contribuire a una migliore comprensione dei rischi per la stabilità finanziaria.”
Per concludere, quanto appena raccontato mostra una volta di più come le posizioni statunitensi siano piuttosto nette sul tema del cambiamento climatico. Le ultime uscite pongono gli USA in una posizione sempre più isolata e rendono sempre più complicata un’azione coordinata a livello internazionale.
Foto di Dominic Wunderlich







