Campagna di vaccinazione, tra costi e benefici economici

Arrivano i primi studi sull’impatto economico della campagna di vaccinazione anti covid-19 e mostrano, tra le altre cose, la necessità di renderla il più possibile globale e veloce.

La campagna vaccinale anti covid-19 va avanti a ritmi sempre più sostenuti. Secondo i dati Bloomberg di fine settimana scorsa le dosi inoculate sono oltre 1,7 miliardi, con un ritmo giornaliero di oltre 30 milioni di iniezioni. Con questa velocità si potrebbe raggiungere un alto livello di immunizzazione globale entro i prossimi 12 mesi. Lavoro da fare ce n’è ancora tantissimo, bastano due numeri per capirlo: la percentuale di prime dosi negli USA è del 49.9%; quella della Nigeria (il paese più popoloso dell’Africa) è dello 0.8%.

Le evidenze che arrivano da paesi come Gran Bretagna ed Israele dimostrano che i vaccini salvano vite, tante vite. E questo è di gran lunga il più grande beneficio che si possa evidenziare. Ma anche a livello economico si comincia a fare qualche numero. In particolare si sta sviluppando un filone di ricerche tese a mettere a confronto i costi della campagna vaccinale ed il suo impatto sulla crescita economica.

Gli studi presenti sono ovviamente parziali ma tutti giungono ad una stessa conclusione: la campagna vaccinale porta enormi benefici anche dal punto di vista economico, benefici che superano di gran lunga i costi sostenuti per metterla in piedi. Juan Castillo ed altri ricercatori (“Market design to accelerate COVID-19 vaccine supply” su Science – 2021) hanno calcolato, basandosi sui dati di metà 2020, che una vaccinazione in grado di raggiungere il 70% della popolazione entro i due anni avrebbe un impatto positivo sul PIL mondiale di 8.7 trilioni di dollari. Ipotizzando una velocità di vaccinazione superiore (10 mesi in meno rispetto al primo scenario), il delta di ricchezza prodotta sale ad oltre 900 miliardi di dollari.

Altri studi si sono concentrati, cambiando punto di vista, sui costi che la mancata campagna di vaccinazione porterebbe all’economia. Cem Çakmakli (2021) ha calcolato che un fallimento della vaccinazione nelle economie emergenti costerebbe all’economia globale da 1.5 a oltre 6 trilioni di dollari. Per i soli USA il costo di tale fallimento sarebbe di quasti 700 miliardi di dollari. Numeri che, pur con tutte le incertezze del caso, vanno letti come un ulteriore sprone a rendere la campagna vaccinale sempre più globale e per quanto possibile simultanea.

Lo studio più recente è stato pubblicato dal Peterson Institute for International Economics (PIIE) e porta la firma di Joseph E. Gagnon, Steven Kamin e John Kearns. I tre ricercatori hanno provato a disegnare tre scenari con differenti velocità di implementazione della campagna vaccinale. La ricerca mostra come ad un aumento della velocità di somministrazione dei vaccini si riducano in maniera drastica le morti (obiettivo primario della campagna) e si generi un ritorno in termini di maggiore crescita economica ed entrate fiscali che supera ampiamente i costi di realizzazione della campagna di vaccinazione.

Lo studio appena citato fa implicitamente un confronto tra USA e Europa. La conclusione è piuttosto sconsolante. La lentezza europea rispetto all’esperienza USA, dai dati della simulazione proiettati nel 2021, potrebbe costare quasi 15 mila morti in più. Su fronte economico verranno a mancare oltre 18 miliardi di dollari di gettito fiscale, con una perdita di ricchezza prodotta di oltre 110 miliardi di dollari.

Illustrazione di Alexandra_Koch

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