USA, bene vendite al dettaglio a settembre, male produzione industriale

Negli USA le vendite al dettaglio a settembre hanno registrato un aumento dell’1.9% mensile, meglio delle attese. Migliora anche la fiducia dei consumatori, con l’indice elaborato dall’università del Michigan che sale per il terzo mese consecutivo.Questo ed altro nell’ultima K Briefing della settimana.

Eurozona, inflazione sempre più flebile. A settembre il livello dei prezzi al consumo ha continuato a scendere, un’ulteriore flessione che porta il tasso di inflazione annuo al -0.3% e quello core al +0.2%. Per il primo dato si tratta di un ritorno ai valori del 2016, per il secondo – l’inflazione core – è invece il nuovo minimo record. Euro forte e domanda interna ancora rachitica sono gli ingredienti di questa nuova flessione. Un dato che aumenta i riflettori puntati su Francoforte in attesa di capire che tipo di nuovi stimoli metterà in campo la banca centrale. Se intervento sarà, è ciò sembra quasi scontato, dovremo con molta probabilità e salvo imprevisti, attendere fine anno.

USA, vendite al dettaglio e produzione industriale a settembre. Indicazioni contrastanti da consumi e produzione in settembre. Le vendite al dettaglio sono aumentate più del previsto con un incremento dell’1.9%, contro il +0.6% di agosto e le attese di un +0.7%. Su base annua il delta è positivo con un incremento del 5.36%. Anche togliendo i consumi più volatili, guardando quindi alle cosiddette control group sales, settembre presenta un buon balzo in avanti, pari all’1.4% (contro lo 0.2% atteso ed il -0.3% di agosto). Altro scenario sul fronte della produzione industriale. A settembre il dato flette dello 0.6% su base mensile (-0.3% per la manifattura), -7.28% su base annua. Si tratta della prima rilevazione negativa da cinque mesi a questa parte e del quarto mese consecutivo in diminuzione. Un raffreddamento che riporta il gap da febbraio scorso sopra il 7%. La capacità produttiva utilizzata scende al 71.5% dal 72% del mese precedente (oltre le attese fissate al 71.8%).

USA, indice fiducia Michigan. La stima preliminare dell’indice di fiducia elaborato dall’università del Michigan segna un netto miglioramento ad ottobre. L’81,2 è sopra le attese e quasi un punto in più rispetto alla lettura di settembre. Si tratta del terzo mese di rialzo consecutivo. Migliorano le aspettative sull’economia americana nei prossimi mesi ma al contempo torna a farsi sentire un velo di incertezza sull’attuale quadro economico (tra occupazione a rilento, ritorno dei contagi da covid-19 e lungaggini sul nuovo round di stimoli federali). Per quel che riguarda le aspettative di inflazione ci sono novità. Se l’inflazione a 12 mesi è attesa al 2,7%, in rialzo di un decimale rispetto alla precedente lettura, le attese inflattive a 5 anni scendono di ben tre decimali dal 2.7% al 2.4%.

Foto di Alexas_Fotos

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