Giappone, è recessione tecnica. Tassi negativi, la BoE ci sta pensando

Non accadeva dal 2015, il Giappone entra in recessione tecnica, con il PIL che – stima preliminare – nel primo trimestre segna -0.9% su base trimestrale. Intanto la BoE vaglia gli strumenti non convenzionali per rispondere alla crisi, tra le ipotesi anche i tassi negativi. Questo ed altro nella prima K Briefing della setttimana.

Giappone, è recessione tecnica. Il primo trimestre del 2020 si cè chiuso con il segno negativo per l’economia nipponica. Il PIL cede lo 0.9% rispetto al trimestre precedente. Aggiungendo il calo dell’ultimo trimestre 2019, -1.9%, il Giappone entra ufficialmente in recessione tecnica, è la prima volta dal 2015. Pur trattandosi solo della stima preliminare, il risultato dei primi tre mesi dell’anno, condizionati pesantemente dalla pandemia, mostrano un calo generalizzato sia della domanda che dell’offerta. Calano i consumi (-0.7%) ma anche gli investimenti privati (-0.5%). Rallenta la spesa pubblica, cresciuta solo dello 0,1%, mentre le esportazioni nette arretrano dello 0.2%. Su base annua la crescita economica del Giappone cede il 3,4%.

La mano di Fitch. Outlook rivisti per Francia ed Austria. Per la prima le prospettive a breve termine diventano negative, per la seconda passano a stabili. La gestione del forte surplus di debito che si sta creando in questi mesi, conseguenza degli stimoli fiscali, unita all’incertezza sulla rapidità del recupero economico hanno fatto propendere l’agenzia di rating a riconsiderare la posizione dei due paesi. E sulla rapidità della ripresa arrivano, come ghiaccio sulla schiena, le dichiarazioni del capo economista della BCE, Philip Lane, secondo cui un recupero completo dallo scivolone covid da parte dell’Eurozona potrebbe non accadere prima del 2022.

FED, secondo trimestre nerissimo. La Federal Reserve stima una caduta pesante del PIL americano nel secondo trimestre. Il dato annualizzato, un -30%, è in linea con molte analisi circolate nelle ultime settimane. Ma la ripresa, ha dichiarato J Powell in un’intervista domenicale, dovrebbe arrivare già nella seconda parte del 2020 e concretizzarsi, salvo imprevisti e nuove ondate epidemiche, solo entro il 2021. Sul fronte del lavoro, la FED si aspetta ancora una crescita del tasso di disoccupazione, che potrebbe toccare anche il 25%. Powell precisa due cose: la FED non è senza munizioni nel medio/lungo periodo; i tassi negativi non sono uno strumento considerato dal Board.

Tassi negativi, la BoE ci sta pensando? Dopo lo strettissimo spiraglio lasciato dal governatore, tocca al capo economista – Andrew Haldane – aprire un po’ di più la porta della Banca centrale inglese all’ipotesi di tassi negativi. La sfida della pandemia (in Gran Bretagna il lockdown finirà verosimilmente in giugno) richiede urgentemente di preparare strumenti di politica monetaria non convenzionali, dice Haldane al Telegraph. I tassi negativi sono uno degli strumenti a cui si guarda, ma non l’unico.

Foto di Philippsaal

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