PMI composite Eurozona e ISM servizi USA. Gennaio positivo

PMI composite Eurozona e ISM servizi USA sono i due dati macro principali di oggi. Dati positivi che confermano la presenza di un terreno “fertile” per una crescita moderata nel 2020. Sullo sfondo rimane però l’epidemia di coronavirus che fa sospendere, per il momento, ogni giudizio. Questo ed altro nella K Briefing di metà settimana.

PMI composite Eurozona, delude solo la Francia. Nell’odierna infornata di revisione dati PMI è la Francia a deludere leggermente le aspettative. L’indice sulla salute del settore servizi decelera portandosi a 51.0 da 52.4, sempre in area espansione. Anche il composite rallenta il passo scendendo a 51.1 da 52.0. Bene l’Italia con l’indice composite che torna in zona espansione ed il PMI servizi in salita da 51.1 a 51.4. Dati positivi anche dalla Germania dove rimane forte il settore dei servizi (54.2) ed il composite sale a 51.2. Si tratta del miglior dato da 5 mesi a questa parte.

Nel complesso l’Eurozona vede un indice composite rivisto a 51.3, massimo a 5 mesi. Il paese più in forma, stando all’indice elaborato da Markit, è l’Irlanda.

I dati dovranno essere rivisti in febbraio per osservare l’effetto dell’epidemia di coronavirus.

UK, PMI composite di gennaio rivisto al rialzo. L’indice Markit aggiornato a 53.3 dal precedente 52.4. Torna in area espansione (a dicembre era a 49.3). Si tratta del maggior balzo mensile da settembre 2018. Migliora nettamente la componente servizi mentre il settore manifatturiero sembra stabilizzarsi.

Eurozona. Vendite al dettaglio, rallentate a dicembre. Non un gran mese, dicembre scorso, per le vendite al dettaglio della zona Euro. Su base annua l’incremento è stato dell’1.3%, sotto le attese ed meno della precedente rilevazione. Su base mensile il tonfo è stato dell’1.6%.

Spagnoli più fiduciosi. A gennaio l’indice che monitora la fiducia dei consumatori spagnoli sale ai massimi da luglio 2019, a quota 87.2; si tratta della terza lettura al rialzo dopo il minimo di ottobre scorso a quota 73.3

USA, deficit commerciale in aumento a dicembre. 48.9 miliardi di dollari, è questo l’ammontare del disavanzo commerciale statunitense nell’ultimo mese del 2019. Sotto le attese ed in allargamento rispetto a novembre. Le esportazioni segnano il maggior incremento a 7 mesi a +0.8%. Al contempo crescono, ai massimi da maggio 2019, le importazioni (+2.7%). Nel 2019 il deficit commerciale con la Cina è sceso del 18%, cresce quello con l’Europa (+5%). Complessivamente il disavanzo commerciale è sceso per la prima volta in 6 anni, materiale da campagna elettorale per Trump.

USA. ISM non manifatturiero bene in gennaio. L’indice ISM sullo stato di salute del settore servizi americano segna a gennaio 55.5. Il dato è sopra le attese e rappresenta il valore più alto da maggio 2019. Tra le componenti sprintano produzione e nuovi ordini, bene anche i prezzi. In flessione, invece, sia la componente export che quella occupazione.

I dati dovranno essere rivisti in febbraio per osservare l’effetto dell’epidemia di coronavirus.

Foto di Hans Braxmeier

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