Petrolio sopra i 100 dollari? Mai più

Interessante intervista di USA Today al principe saudita Alwaleed sul presente e futuro dei prezzi del petrolio.Pochi mesi fa, a luglio dello scorso anno, il ministro degli esteri saudita dichiarava come 100 dollari per un barile di petrolio fosse un prezzo ragionevole sia per il produttore che per il consumatore.

In questi mesi il prezzo del petrolio è drasticamente sceso arrivando sotto quota 50 dollari. Situazione che ha portato effetti benefici per i consumatori e salatissimi cali di redditività per i paesi produttori e per l’industria della raffinazione.

Ma quali sono le cause di questa caduta verticale? Per il principe saudita si tratta di una particolare condizione del mercato nella quale si sono combinate una sovraproduzione (Iraq e Libia da un lato e lo shale oil degli Stati Uniti dall’altro) di materia prima ed una riduzione della domanda (Giappone a crescita zero, Cina ed India in raffreddamento assieme alla Germania). In una situazione del genere il collasso del prezzo del greggio era inevitabile e, sostiene Alwaleed, così è stato.

Sul mantenimento del livello di produzione attuale, Alwaleed risponde in maniera molto pragmatica: diminuire la produzione in questo momento significherebbe, sostiene, perdere acquirenti poichè altri paesi sarebbero ben disposti a coprire il calo di offerta di petrolio saudita. Un accordo fra tutti i paesi OPEC è al momento non realizzabile.

Anche le ipotizzate alleanze tra Stati Uniti ed Arabia Saudita per danneggiare la Russia vengono liquidate velocemente dal principe: l’Arabia Saudita ci sta perdendo quanto la Russia in questo scenario.

Ma come si evolverà la situazione? Alwaleed è prudente: se non ci sono segni di ripresa il prezzo calerà ancora, un recupero potrà esserci solo in presenza di una ripresa della crescita nei paesi chiave.

Su una cosa il principe sembra sicuro: non vedremo più un barile di petrolio costare più di 100 dollari.

L’intervista di Maria Bartiromo continua toccando anche temi di stretta attualità con un accenno anche alla diatriba Draghi – Merkel sul possibile QE.

Il testo integrale dell’intervista è disponibile qui

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