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Sondaggi PMI di ottobre 2026, settore privato rallenta. Per Eurozona pesa la Francia, bene manifattura tedesca
La settimana economica (16-22 ottobre 2026): Eni, dividendo straordinario; Regno Unito, vai col gas!; Meta e le altre, IA quanto mi costi…

La settimana economica (16-22 ottobre 2026): Eni, dividendo straordinario; Regno Unito, vai col gas!; Meta e le altre, IA quanto mi costi…

Nella settimana economica dal 16 al 22 ottobre tante trimestrali. Eni annuncia un dividendo straordinario per dicembre, il Regno Unito dà il via libera per l’utilizzo di un giacimento di gas nel Mar del Nord, e negli Stati Uniti i costi dell’IA restano un cruccio.

Una settimana economica, quella dal 16 al 23 ottobre 2026, ricca di trimestrali e caratterizzata da mercati finanziari piuttosto nervosi. Il petrolio resta sopra i 100 dollari al barile (venerdì il Brent ha chiuso a 116,7 dollari). I semiconduttori, sulla strada del peggior mese dal 2008, pesano sul Nasdaq, mentre il Dow e le piccole imprese salgono. In questo quadro le trimestrali hanno mostrato utili molto alti nell’energia, spese record per l’intelligenza artificiale. Sullo sfondo un clima di fiducia debole da parte dei consumatori statunitensi.

Italia, Eni e il dividendo straordinario

Eni ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto rettificato di 2,8 miliardi di euro, in crescita del 125% sugli 1,25 miliardi di un anno fa. Il dato è superiore di oltre il 10% alla stima di consenso (2,48 miliardi). L’utile operativo rettificato è salito a circa 6 miliardi e la produzione a 1,83 milioni di barili equivalenti al giorno (+7% in termini organici, cioè al netto degli effetti prezzo). Come comunicato dal gruppo, il consiglio ha deliberato un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, circa 1,3 miliardi, da distribuire a dicembre. Il riacquisto di azioni proprie sale a 3,8 miliardi, il dividendo ordinario 2026 resta a 1,10 euro e la previsione di flusso di cassa operativo per l’anno passa a 16,5 miliardi.

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Si è chiusa venerdì l’offerta pubblica di acquisto di CVC e GBL su Recordati, rilanciata a 53 euro per azione. Le adesioni hanno raggiunto il 65,47% dei titoli oggetto dell’offerta. Sommando gli acquisti sul mercato del consorzio e le azioni legate a un total return swap (contratto derivato) con UniCredit, la quota supera la soglia minima del 66,7% e l’operazione risulta riuscita. Non è stato raggiunto il 90%, necessario per rilevare le azioni residue. Il consorzio punta quindi a una nuova finestra di adesioni a inizio novembre e, in alternativa, a una fusione inversa per portare la società fuori da Piazza Affari.

Europa, tra trimestrali e possibili rilanci

SAP ha superato per la prima volta i 10 miliardi di euro di ricavi trimestrali (10,3 miliardi, +13%). Il dato più atteso era il portafoglio ordini dei servizi cloud (software erogato in abbonamento via internet) per i dodici mesi successivi. Ha raggiunto 24,1 miliardi, +26% a cambi costanti, sopra il +24-25% stimato da UBS. A gennaio un dato deludente su questa voce era costato al titolo il 15% in una sola seduta. L’utile operativo rettificato è cresciuto del 18% a 3,03 miliardi e l’obiettivo annuale di 11,8-12,2 miliardi è stato confermato, con i ricavi cloud attesi verso l’estremo alto della forchetta.

Nella chimica, BASF starebbe preparando un rilancio sull’offerta per Evonik, intorno ai 24 euro per azione, secondo un’indiscrezione di Bloomberg. La prima proposta, di 22,15 euro (oltre 14 miliardi con il debito), era stata respinta. Il maggiore azionista di Evonik, la fondazione RAG-Stiftung, detiene circa il 44%. Per gli analisti di Berenberg un’offerta tra 24 e 25 euro è plausibile. L’operazione viene letta come un passo del consolidamento di un settore europeo schiacciato dalla concorrenza cinese e dalla domanda debole.

Nei beni di consumo, L’Oréal ha riportato vendite del terzo trimestre per 11,56 miliardi di euro (attesi 11,23). La crescita organica rettificata è stata del 7,7%, contro il 5,4% previsto dagli analisti, e il gruppo ha ribadito l’obiettivo di un nuovo anno di crescita di ricavi e utili.

Regno Unito, vai col gas!

Il governo britannico ha approvato il giacimento di gas Jackdaw, nel Mare del Nord, operato da Adura, la joint venture di Shell ed Equinor. La motivazione è la sicurezza energetica. Dopo una lunga battaglia legale il via libera chiude l’iter: il primo gas è atteso entro fine ottobre e il campo dovrebbe coprire circa il 6% della produzione britannica di gas. La decisione ha suscitato le proteste degli ambientalisti e le critiche di esponenti della sinistra laburista. Sullo sfondo c’è il Budget del 28 ottobre, dopo che a inizio ottobre un’asta di titoli di Stato decennali ha segnato il rendimento più alto dal 1999.

Barclays ha registrato un utile ante imposte di 2,3 miliardi di sterline (+12%), appena sotto i 2,42 miliardi attesi, con ricavi in aumento del 3% a 7,4 miliardi. A frenare sono stati i proventi dalla negoziazione di titoli a reddito fisso, scesi del 19% a 1,01 miliardi, mentre quelli sull’azionario sono saliti del 47%. La banca ha annunciato un riacquisto di azioni fino a 500 milioni e ha lasciato invariato l’obiettivo di ricavi 2026, circa 31,5 miliardi. Il titolo veniva da un calo del 3,5% lunedì, dopo un articolo del Financial Times su un reclamo presentato alla PRA, l’autorità di vigilanza, sul trattamento del credito privato. La banca replica che gran parte dei 15 miliardi di sterline di esposizione è nel portafoglio bancario. La banca ha inoltre annunciato il taglio di circa 5.000 posti, il 5% dell’organico, entro fine anno (1.000 già eliminati nel primo semestre), con circa il 60% delle riduzioni nelle funzioni di supporto, sviluppatori compresi, giustificato con l’efficienza guidata dall’intelligenza artificiale.

Stati Uniti, Meta e le altre: IA quanto mi costi!

Meta ha chiuso il trimestre con ricavi in crescita del 26% a 64,6 miliardi di dollari, trainati dalla pubblicità: il prezzo medio degli annunci è salito del 14% e il numero di annunci mostrati del 10%. L’utile per azione (3,83 dollari) è invece risultato molto inferiore alle attese. Pesa un accantonamento di 9,89 miliardi legato all’accordo con 52 procuratori generali sul contenzioso su social e salute mentale degli adolescenti, come indicato nel documento depositato alla SEC. Senza quell’onere, secondo le stime diffuse dopo i conti, l’utile per azione sarebbe stato di 7,40 dollari. Il tema più rilevante resta la spesa: investimenti trimestrali per circa 34,9 miliardi (il 54% dei ricavi), flusso di cassa libero negativo per 2,1 miliardi e previsione 2026 stretta a 135-145 miliardi. Annunciate anche azioni senza diritto di voto (Classe C), che consentirebbero a Zuckerberg di mantenere il controllo, e un frazionamento 2 a 1. Il titolo è salito di circa il 4% dopo la chiusura, ma il rialzo non ha retto: venerdì ha chiuso a 642,62 dollari.

I costi dell’intelligenza artificiale pesano anche sui conti delle società di Elon Musk. Tesla ha riportato ricavi stabili a 28,05 miliardi e un utile per azione rettificato di 0,48 dollari (atteso 0,45). L’utile operativo è però crollato del 56% a 718 milioni, con un margine del 2,6%: le spese di ricerca e sviluppo, destinate a intelligenza artificiale, robot Optimus e Cybercab, sono salite del 69% a 2,76 miliardi. SpaceX, alla seconda trimestrale dopo la quotazione di giugno, ha dichiarato ricavi per 14,6 miliardi (+161%) e il primo utile netto da quando è in Borsa: 4,4 miliardi, con un utile operativo di 2,8. Gli abbonati privati a Starlink sono 13,6 milioni, ma gli investimenti del trimestre hanno toccato i 19,6 miliardi, di cui 16,4 per l’intelligenza artificiale.

Sul fronte dei consumi, l’indice finale dell’Università del Michigan sulla fiducia delle famiglie è stato rivisto a 48,0 a ottobre, dal 46,3 della lettura preliminare e contro 48,1 di settembre. È il livello più basso da cinque mesi e il secondo più basso mai registrato, dopo il minimo di maggio. Le condizioni attuali scendono a 46,7 da 50,9, mentre le aspettative salgono a 48,8 da 46,3. Preoccupa soprattutto l’inflazione attesa: 4,7% a un anno (4,6% a settembre) e 3,5% a lungo termine (3,4%), ai massimi da maggio. Per la direttrice dell’indagine, Joanne Hsu, a dominare è il potere d’acquisto.

Resto del Mondo, Alibaba pesante

In India, Infosys ha riportato per il trimestre luglio-settembre ricavi per 5,145 miliardi di dollari (+1,5% annuo a cambi costanti) e un margine operativo del 21%. Ha però rivisto al ribasso l’obiettivo di crescita per l’esercizio in corso, che termina a marzo 2027, a +1-2%. Gli ordini sono stati solidi: 5,2 miliardi di grandi contratti, di cui oltre 2 miliardi in un solo accordo. I ricavi legati all’intelligenza artificiale, il 10,5% del totale, crescono del 29% sul trimestre precedente, ma non bastano ancora a far accelerare l’insieme dei ricavi.

In Cina, Alibaba ha subito giovedì il calo più forte degli ultimi due mesi a Hong Kong (fino a -6,1%) dopo che l’autorità di vigilanza sul mercato (SAMR) ha convocato le grandi piattaforme di e-commerce, chiedendo standard più rigidi su qualità e sicurezza dei prodotti, in particolare nelle vendite in diretta e nelle consegne in pochi minuti. Non sono state annunciate sanzioni, ma l’indice Hang Seng Tech ha chiuso in ribasso del 5%, il peggiore dall’aprile 2025, con JD.com, Meituan e Tencent in calo. Gli analisti leggono il movimento anche come parte di un ridimensionamento del rischio sulla tecnologia, legato ai dubbi sulla spesa per l’intelligenza artificiale.

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