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Stati Uniti, occupazione sale meno delle attese a settembre 2026. Eurozona, inflazione sui massimi da settembre 2023
Settimana economica (28 settembre-3 ottobre 2026): Italia, manovra prudente; Manchester City, non è solo calcio; AMD, che acquisto!; FAO e i prezzi alimentari

Settimana economica (28 settembre-3 ottobre 2026): Italia, manovra prudente; Manchester City, non è solo calcio; AMD, che acquisto!; FAO e i prezzi alimentari

La settimana economica dal 28 settembre al 3 ottobre 2026 è stata ricca di notizie. Dal dibattito sulla flessibilità in Europa alla vicenda Manchester City, da AMD ai nuovi stimoli in Cina fino all’aggiornamento del Food Index della FAO.

La settimana economica dal 28 settembre al 3 ottobre 2026 è stata ricchissima di dati macro, li abbiamo raccontanti con la nostra KBriefing quotidiana, ma non solo. In Italia si comincia a parlare di manovra e la questione flessibilità di bilancio è arrivata sulle scrivanie di Bruxelles. In Europa proseguono le trattative per la successione di Lagarde, mentre in Gran Bretagna la grana Manchester City rischia di non rimanere isolata al mondo del calcio. Negli Stati Uniti spiccano, tra le altre notizie, l’acquisizione di World Labs da parte di AMD e i nuovi intoppi nel settore del private credit. Da segnalare l’aggiornamento del Food Index da parte della FAO (nuovo allarme inflazione) e le scelte di Pechino per ravvivare la domanda interna.

Italia: occupazione stabile, Poste Italiane chiude la pratica Tim

Il mercato del lavoro chiude l’estate con segnali contrastanti. Secondo i dati provvisori diffusi dall’Istat il 1° ottobre, ad agosto gli occupati sono rimasti sostanzialmente fermi (24 milioni 352mila, 5mila in meno su luglio), mentre i disoccupati sono aumentati di 48mila unità. Il tasso di disoccupazione sale al 6,2% (+0,2 punti) e quello giovanile al 20,3%. Il calo degli inattivi (-21mila sul mese) suggerisce che una parte dell’aumento riguardi persone tornate a cercare lavoro. Sull’anno il quadro resta positivo: +291mila occupati, grazie ai dipendenti a tempo indeterminato (+370mila), mentre i contratti a termine calano di 157mila.

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In settimana il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica: crescita 2026 rivista all’1%, deficit al 2,9% quest’anno e al 3,4% nel 2027. Il governo chiede di attivare la clausola per circa 14 miliardi l’anno nel 2027 e nel 2028, pari allo 0,3% del Pil per l’energia e allo 0,3% per la difesa. Le Camere voteranno il 13 ottobre. Giorgetti ha chiesto una manovra prudente, anche perché il differenziale tra Btp e Bund è arrivato a 118,5 punti.

Si è chiusa anche l’offerta di Poste Italiane su Tim. Secondo i risultati definitivi comunicati il 29 settembre, dopo la riapertura dei termini Poste arriva a detenere l’85,823% del capitale, con pagamento il 2 ottobre. Il corrispettivo incrementato è di 1,97 euro in contanti (erano 1,67 nell’offerta iniziale) più 0,218 nuove azioni Poste per ogni azione Tim. Non è stata raggiunta la soglia del 90%, che avrebbe permesso di rilevare d’autorità le azioni residue. La quota basta però a controllare l’assemblea e, come ricordano le cronache finanziarie, a procedere alla fusione di Tim nel gruppo e quindi all’uscita dal listino.

Europa, tra richieste di flessibilità e le manovre in BCE

La flessibilità sui conti pubblici è tornata al centro del dibattito con l’inflazione. Giovedì 1° ottobre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto a Ursula von der Leyen. Ha chiesto che la Commissione, nel valutare il rispetto della regola sulla spesa, tenga conto dell’inflazione superiore alle attese, che incide su una spesa pari al 20,4% del Pil. Ha chiesto anche di poter usare parte dell’extragettito da caro-prezzi per attenuare in modo mirato i costi dell’energia. Roma vorrebbe discuterne all’Ecofin del 9 ottobre, ma da Bruxelles è arrivata una risposta cauta: all’Italia è già stata concessa la clausola nazionale di salvaguardia per energia e difesa.

Sul fronte monetario, lunedì 28 settembre Christine Lagarde ha parlato in audizione al Parlamento europeo. Ha spiegato che dall’ultima riunione i rendimenti a lungo termine sono aumentati notevolmente e rallenteranno la crescita più di quanto previsto nelle proiezioni di settembre. Quella riunione, il 10 settembre, aveva portato il tasso sui depositi al 2,50%. Non ci sono per ora prove che il caro-energia spinga i salari, e una risposta misurata della politica monetaria resta appropriata. Lagarde ha messo in guardia anche dai rischi legati alla forte espansione dei finanziamenti all’intelligenza artificiale. Molti economisti si aspettano ora una pausa il 29 ottobre e un nuovo rialzo a dicembre.

Intanto si scalda la successione ai vertici della Bce. Mercoledì 30 settembre, in un’intervista a La Croix, Lagarde ha detto di non escludere di lasciare qualche mese prima della scadenza del mandato (ottobre 2027), assicurando però che nel 2027 sarà ancora in carica. Ha escluso anche una candidatura all’Eliseo. Isabel Schnabel lascerà il Comitato esecutivo il 3 gennaio 2027, come comunicato dalla Bce, per guidare il dipartimento dei mercati del Fondo monetario. Per sostituirla il dossier dovrebbe arrivare all’Eurogruppo dell’8 ottobre, secondo la stampa spagnola. Sul nuovo presidente non c’è alcuna decisione formale. Restano in corsa l’olandese Klaas Knot, che Parigi, riferiva Reuters a metà settembre, sosterrebbe in cambio del posto di capo economista, e lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, appoggiato pubblicamente dal presidente del governo Sánchez.

Gran Bretagna, la grana Manchester City va oltre il calcio

Il primo discorso di Andy Burnham alla conferenza laburista da primo ministro, martedì 29 settembre a Liverpool, ha toccato fisco ed Europa. Burnham ha promesso un Servizio nazionale per l’assistenza agli anziani, gratuito per le cure personali, da introdurre per fasi nella prossima legislatura e finanziato per intero, non a debito. La copertura verrebbe in parte da una revisione, dall’aprile 2030, della regola che garantisce la rivalutazione annua delle pensioni statali (triple lock). Secondo Downing Street il risparmio sarebbe di 15 miliardi di sterline l’anno entro la fine degli anni Trenta e di 50 nel 2050. L’Institute for Fiscal Studies l’ha giudicata un miglioramento, ma non la risposta al finanziamento dell’assistenza. Burnham ha annunciato anche una rete elettrica pubblica, la Great British Grid, e la rimozione dei limiti alla proprietà pubblica delle società idriche. I mercati sono rimasti nervosi: giovedì 1° ottobre il rendimento dei titoli di Stato britannici a 30 anni (gilt) ha superato il 6% per la prima volta dal 1998. Sull’Europa, Burnham ha detto che la Brexit ha fatto più male che bene. Ha indicato quattro strade, da presentare a un vertice con Bruxelles rinviato a fine anno: status quo, unione doganale, mercato unico o rientro nell’Ue. Per ora non ne propone il rientro.

Un’altra vicenda può pesare sui rapporti economici con il Golfo. Martedì 29 settembre la Premier League ha reso noto che una commissione indipendente ha giudicato il Manchester City colpevole di tutte le violazioni finanziarie contestate tra il 2009 e il 2018, e della maggior parte di quelle sulla mancata collaborazione. Secondo la commissione, sponsor di Abu Dhabi hanno versato solo 119 dei 950 milioni di sterline dichiarati nei bilanci. Gli oltre 830 milioni mancanti arrivavano dalla proprietà. Il club ha annunciato ricorso e la sanzione sarà decisa in un’udienza separata. Mercoledì Burnham, ex sindaco di Manchester, si era detto molto preoccupato all’idea di perdere i proprietari emiratini. Giovedì Downing Street ha precisato che nessuno è al di sopra delle regole. Venerdì 2 ottobre Bloomberg ha riferito che funzionari di Abu Dhabi hanno avvertito Londra che una punizione severa potrebbe frenare i futuri investimenti. Il presidente del City, Khaldoon Al Mubarak, guida anche il fondo sovrano Mubadala, che tramite la partnership UK-UAE ha impegnato quasi 30 miliardi di sterline nel Regno Unito. Il Telegraph indica a rischio anche il polo tecnologico tra Oxford e Cambridge, per cui il governo cerca 10 miliardi di capitali privati. Il governo sostiene che il caso City non sia stato discusso nell’incontro del 14 settembre tra Al Mubarak e il ministro del Commercio.

Stati Uniti, le mosse di AMD, i numeri di Micron e quel documento di Anthropic

Ha fatto discutere il documento preliminare per la quotazione in Borsa di Anthropic, non ancora pubblico ma circolato in settimana. Molti i punti più interessanti. Due clienti pesano per quasi un quarto dei ricavi. L’obiettivo di valutazione, oltre 2mila miliardi, è più del doppio dei 965 miliardi stimati a maggio. Broadcom si è impegnata a prestare fino a 42 miliardi tramite titoli convertibili, a copertura di circa un terzo di un contratto quinquennale da 125,2 miliardi per la potenza di calcolo basata sui processori TPU. Nel 2027 Anthropic dovrebbe diventare il suo maggiore cliente, e il documento segnala potenziali conflitti di interesse. Tra i rischi citati dal documento c’è anche l’atteggiamento di Washington. Tra le righe si ricorda l’ordine di febbraio di sospendere l’uso dei modelli nelle agenzie federali, la designazione del Pentagono come rischio per la catena di approvvigionamento e le restrizioni all’export imposte a giugno ai modelli Fable 5 e Mythos 5, poi revocate. Avverte di possibili perdite di ricavi o interruzioni dell’attività, mentre i contratti pubblici valgono meno dell’1% dei ricavi.

Sul fronte finanziario AMD ha annunciato martedì l’acquisto di World Labs, la società di Fei-Fei Li. L’operazione vale 8,2 miliardi di dollari, interamente in azioni, e Li diventerà vicepresidente esecutiva e responsabile scientifica. Il titolo, salito di circa il 30% a settembre, ha chiuso il 2 ottobre a 633,91 dollari e vale ormai intorno ai mille miliardi di capitalizzazione. Mercoledì 30 settembre, a mercato chiuso, sono arrivati i conti di Micron. I ricavi del trimestre sono stati un record di 54,2 miliardi di dollari. Sono cresciuti del 379% in un anno, con un utile per azione rettificato di 33,42 dollari, sopra le stime. Per il trimestre in corso l’azienda prevede 61,5 miliardi, contro attese intorno a 57. Il titolo, salito di oltre il 500% in un anno, ha però reagito poco, perché pesano i piani di spesa: 250 miliardi per due nuovi poli produttivi di memorie ad alta larghezza di banda (HBM), usate negli acceleratori per l’intelligenza artificiale.

Resta teso il fronte del credito privato. Venerdì 2 ottobre Blue Owl ha limitato di nuovo al 5% i rimborsi in due fondi non quotati. Nel fondo principale, Blue Owl Credit Income, le richieste del terzo trimestre sono state il 16,8% delle quote (18,8% nel trimestre precedente). Nel fondo tecnologico restano ben sopra la media del settore, nel timore che l’intelligenza artificiale metta in crisi i prestiti alle società di software. Il gruppo osserva che le richieste arrivano in gran parte da investitori già in coda. Per Blackstone le richieste sono state del 10%. Il titolo Blue Owl, intorno a 9 dollari, perde circa il 40% da inizio anno.

Resto del Mondo, G7 rilascia petrolio, FAO e l’inflazione alimentare, Cina verso nuovi stimoli.

Venerdì 2 ottobre il G7, riunito in videoconferenza su convocazione di Emmanuel Macron, presidente di turno, ha deciso di liberare fino a 100 milioni di barili dalle riserve strategiche. Il rilascio avverrà in quattro mesi, con il coordinamento dell’Agenzia internazionale dell’energia e la priorità al diesel, che dovrà essere immesso in modo consistente entro i primi 20 giorni. Equivale a circa 830mila barili al giorno e comprende l’impegno a non imporre restrizioni all’export di energia tra i Paesi. La decisione arriva dopo che Trump aveva minacciato di bloccare l’export di diesel americano. Giovedì il petrolio era salito oltre i 100 dollari, mentre venerdì ha chiuso in calo del 3,48% a New York.

L’inflazione mondiale non deve fare i conti solo con l’energia. A settembre l’indice Fao dei prezzi alimentari si è attestato a 136,0 punti, +1,5% sul mese e +5,8% sull’anno. I cereali sono saliti del 5,1% sul mese (+17,2% sull’anno) e lo zucchero del 6,1%, mentre carne e latticini sono in lieve calo. Pesano le tensioni nello Stretto di Hormuz e nel Mar Nero, le interruzioni dei trasporti e i timori meteorologici legati a El Niño. La Fao avverte che, se queste pressioni persistono, si rifletteranno presto sui prezzi al consumo, soprattutto nei Paesi dipendenti dalle importazioni di cibo ed energia.

La Cina risponde al rallentamento con nuovi stimoli. Il Consiglio di Stato ha impostato la linea il 28 settembre. Il giorno dopo la banca centrale ha tagliato di 0,25 punti, all’1,5%, il tasso a un anno sui prestiti alle banche di politica economica, ampliandone l’uso a infrastrutture come reti idriche ed elettriche. È partito inoltre, dal 1° ottobre, il primo sussidio nazionale agli interessi sui mutui per la prima casa: un punto percentuale l’anno su un capitale fino a un milione di yuan, per un massimo di cinque anni. Gli investimenti fissi sono calati del 7,2% nei primi otto mesi dell’anno, quelli immobiliari del 19,9%. Per Milano Finanza è l’intervento più consistente dall’autunno 2024, ma i mercati hanno reagito con freddezza, in attesa di misure più incisive per la domanda interna.

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