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Regno Unito: per il report REC il mercato del lavoro rimane in affanno

Il report della Recruitment & Employment Confederation (REC) conferma un mercato del lavoro in affanno nel Regno Unito, con una timida ripresa della crescita dei salari. In India l’inflazione rimane sotto controllo.


Il mercato del lavoro britannico ha chiuso il 2025 con il freno ancora tirato. L’ultimo Report on Jobs della REC, pubblicato oggi, fotografa una situazione di marcata debolezza nell’attività di recruiting, con le assunzioni permanenti in calo per il 39° mese consecutivo. A dicembre, il ritmo di contrazione si è addirittura accelerato, segnando il peggior risultato da agosto.

Le cause? Una miscela poco incoraggiante di incertezza economica e pressioni sui costi che hanno spinto molte aziende a congelare o ridurre le assunzioni. Anche le posizioni temporanee hanno registrato un calo, seppur più contenuto. La domanda di personale ha continuato a indebolirsi su tutti i fronti, con le offerte di lavoro permanenti particolarmente sotto pressione.

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C’è però un aspetto che va controcorrente: la cosiddetta inflazione salariale (l’aumento annuo dei salari) ha mostrato segnali di miglioramento, con gli stipendi iniziali in crescita al ritmo più sostenuto degli ultimi sette mesi. Per certi versi una timida nota positiva, per altri un potenziale freno ad ulteriori tagli dei tassi da parte della BoE (che guarda sempre con molto interesse a questo report).

Sul versante dell’offerta, la disponibilità di candidati è aumentata sensibilmente, alimentata da una serie di licenziamenti che hanno immesso sul mercato nuovo personale in cerca di occupazione.

Il 2026 inizia quindi con un punto interrogativo: sarà solo una flessione stagionale o l’inizio di una fase ancora più complicata? Gli esperti della REC sottolineano che molto dipenderà dalla capacità del governo di ricostruire la fiducia delle imprese e ridurre l’incertezza normativa.

India, inflazione risale a dicembre ma rimane al di sotto del target

A dicembre l’inflazione in India è risalita all’1,3% su base annua, secondo mese di crescita consecutivo ma due decimi sotto le attese del mercato. La crescita dei prezzi al consumo rimane comunque al di sotto del target della banca centrale, lasciando così ampio spazio alla RBI per poter intervenire con ulteriori tagli dei tassi.

Foto di Ali Vidler

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