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Eurozona, crescita rallenta nel terzo trimestre 2026. A ottobre inflazione meglio delle attese in Germania
La settimana economica (24-30 ottobre 2026): Intesa-MPS, è quasi fatta; chi dopo Lagarde?; Francia, Fitch a sorpresa; Intel, Alphabet che botta!; Binance e il maxi furto

La settimana economica (24-30 ottobre 2026): Intesa-MPS, è quasi fatta; chi dopo Lagarde?; Francia, Fitch a sorpresa; Intel, Alphabet che botta!; Binance e il maxi furto

Nella settimana economica dal 24 al 30 ottobre: Intesa-MPS alle battute finali; Lagarde lascia la BCE in anticipo; Intel e Alphabet, male le trimestrali; Binance è il maxi furto di criptovalute.

Settimana economica intensa, quella dal 24 al 30 ottobre 2026. In Italia tiene banco la manovra del governo e le ultime manovre sull’oramai prossima OPAS di Intesa su MPS. In Europa, dopo l’annuncio di dimissioni anticipate da parte della governatrice BCE, iniziano le trattative per trovare il successore. A sopresa, Fitch ha rivisto l’outlook sulla Francia da stabile a negativo, aggiungendo ulteriore pressione al governo nella difficile partita sul budget. Negli Stati Uniti le trimestrali di Intel e Alphabet mandano in correzione il Nasdaq e rilanciano i dubbi sul settore dell’IA. Nel frattempo Binance denuncia il più grande furto di criptovalute mai registrato e il miliardario Carlos Slim accelera le vendite sul settore petrolifero statunitense.

Italia, ecco la manovra. Intesa-Mps è quasi fatta

Il Consiglio dei ministri ha approvato mercoledì 28 ottobre il disegno di legge di bilancio per il 2027, l’ultimo prima delle elezioni politiche. Secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni la manovra vale circa 26 miliardi e non distribuisce aiuti a pioggia. Tra le misure più rilevanti c’è l’innalzamento a 55 mila euro del limite dello scaglione Irpef al 33 per cento, che per chi vi rientra vale un risparmio fino a 500 euro l’anno. Il tetto del regime forfettario per gli autonomi sale invece da 85 mila a 100 mila euro. Circa 5 miliardi dovrebbero arrivare dal contributo di banche e assicurazioni, mentre resta fuori la detassazione della tredicesima per i redditi bassi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di progressi nel confronto con la Commissione europea, da cui si attende il via libera alla flessibilità di bilancio da 29 miliardi richiesta per il biennio 2027-28.

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Giovedì 29 ottobre l’assemblea straordinaria di Monte dei Paschi, riunita a Siena con circa due terzi del capitale presente, ha respinto tutte le proposte con cui l’amministratore delegato Luigi Lovaglio intendeva difendersi dall’offerta pubblica di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo. Le offerte su Banco BPM e su Banca Generali sono state bocciate da oltre il 90 per cento dei voti e la fusione con Mediobanca da circa il 64 per cento. È saltata anche la riduzione di capitale legata a una cedola straordinaria da 4 miliardi. Il verdetto rende più semplice il cammino dell’offerta di Intesa, che a inizio ottobre aveva aumentato di 25 centesimi la parte in contanti e ha ottenuto il sostegno di Delfin, primo azionista di Siena. Intesa aveva ricevuto già mercoledì sera tutte le autorizzazioni preventive richieste, comprese le ultime delle autorità estere. La Consob ha ora dieci giorni per approvare il documento di offerta, atteso intorno al 10 novembre, mentre manca ancora il giudizio dell’Antitrust. Lovaglio ha precisato che il voto non rappresenta il verdetto finale sul futuro della banca. Intesa, intanto, ha posticipato la presentazione dei conti del terzo trimestre al 3 novembre.

Sul fronte industriale Webuild è stata indicata come offerente preferito (preferred bidder) per la costruzione di una tratta della ferrovia del Corridoio di Lobito, lunga 830 chilometri e destinata a collegare le aree minerarie del Copperbelt all’oceano. Il valore dell’eventuale commessa non è stato comunicato e la formula prevede una trattativa in esclusiva, non ancora un contratto firmato.

Europa, chi dopo Lagarde?

Giovedì 29 ottobre la Banca centrale europea ha comunicato che Christine Lagarde lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027, con quasi nove mesi di anticipo sulla scadenza del mandato. La presidente ha spiegato di voler intervenire nel dibattito pubblico su temi estranei alla politica monetaria, cosa che il ruolo di banchiere centrale non le consente, e secondo le indiscrezioni potrebbe guidare il World Economic Forum. L’anticipo dà al presidente francese Emmanuel Macron un ruolo chiave nella scelta del successore, a pochi mesi dalle presidenziali di aprile in cui i sondaggi vedono in testa Marine Le Pen. I nomi più accreditati sono quelli dello spagnolo Pablo Hernández de Cos e dell’olandese Klaas Knot. All’inizio di ottobre il Financial Times aveva riferito che la Germania avrebbe rinunciato alla presidenza per mantenere un proprio rappresentante nel comitato esecutivo al posto di Isabel Schnabel, che lascerà a gennaio. Berlino dovrà indicare il nuovo membro entro il 27 novembre, mentre la Francia punta al posto di capoeconomista, dove l’incarico di Philip Lane è in scadenza a maggio 2027.

Venerdì 30 ottobre, con una revisione fuori calendario, l’agenzia Fitch ha confermato il rating della Francia ad A+ ma ha portato la prospettiva da stabile a negativa, il che aumenta il rischio di un taglio in futuro. L’agenzia cita una crescita più debole, costi di finanziamento più alti e un disavanzo più ampio rispetto alla revisione di agosto. Stima ora che il debito pubblico salirà al 124 per cento del prodotto interno lordo nel 2028, contro il 115,7 per cento del 2025. Pesano anche la frammentazione politica e le proteste, che rendono più incerto il risanamento dopo le presidenziali di aprile-maggio 2027. Fitch si aspetta comunque che la legge di bilancio venga approvata grazie agli strumenti costituzionali a disposizione del governo, che non ha una maggioranza in Parlamento. Pochi giorni prima Moody’s aveva lasciato il rating a Aa3, sempre con prospettiva negativa.

Regno Unito, Burnham e la voglia d’Europa

Il primo ministro Andy Burnham è tornato sui rapporti con l’Unione europea con tre interventi in pochi giorni. Domenica 25 ottobre, in un’intervista al Sunday Times, si è detto disponibile a una discussione onesta sul ritorno alla libera circolazione delle persone, precisando che restarne fuori non sarebbe una condizione irrinunciabile nei negoziati. Lunedì ha escluso in televisione di voler rientrare nell’Unione in questa legislatura, pur augurandosi il rientro nel corso della propria vita, e ha assicurato che la libera circolazione non tornerà senza un referendum. Mercoledì ai Comuni ha respinto le accuse di ambiguità della leader conservatrice Kemi Badenoch, che gli chiedeva se intenda indire un voto sull’adesione. Il programma laburista del 2024 esclude ancora il mercato unico, l’unione doganale e la libera circolazione, e il confronto si sposterà presto a Bruxelles, dove il vertice tra Regno Unito e Unione europea è fissato per il 20 novembre.

Stati Uniti, Intel giù. Iphone Duo: problemi, problemi, problemi!

La stagione dei conti delle grandi società tecnologiche ha confermato la forza del cloud ma ha riacceso i dubbi sul costo dell’intelligenza artificiale. Microsoft ha registrato ricavi in crescita del 19 per cento, con Azure salito del 48 per cento, e il titolo ha guadagnato il 4 per cento dopo la chiusura di Wall Street. Il caso più discusso è stato Alphabet, che ha visto i ricavi crescere del 25 per cento a 127,6 miliardi di dollari e il cloud addirittura del 103 per cento. L’utile netto è però sceso del 25 per cento, anche per una perdita di 8,7 miliardi su investimenti finanziari, e l’utile per azione di 2,12 dollari è rimasto lontano dai 3 attesi dagli analisti. Gli investimenti del trimestre hanno toccato 51,4 miliardi e il flusso di cassa libero è risultato negativo per 9,1 miliardi. Il titolo ha perso oltre l’8 per cento nelle contrattazioni successive alla chiusura. Amazon ha mostrato un’accelerazione di AWS, cresciuta del 39 per cento, ma con ricavi e utile sotto le attese e un flusso di cassa libero negativo per 42,4 miliardi negli ultimi dodici mesi.

Il colpo più duro è arrivato da Intel. Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con ricavi di 16,5 miliardi di dollari, in aumento del 21 per cento, e con un utile adeguato per azione di 52 centesimi, superiore alle attese. A trainare i conti è stato il ramo dei centri dati, cresciuto del 78 per cento. Le previsioni per il trimestre in corso sono state però molto più deboli del previsto, con ricavi tra 15 e 16 miliardi contro i 17,1 attesi dagli analisti, e il direttore finanziario ha indicato che il calo del mercato dei personal computer proseguirà almeno fino alla metà del 2027. Venerdì 30 ottobre il titolo ha perso il 28,6 per cento, la seconda peggiore seduta della sua storia dopo quella del luglio 1974, bruciando circa 140 miliardi di dollari di capitalizzazione. A Wall Street l’indice S&P 500 ha ceduto l’1,8 per cento nella peggiore giornata da giugno. Il Nasdaq 100, che raccoglie i maggiori titoli tecnologici, ha perso il 3,5 per cento e ha chiuso a circa il 9 per cento sotto il massimo del 6 ottobre. Nel corso della seduta è sceso per breve tempo oltre il 10 per cento, la soglia che per convenzione indica una correzione, ma la chiusura è rimasta al di sopra di quel livello. Ottobre si chiude con il peggior mese per il Nasdaq dal marzo 2025. In Europa il settore tecnologico è calato di quasi il 3 per cento, ma l’indice Stoxx 600 ha chiuso ottobre con il mese migliore da giugno.

Per Apple la settimana è stata complicata dai problemi del suo primo telefono pieghevole, l’iPhone Duo, in vendita dal 23 ottobre a partire da 1.999 dollari. Dopo il lancio molti acquirenti hanno segnalato crepe e linee sul display interno vicino alla cerniera, e lunedì 26 ottobre l’azienda ha riconosciuto un difetto su un numero limitato di esemplari, offrendo la sostituzione gratuita tramite AppleCare. Le scorte iniziali sono però esaurite e ottenere un apparecchio nuovo potrebbe richiedere tempo, mentre la riparazione fuori garanzia dello schermo interno costa 999 dollari. Il prodotto non rientra nei conti che Apple presenterà lunedì 2 novembre, perché il trimestre si è chiuso il 26 settembre.

Resto del Mondo. Binance e il mega furto, Carlos Slim vende

Giovedì 29 ottobre Binance, la maggiore piattaforma di scambio di criptovalute al mondo, ha subito quello che secondo le prime stime è il più grande furto di criptovalute mai registrato. Dai portafogli operativi della società, collegati a dieci reti diverse, sono stati sottratti circa 6,3 miliardi di dollari, in gran parte nell’arco di una ventina di minuti. Il precedente record era di 1,5 miliardi, rubati a Bybit nel 2025. Binance ha sospeso depositi e prelievi, ha bloccato con l’aiuto di partner circa 3 miliardi e si è impegnata a rimborsare tutte le perdite degli utenti, con una riapertura dei prelievi prevista per domenica. Secondo la società di analisi TRM Labs l’attacco presenta caratteristiche simili a operazioni attribuite a gruppi nordcoreani, mentre le verifiche interne hanno individuato più punti di accesso rispetto al solo computer portatile di un tecnico inizialmente sospettato. Il bitcoin è sceso sotto i 77 mila dollari.

Il miliardario messicano Carlos Slim ha accelerato in ottobre la vendita di quote in due società petrolifere statunitensi, approfittando di prezzi del greggio spinti dalle tensioni legate all’Iran. Secondo Bloomberg la famiglia ha incassato dall’inizio dell’anno oltre 1,15 miliardi di dollari cedendo azioni di PBF Energy e Talos Energy. Nel solo mese di ottobre le vendite di Talos hanno raggiunto 252 milioni, circa tre quarti dell’incasso annuo su questo titolo. Le partecipazioni sono scese a circa l’11 per cento in PBF e il 13 per cento in Talos, da circa un quarto in ciascuna all’inizio del 2026. Il loro valore complessivo, pari a 1,4 miliardi, è rimasto simile a quello di inizio anno per effetto del rialzo dei titoli, saliti di oltre il 170 per cento nel caso di PBF.

Il rincaro dei chip di memoria, che Intel ha indicato tra le cause della debolezza del mercato dei computer, ha alimentato i conti record della sudcoreana SK Hynix. Nel terzo trimestre i ricavi hanno superato per la prima volta i 100 mila miliardi di won, pari a quasi 79 miliardi di dollari, e l’utile operativo ha toccato circa 63 miliardi di dollari con un margine vicino all’80 per cento. A trainare i risultati sono state la domanda di memorie per l’intelligenza artificiale e l’aumento dei prezzi. La società ha inoltre annunciato restituzioni agli azionisti per circa 100 mila miliardi di won nel 2026.

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