Il mercato del lavoro nel Regno Unito mostra segnali di rafforzamento: nel trimestre giugno-agosto 2026, il tasso di disoccupazione è sceso al 4,7%, dal 4,9% precedente, sorprendendo le attese e raggiungendo il livello più basso da luglio 2025. Il numero dei disoccupati è diminuito di 47 mila unità su base trimestrale, a 1,712 milioni, e di 26 mila rispetto allo stesso periodo del 2025. Parallelamente, l’occupazione è aumentata di 102 mila unità nel trimestre e di 356 mila su base annua, raggiungendo 34,577 milioni di persone. Il tasso di occupazione è salito al 75,3%, mentre l’inattività è scesa al 20,9%. Crescono anche i secondi impieghi, pari al 3,7% degli occupati, segnalando dinamiche occupazionali articolate.
Sul fronte dei salari la crescita della paga settimanale continua la fase di rallentamento. I salari medi settimanali, inclusi i bonus, sono aumentati del 3,7% su base annua, un dato inferiore al 3,9% precedente e leggermente sotto le attese del mercato. Si tratta dell’incremento più contenuto da novembre 2020. La decelerazione interessa sia il settore privato, dove la crescita salariale è scesa al 3,1%, sia quello pubblico, al 6,3%. Al netto dell’inflazione, l’aumento delle retribuzioni si è ridotto allo 0,7% dall’1,0% precedente, evidenziando un indebolimento della dinamica dei salari reali e della capacità di acquisto delle famiglie.
Nel complesso i numeri diffusi oggi sul mercato del lavoro inglese danno una sostanziale luce verde alla banca centrale. A questo punto potrebbe essere vicino un aumento dei tassi.
Cina, banca centrale lascia invariati i tassi prime a 1 e 5 anni.
La Banca centrale cinese conferma a ottobre la propria linea di prudenza, mantenendo invariati i tassi di riferimento per il diciassettesimo mese consecutivo. La crescita del PIL del terzo trimestre, pari al 4,5% e superiore alle attese, riduce la necessità di nuovi stimoli immediati, mentre lo yuan continua a rafforzarsi. Il tasso LPR a un anno resta al 3,0%, quello a cinque anni al 3,5%. Sul fronte strategico, Pechino valuta una riforma dei parametri di riferimento del credito e un possibile passaggio al reverse repo overnight, per rendere la trasmissione monetaria più efficace.
Germania, indice Zew peggiora a ottobre 2026
L’indice ZEW sul clima economico tedesco è sceso a ottobre a 28,1 punti, dai 34,7 di settembre, deludendo le attese e segnalando un rinnovato deterioramento della fiducia nella ripresa. Secondo il presidente dell’istituto, Achim Wambach, l’economia sta gradualmente uscendo dalla stagnazione, ma il recupero resta fragile, frenato dal caro energia, che comprime il potere d’acquisto, aumenta i costi produttivi e alimenta l’inflazione. Tra i settori, peggiorano sensibilmente le prospettive di banche, assicurazioni, servizi e telecomunicazioni, mentre si indeboliscono anche le attese sui consumi privati. In controtendenza, emergono segnali positivi dalla siderurgia, dalla metallurgia e dall’ingegneria elettrica. Migliora invece la valutazione della situazione economica corrente, salita di 11,2 punti a -35,9, massimo da maggio 2023.
Stati Uniti, scendono i nuovi cantieri residenziali a settembre 2026.
Il mercato immobiliare statunitense mostra nuovi segnali di debolezza a settembre 2026. Le nuove costruzioni residenziali sono diminuite del 5,2% su base mensile, a un tasso annualizzato di 1,221 milioni di unità, registrando il terzo calo consecutivo e scendendo ai minimi da maggio. Il dato, inferiore alle attese, riflette l’impatto dei persistenti elevati tassi sui mutui, che frenano la domanda e inducono i costruttori a ridimensionare i nuovi progetti. Segnali più resilienti arrivano dai permessi edilizi, in calo marginale dello 0,2% a 1,400 milioni, ma superiori alle previsioni.
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