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Stellantis, ecco cosa dicono i conti del terzo trimestre 2026

Ricavi quasi invariati, perdita netta molto ridotta rispetto a un anno fa e flusso di cassa ancora in negativo: i numeri del terzo trimestre 2026 di Stellantis confrontati con l’anno scorso, con i trimestri precedenti e con le attese degli analisti.

Stellantis ha pubblicato questa mattina i risultati del terzo trimestre 2026. Ricavi quasi invariati, perdita netta molto ridotta rispetto a un anno fa e flusso di cassa ancora in negativo. Elementi che hanno spinto l’amministratore delegato Antonio Filosa ha dichiarare che il suo piano per ottenere maggiori risparmi ed eliminare i problemi di qualità sta procedendo come previsto.

I ricavi netti, cioè il totale delle vendite realizzate, sono stati di 37,6 miliardi di euro. Sono in lieve aumento rispetto al terzo trimestre del 2025, con un +1%, e in calo di circa il 13,5% rispetto al secondo trimestre, quando avevano raggiunto 43,5 miliardi. Rispetto alle attese risultano superiori, perché secondo Intermonte il consenso degli analisti era di 36,2 miliardi.

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Le consegne, cioè i veicoli arrivati a concessionari, distributori e clienti, sono state 1,286 milioni. Il dato è inferiore dell’1% a quello di un anno fa e di quasi il 20% a quello del trimestre precedente, che però secondo la società comprendeva in Nord America anche la costituzione di scorte prima della pausa estiva. Per area geografica i ricavi crescono del 3% in Europa allargata e in Sud America. Calano del 3% in Nord America, del 7% in Asia-Pacifico e del 19% in Medio Oriente e Africa.

La perdita netta è di 453 milioni di euro e indica che nel trimestre i costi complessivi hanno superato i ricavi. Un anno prima la perdita era di 4,5 miliardi, quindi il dato è in forte miglioramento, anche se la società ricorda che quel risultato era appesantito da voci straordinarie. Rispetto al secondo trimestre, chiuso con un utile di 293 milioni, il risultato è in peggioramento. Nei nove mesi resta invece un utile di 217 milioni, contro una perdita di 6,8 miliardi dello stesso periodo del 2025.

Per leggere l’attività senza le voci eccezionali Stellantis usa l’utile operativo rettificato, indicato con la sigla AOI, una misura definita dalla società e non prevista dai principi contabili. Nel trimestre è stato di 256 milioni contro i 90 di un anno fa, con un margine dello 0,7% sui ricavi contro lo 0,2%. Rispetto al primo e al secondo trimestre del 2026, quando era di 960 e di 773 milioni, il dato è più basso. Le fonti consultate indicano attese degli analisti tra 191 e 210 milioni, quindi il risultato è superiore alle attese. Anche il margine dello 0,7% si confronta con uno 0,6% atteso.

Il margine è positivo in tutte le aree tranne l’Europa allargata. Qui l’AOI è negativo per 311 milioni, contro un valore positivo di 157 milioni un anno prima, quindi in peggioramento. Il Nord America passa da una perdita di 475 milioni a un utile di 64 milioni, in miglioramento.

Il flusso di cassa libero industriale misura la differenza tra il denaro entrato e quello uscito dall’attività industriale dopo gli investimenti. Nel trimestre è negativo per 4,0 miliardi, cioè è uscito più denaro di quanto ne sia entrato. L’uscita è inferiore di 0,3 miliardi a quella del terzo trimestre 2025. Il dato è invece in peggioramento rispetto al secondo trimestre, quando il flusso era stato positivo per 1,0 miliardi. Risulta inoltre inferiore alle attese, perché il consenso citato da Intermonte indicava un’uscita di 3,7 miliardi. Nei nove mesi l’uscita è di 4,9 miliardi contro i 7,3 di un anno fa.

La liquidità industriale disponibile, cioè le risorse prontamente utilizzabili, è di 42,7 miliardi. Corrisponde al 26% dei ricavi degli ultimi dodici mesi, contro il 27% di fine giugno, e resta dentro la fascia tra il 25% e il 30% che la società si è data come obiettivo.

Stellantis ha confermato le previsioni per il 2026. Indicano ricavi in crescita a una cifra media, cioè di pochi punti percentuali, un margine AOI a una cifra bassa e un flusso di cassa libero industriale in miglioramento rispetto al 2025. La società si attende un flusso di cassa libero positivo nel 2027. Per il quarto trimestre prevede consegne più alte del terzo, prezzi sostanzialmente stabili e costi maggiori per chip di memoria e richiami. Stima inoltre un costo netto dei dazi di circa un miliardo per l’intero anno, di cui 0,6 miliardi già sostenuti, e conferma l’obiettivo di attuare almeno il 40% dei 6 miliardi di risparmi annui entro fine anno.

Il settore auto

Il quadro del settore va letto area per area. In Europa il mercato cresce. Nell’Unione europea le immatricolazioni di auto nuove sono state 971.048 a settembre, il 9,3% in più di un anno prima, e nei primi nove mesi del 2026 sono aumentate del 5,7%, secondo i dati dell’associazione dei costruttori europei ACEA. Cambia anche la composizione delle vendite. Le auto elettriche a batteria salgono al 22,7% del totale contro il 16,1% dell’anno scorso e superano la benzina, scesa al 21,2% dal 27,7%, mentre le ibride sono al 36,3%. In Italia le immatricolazioni di settembre sono state 139.356, il 9,9% in più secondo UNRAE, ma il livello resta inferiore del 13,6% a quello del 2019. Negli Stati Uniti Cox Automotive stima per il terzo trimestre vendite di 4,12 milioni di veicoli nuovi, in calo sia rispetto al secondo trimestre sia a un anno prima, e per l’intero anno 16,1 milioni, l’1,2% in meno del 2025. Le auto elettriche hanno raggiunto nel trimestre circa 263 mila unità, il 6,1% in più del trimestre precedente ma il 39,5% in meno di un anno prima, quando la scadenza degli incentivi federali aveva spinto gli acquisti. La loro quota è del 6,4% contro oltre il 10% del terzo trimestre 2025.


Il presente testo ha esclusivo scopo informativo e si basa su documenti pubblici della società e sulle fonti indicate in calce. Non costituisce consulenza in materia di investimenti né raccomandazione, offerta o sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Le previsioni e le attese degli analisti riportate sono formulate da terzi e non dall’autore. L’autore, non detiene direttamente o tramite persone strettamente legate strumenti finanziari emessi dalla società oggetto del post e non ha con essa rapporti commerciali o altri interessi particolari. L’autore non ha ricevuto compensi dalla società o da terzi per la redazione di questo testo. I dati sono aggiornati alla data di pubblicazione del post. Eventuali errori possono essere segnalati a Ekonomia.it e saranno corretti tempestivamente, con indicazione della correzione.

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