Nel primo trimestre del 2025 la crescita del costo del lavoro nell’area Euro si è fermata al 3,2% su base annua, cinque decimi in meno rispetto al rilevamento precedente. Si tratta, se i dati di questa stima flash verranno confermati, del ritmo di crescita più lento dal terzo trimestre del 2022. La componente salari, dato accuratamente monitorato dalla BCE, è cresciuta del 3,3% su base annua, minimo dal terzo trimestre 2022 e quasi un punto in meno rispetto al rilevamento precedente. Si tratta di numeri che rafforzano l’atteggiamento dovish della banca centrale e non fanno escludere un ulteriore intervento, dazi permettendo, anche a giugno.
Cina, banca centrale taglia i tassi prime su prestiti e mutui.
Con una mossa in linea con le attese del mercato, la banca centrale cinese ha deciso di ridurre di 10 punti base i tassi prime a 1 e a 5 anni, vale a dire i riferimenti per il costo dei prestiti e dei mutui. Una mossa che rientra nel quadro delle operazioni programmate per stimolare la domanda interna e per alzare una prima protezione contro le conseguenze delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.
Australia, banca centrale taglia i tassi come da attese.
Decisione in linea con le attese anche per la banca centrale australiana. Il board ha deciso di tagliare i tassi di 25 punti base, si tratta del secondo taglio del 2025 e porta il riferimento al 3.85%, minimo a due anni. L’inflazione non è più la principale preoccupazione, mentre le tensioni geopolitiche pongono seri rischi alla crescita economica del paese. Al momento la crescita non è a rischio, ma potrebbe subire rallentamenti e intaccare lo stato di salute del mercato del lavoro. La banca centrale si dice pronta ad intervenire qualora fosse necessario e nel frattempo monitorerà con attenzione i dati macro che arriveranno.
Canada, rallenta inflazione nel mese di aprile.
Ad aprile l’inflazione in Canada è scesa all’1,7% su base annua, sei decimi in meno rispetto al mese precedente e uno sopra le attese. Si tratta della lettura più bassa dal settembre scorso, complice un ulteriore calo dei prezzi della componente energia anche grazie all’eliminazione della carbon tax. Su base mensile si registra un calo dei prezzi dello 0,1%, un decimo in meno rispetto alle attese. L’inflazione trimmed mean, ossia quella al netto delle variazioni più elevate, sale al 3,1%, massimo a 13 mesi e due decimi oltre le attese. Allo stesso modo, la componente core sale al 2,5% dal 2,2% del mese precedente.
Eurozona, stima fiducia consumatori a maggio.
Leggero miglioramento per la fiducia dei consumatori nell’area Euro. A maggio l’indice elaborato dalla Commissione Europea sale a -15,2 punti, meglio delle attese ma ancora ben al di sotto della media storica.
Foto di Simon







