A settembre 2026, l’inflazione in Gran Bretagna ha accelerato, salendo al 3,5% annuo dal 3,1% di agosto, superando le attese e raggiungendo il livello più elevato da ottobre 2025. A trainare la risalita sono stati soprattutto i trasporti, penalizzati dall’impennata dei carburanti: la benzina ha toccato i 169,5 pence al litro e il diesel i 192,5 pence, entrambi ai massimi pluriennali. Pressioni al rialzo sono emerse anche nei comparti abitativo, delle comunicazioni e del tempo libero, mentre i prezzi alimentari sono rimasti stabili e l’inflazione di ristoranti e hotel ha rallentato. Anche l’inflazione core è salita al 2,8%, segnalando un’accelerazione sia per beni sia per servizi. Su base mensile, i prezzi sono aumentati dello 0,4%, dopo il +0,5% di agosto.
Sempre nel mese di settembre 2026, le pressioni sui prezzi alla produzione nel Regno Unito hanno mostrato una nuova accelerazione, riflettendo soprattutto il rincaro dell’energia. I prezzi degli input sono aumentati dell’1,5% su base mensile, segnando il rialzo più marcato da aprile. Parallelamente, i prezzi alla produzione dei beni manifatturieri sono cresciuti del 4,6% su base annua, oltre le attese e al ritmo più elevato da aprile 2023. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,8%, massimo da cinque mesi.
Mettendo assieme tutti i pezzi, e ricordando gli ultimi dati sul mercato del lavoro, sembra delinearsi una situazione favorevole ad un rialzo dei tassi da parte della banca centrale. L’appuntamento è per il meeting di novembre.
Giappone, deficit bilancia commerciale cresce oltre le attese a settembre 2026.
A settembre 2026, il deficit commerciale del Giappone si è ampliato a 536,6 miliardi di yen, quasi raddoppiando rispetto ai 277,7 miliardi dello stesso mese del 2025 e superando nettamente le attese. Per il quinto mese consecutivo, le importazioni hanno superato le esportazioni: le prime sono cresciute del 18,9% annuo, sostenute soprattutto dal balzo del 51,1% degli acquisti di greggio, mentre le seconde hanno registrato un incremento del 16,7%, inferiore alle previsioni. A sostenere l’export resta la domanda di semiconduttori legati all’intelligenza artificiale. Tuttavia, le tensioni in Medio Oriente e le interruzioni delle catene di approvvigionamento continuano a pesare sul quadro commerciale, evidenziando le vulnerabilità energetiche e logistiche del Giappone.
Gran Bretagna, deficit pubblico sale a settembre. Debito/PIL al 94%
A settembre 2026, il deficit pubblico britannico ha raggiunto 24,5 miliardi di sterline, superando sia i 22,8 miliardi dello stesso mese del 2025 sia le attese di mercato. Si tratta del secondo disavanzo più elevato mai registrato in settembre, dopo quello del 2020. A pesare è stata la crescita della spesa pubblica, aumentata di 6,7 miliardi a 123,8 miliardi di sterline, più rapida rispetto all’incremento delle entrate, salite di 4,9 miliardi a 99,3 miliardi, sostenute dal gettito fiscale. Nei primi sei mesi dell’esercizio finanziario, il deficit è sceso del 4,3% annuo a 97,8 miliardi, restando tuttavia sopra le previsioni ufficiali. Intanto, il debito pubblico ha superato per la prima volta i 3.000 miliardi di sterline, pari al 94% del PIL.
Stati Uniti, tassi sui mutui in lieve calo ma domanda resta debole.
Negli Stati Uniti, il tasso medio sui mutui trentennali a tasso fisso è sceso al 7,41% nella settimana conclusa il 16 ottobre 2026, registrando la prima flessione dopo undici settimane e interrompendo una lunga fase di rialzi. La discesa riflette il calo dei rendimenti dei Treasury, sostenuto dalla ricerca di beni rifugio e dalle crescenti attese di una Fed orientata a mantenere invariati i tassi. Nonostante il lieve sollievo sul costo dei finanziamenti, il mercato immobiliare resta debole: le richieste di mutui sono diminuite del 5,3% per la settima settimana consecutiva, penalizzate soprattutto dal crollo del 7,3% delle domande per nuovi acquisti.
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