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Eurozona, inflazione accelera meno delle attese a marzo 2026

L’inflazione accelera nell’Eurozona a marzo 2026 sugli effetti del caro energia, ma il 2,5% annuo è inferiore alle attese e la componente core scende di un altro decimo.

L’inflazione nell’Eurozona sale a marzo 2026, con la variazione annua che si porta al 2,5%; massimo da gennaio dell’anno scorso ma un decimo meglio rispetto alle attese. È l’effetto della crisi in Medio oriente, con i prezzi dell’energia saliti di quasi cinque punti percentuali su base annua, maggior rialzo dal febbraio del 2023. Al netto di questa componente, i prezzi al consumo continuano a mostrare segni di moderazione: l’inflazione dei servizi scende al 3,2% (dal 3,4% precedente) e quella dei beni non energetici e non alimentari perde altri due decimi e si ferma al +0,5%. Per effetto di queste dinamiche, l’inflazione core scende al 2,3% su base annua, un decimo meglio delle attese. Su base mensile si registra un vistosto +1,2%, massimo da ottobre 2022.

A livello nazionale, dopo i dati di Spagna e Germani, da segnalare l’accelerazione in Francia, con l’indice generale che sale dell’1,7%, un decimo oltre le attese, ed il dato armonizzato al +1,9%, massimo da agosto 2024(+1,1% su base mensile). In Italia, invece, la lettura di marzo non mostra movimenti particolarmente bruschi: +1,7% su base annua, due decimi in più rispetto a febbraio e uno in meno delle attese.

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Fino a che i rincari rimangono confinati nella componente energia, per la banca centrale non c’è altro da fare se non porsi in vigile attesa. Difficile però, se i prezzi del petrolio continueranno a rimanere su questi livelli, che tra aprile e maggio l’onda dei rincari non si trasferisca anche alla componente core, avvicinando una potenziale mossa restrittiva.

Cina, settore privato torna in zona espansione a marzo 2026.

Il sondaggio PMI curato dall’istituto nazionale di statistica indica che a marzo 2026 il settore privato della Cina è tornato in zona espansione. L’indice generale sale a 50,5 punti, massimo da dicembre scorso, con letture oltre le attese sia per il manifatturiero che per i servizi. La manifattura rimbalza dopo la pausa per le festività di inizio anno, e segnali positivi arrivano anche dal settore dei servizi. Dal sondaggio, tuttavia, emerge la preoccupazione per gli effetti della guerra in Medio Oriente su prezzi e domanda estera.

Giappone, inflazione Tokyo stabile ma male produzione industriale e vendite al dettaglio a febbraio 2026.

Notizie miste dal Giappone. L’inflazione sembra rimanere sotto controllo anche nel mese di marzo, l’indice Tokyo CPI registra un incremento su base annua dell’1,4%, un decimo in meno di febbraio e delle attese. Al netto delle componenti energia e alimentari l’inflazione a Tokyo è scesa al 2,3% dal 2,5% del mese precedente, mentre la versione core si è fermata all’1,7%; un decimo in meno delle attese.

Numeri preoccupanti, invece, sul fronte dell’output industriale e della domanda interna. La produzione industriale di febbraio 2026 è scesa del 2,1% su base mensile, in linea con le attese e mettendo fine a due mesi di rialzo consecutivi. Le vendite al dettaglio cedono il 2% su base mensile, in controtendenza rispetto al mese precedente. Su base annua la flessione è dello 0,2% contro attese di crescita dello 0,8%.

Germania, secondo mese di calo consecutivo per le vendite al dettaglio a febbraio 2026.

A febbraio 2026 le vendite al dettaglio in Germania sono calate dello 0,6% rispetto al mese precedente, bissando il segno meno di gennaio (-1,1%) e deludendo le attese (+0,2%). A trainare in negativo il dato è stata la flessione delle vendite di generi alimentari, mentre le vendite di beni non alimentari hanno registrato un incremento. Su base annua la variazione resta positiva: +0,7% contro il +1% del mese precedente e delle attese.

Sempre dalla Germania sono arrivati oggi i dati sulla disoccupazione, con il tasso fermo al 6,3% e una variazione nulla a marzo 2026.

Stati Uniti, offerte di lavoro a febbraio 2026.

A febbraio 2026, le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono diminuite di 358.000 unità, attestandosi a 6,882 milioni e risultando inferiori alle attese di mercato. Il calo ha interessato soprattutto i settori dell’ospitalità e della ristorazione, oltre a quello minerario, ed è stato diffuso in tutte le principali aree geografiche. Anche le assunzioni sono scese a 4,8 milioni, mentre le separazioni totali sono rimaste pressoché stabili. Le dimissioni volontarie sono diminuite, toccando il livello più basso da agosto 2020, con il quits rate in lieve flessione all’1,9% dal 2% precedente; segnale, lieve, di una minore fiducia dei lavoratori nelle possibilità di trovare un altro impiego.

Stati Uniti, rallenta ancora crescita prezzi delle abitazioni a gennaio 2026.

L’indice S&P CoreLogic Case-Shiller delle 20 città statunitensi ha registrato a gennaio 2026 un aumento annuo dell’1,2%, in rallentamento rispetto all’1,4% di dicembre e inferiore alle attese di mercato. Si tratta della crescita più debole da luglio 2023, a conferma del progressivo raffreddamento del mercato immobiliare USA. Per l’ottavo mese consecutivo, i prezzi delle abitazioni sono cresciuti meno dell’inflazione, determinando una lieve riduzione dei valori reali. New York guida gli aumenti, mentre Tampa segna il calo maggiore. Su base mensile emergono segnali di stabilizzazione, senza indicazioni di forte ripresa o contrazione.

Stati Uniti, fiducia consumatori CB di marzo 2026.

A marzo 2026, l’indice di fiducia dei consumatori statunitensi elaborato dal Conference Board è salito leggermente a 91,8, rispetto ai 91,0 di febbraio. Il miglioramento è stato trainato dall’aumento dell’indice sulla situazione attuale, che riflette una valutazione più positiva delle condizioni economiche e del mercato del lavoro. Al contrario, l’indice delle aspettative è diminuito, segnalando una maggiore cautela dei consumatori sulle prospettive a breve termine. Nonostante il lieve incremento complessivo, persistono pressioni legate all’aumento dei costi, in parte dovuti ai dazi e al rialzo dei prezzi energetici, che influenzano le aspettative di inflazione. Secondo Dana M. Peterson, capo economista del Conference Board, il miglioramento delle condizioni presenti ha compensato il calo delle aspettative. Tuttavia, la fiducia dei consumatori rimane inserita in una tendenza generale di indebolimento osservata dal 2021, indicando un contesto economico ancora incerto e fragile.

Canada, economia a febbraio 2026.

A febbraio 2026, il PIL canadese è cresciuto dello 0,2% su base mensile, secondo una stima preliminare, proseguendo il lieve aumento di gennaio (rivisto al rialzo al +0.1%). La crescita è stata sostenuta principalmente dai settori manifatturiero, estrattivo e dei servizi finanziari, che hanno compensato le contrazioni in agricoltura e silvicoltura. L’espansione è stata trainata dai beni, grazie soprattutto alla forte ripresa delle costruzioni e dell’attività mineraria, nonostante il calo della manifattura. I servizi, invece, sono rimasti complessivamente stagnanti: i progressi in finanza e commercio al dettaglio hanno bilanciato le flessioni nel commercio all’ingrosso e nei trasporti, penalizzati anche da condizioni meteo avverse.

Foto di Greg Montani

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