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Germania, nel 2025 economia riemerge dopo due anni di recessione

L’economia della Germania riemerge dopo due anni di recessione e registra una crescita annua dello 0,2%, grazie a consumi e spesa pubblica. Numeri positivi a novembre per il PIL inglese, mentre nell’area Euro la produzione industriale di novembre batte le attese.

Nel 2025 il PIL tedesco è cresciuto dello 0,2%, segnando un rimbalzo dopo la contrazione dello 0,5% del 2024 e ponendo fine a due anni di recessione per l’economia della Germania.

La ripresa è stata sostenuta soprattutto dall’aumento dei consumi delle famiglie e dalla spesa pubblica. Il contributo del commercio estero è rimasto invece negativo: le esportazioni hanno continuato a calare, penalizzate dai dazi statunitensi più elevati, dall’apprezzamento dell’euro e dalla crescente concorrenza cinese.

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Gli investimenti si sono confermati deboli, con una riduzione della formazione di capitale fisso in macchinari, attrezzature e costruzioni. A livello settoriale, la manifattura ha registrato il terzo calo annuo consecutivo, in particolare nell’automotive e nei beni strumentali. Le costruzioni hanno sofferto costi elevati e un aumento delle insolvenze. I servizi hanno mostrato un quadro eterogeneo, con alcuni comparti in difficoltà e altri più resilienti.

Gran Bretagna, economia cresce oltre le attese a novembre 2025.

L’economia inglese torna a crescere nel mese di novembre dopo due rilevamenti mensili negativi. Il PIL sale dello 0,3% su ottobre, due decimi in più rispetto alle attese del mercato. Il rimbalzo è frutto di un settore dei servizi che torna a contribuire positivamente (+3%), affiancandosi ad una produzione industriale che sale dell’1,1% (due decimi in meno rispetto a ottobre). La manifattura cresce del 2,1%, guidata dal settore auto che continua a recuperare dalla sosta forzata, causa cyberattacco, di agosto scorso.

Su base trimestrale la crescita sale al +0,1%, contro attese di contrazione dello 0,2%. Sul tendenziale l’economia inglese cresce dell’1,4%, miglior dato dal luglio scorso.

Cina, crescono prestiti a settore privato nel mese di dicembre 2025.

A dicembre 2025 le banche cinesi hanno erogato 910 miliardi di yuan in nuovi prestiti, in forte aumento rispetto ai 390 miliardi di novembre. Il dato, pur inferiore ai 990 miliardi di un anno prima, ha superato le attese di mercato, segnalando gli effetti positivi delle misure di stimolo governative e degli strumenti di finanziamento pubblico sul credito. Il finanziamento sociale totale è salito a 2.210 miliardi di yuan, ma resta in calo su base mensile e annua. La crescita dei prestiti in essere si è mantenuta al minimo storico del 6,4%.

Eurozona, produzione industriale meglio delle attese a novembre.

A novembre 2025 la produzione industriale dell’area euro è aumentata dello 0,7% su base mensile, in linea con ottobre e oltre le attese di mercato. La crescita è stata trainata soprattutto dai beni strumentali, che hanno registrato un forte balzo del 2,8%. L’espansione dei beni intermedi ha invece rallentato. In calo la produzione di energia e dei beni di consumo, sia durevoli sia non durevoli. Su base annua, la produzione industriale è cresciuta del 2,5%, in accelerazione rispetto al mese precedente e al livello più alto da maggio, superando le previsioni degli analisti.

Eurozona, si assottiglia surplus commerciale a novembre 2025.

A novembre 2025 il surplus commerciale dell’area euro si è ridotto a 9,9 miliardi di euro, rispetto ai 15,4 miliardi di un anno prima e sotto le attese di mercato. La flessione riflette un calo più marcato delle esportazioni rispetto alle importazioni. Le vendite all’estero sono diminuite del 3,4%, penalizzate soprattutto dalla contrazione di macchinari e veicoli, prodotti chimici e alimentari. In particolare, le esportazioni verso Stati Uniti, Regno Unito e Cina hanno registrato un netto calo, mentre sono cresciute quelle verso la Svizzera. Le importazioni sono scese dell’1,3%, grazie soprattutto alla forte riduzione degli acquisti di energia e prodotti chimici, parzialmente compensata dall’aumento degli acquisti di macchinari e veicoli. Anche a livello di Unione Europea il surplus commerciale si è ridotto, evidenziando un contesto di scambi internazionali più debole.

Stati Uniti, mercato del lavoro.

Nessuna novità di rilievo per quel che riguarda i sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. La scorsa settimana le nuove richieste sono state 198 mila, secondo rilevamento settimanale più basso da due anni a questa parte, la media a quattro settimane scende a 205 mila unità. Anche sul fronte dei sussidi continuativi numeri in calo, con il totale che scende a 1,88 milioni dagli 1,9 di quindici giorni fa.

Stati Uniti, sondaggi Philly Fed e Empire State di gennaio 2026.

A gennaio 2026 l’Empire State Manufacturing Index è salito a 7,7 da -3,7 di dicembre, superando ampiamente le attese e segnalando un moderato miglioramento dell’attività manifatturiera nello Stato di New York. I nuovi ordini e le spedizioni sono tornati in territorio positivo, mentre i tempi di consegna sono rimasti stabili e le scorte in lieve calo. La disponibilità delle forniture è peggiorata marginalmente. Dopo due mesi di crescita, occupazione e ore lavorate hanno registrato una flessione. Le pressioni sui costi restano elevate, mentre l’aumento dei prezzi di vendita ha rallentato sensibilmente. I piani di investimento continuano a migliorare e le aspettative restano complessivamente positive.

Sempre a gennaio 2026, l’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia è balzato a 12,6, dai -8,8 di dicembre, toccando il livello più alto da settembre e superando nettamente le previsioni. Il recupero è stato sostenuto dall’aumento dei nuovi ordini e delle spedizioni, a fronte di un forte calo delle scorte. L’occupazione è rimasta positiva, seppur in lieve rallentamento, mentre la durata media della settimana lavorativa è diminuita. Le pressioni sui prezzi restano significative: i costi di input si sono leggermente attenuati, ma i prezzi di vendita sono aumentati. Le imprese mantengono un cauto ottimismo sulle prospettive a sei mesi. Quarto mese di crescita consecutivo per la componente relativa agli investimenti, che tocca il massimo da agosto scorso.

Stati Uniti, prezzi delle importazioni stabili a novembre 2025.

Nessun dato disponibile per ottobre, mentre a novembre i prezzi delle importazioni negli USA sono saliti dello 0,1% su base annua e dello 0,4% rispetto a settembre scorso. I beni non petroliferi sono saliti dello 0,6% rispetto a settembre, mentre quelli dei carburanti sono scesi del 2,5%. I prezzi delle importazioni non includono i costo aggiuntivo dovuto ai dazi e per il momento non segnalano tagli dei prezzi da parte delle aziende estere per controbilanciare l’effetto delle tariffe.

Foto di Ildigo

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