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Fotografia dei mercati finanziari di gennaio 2026: turbolenze di breve ma il quadro è meno grigio di quel che sembra

La fotografia dei mercati finanziari di gennaio, elaborata con le analisi di KbMeter, mostra ancora turbolenze nel breve termine ma trend di medio periodo ancora positivi per azionario e bond.

Inizio d’anno non adatto a deboli di cuore?

Diciamo che è un po’ la cifra del momento. Se guardiamo al nostro principale indicatore di sentiment, abbiamo registrato cinque episodi di risk-off negli ultimi cinque mesi. Un elemento significativo per capire come, al di là dei trend di medio termine, sui mercati finanziari l’incertezza abbia preso residenza da qualche mese a questa parte. C’è da dire – lanciamo un messaggio rassicurante – che nei quattro casi precedenti la situazione è migliorata molto in fretta e possiamo timidamente prevedere che anche in questo caso una soluzione “calma mercati” verrà trovata.

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Ma al di là delle turbolenze di breve, cosa ci dicono i mercati in questo inizio 2026?

Parliamo di azionario. Il primo elemento, che molti analisti non hanno mancato di sottolineare, è la rotazione settoriale in atto. Se guardiamo al rapporto tra S&P500 e Nasdaq, un indicatore di rischio ma anche di appetibilità del settore tech, da novembre dell’anno scorso sta emergendo un cambio di direzione interessante. Non solo. Il nostro Health Score per il settore tecnologico è sceso sotto alla media dell’azionario statunitense, mentre migliorano settori come quello delle utilities. L’analisi di sentiment basata sui settori dell’S&P500 non fa altro che confermare una cosa: gli investitori stanno alleggerendo sul tecnologico, cercando di diversificare tra settori difensivi e quelli che potrebbero approfittare di una politica monetaria più espansiva. In questo senso non è passata inosservata la performance delle small cap USA.

E l’obbligazionario cosa ci sta dicendo?

L’obbligazionario sta dando indicazioni interessanti. In generale il rischio di credito si mantiene molto basso, con lo spread tra speculativi e investment grade su livelli che non si vedevano da molti anni. La situazione appare più complessa tra i governativi. Se guardiamo ai Treasury statunitensi osserviamo che la curva dei rendimenti si sta facendo sempre più ripida. Da un lato il segnale di aspettative di tassi in calo nel breve termine, dall’altro un mix di attese di inflazione alta nel lungo termine e di rischio paese più pronunciato. Anche in Giappone la situazione è delicata. L’aspettativa di politiche fiscali espansive e l’idea che possano esserci pressioni sulla BoJ per mantenere i tassi ancora sotto norma hanno scatenato un selloff che ha costretto la ministra delle finanze ad intervenire per calmare i mercati.

Nel racconto fatto sin qui sembra esserci una costante: manca l’Europa.

Si, è vero. Ma in questo caso non è una cattiva notizia. La situazione macro dell’area Euro è sicuramente tranquilla. Niente fuochi d’artificio, ma nemmeno situazioni che destano particolari preoccupazioni. Qualche fibrillazione in più potrebbe esserci sul fronte inglese, dove la necessità di tenere a bada i conti sta tarpando le ali ai consumi e la banca centrale rimane nel limbo tra mercato del lavoro che si indebolisce e inflazione che non scende velocemente. Le nostre analisi settimanali confermano valutazioni migliori per l’Eurostoxx rispetto allo S&P500 e anche l’analisi del sentiment sui settori dell’Eurostoxx continua a dare indicazioni positive per il vecchio continente. Certo, tutto al netto dell’effetto Trump.

Qualcuno sui social ha scritto una battuta simpatica ma anche molto vera: Trump aveva annunciato una nuova età dell’oro ed in effetti il lingotto è esploso!

Eterogenesi dei fini, verrebbe da dire. Effettivamente il comparto dei metalli preziosi continua ad avere valutazioni molto elevate e se non ci sarà un forte recupero del dollaro, oltre ad un generale rilassamento della situazione geopolitica internazionale, è difficile prevedere un cambio di rotta a breve termine. Anche considerando aspettative di calo dei tassi di interesse negli USA e domanda istituzionale ancora forte. L’avvertimento che arriva dall’analisi tecnica è che i prezzi sono molto elevati, c’è un considerevole effetto FOMO e quindi il consiglio è quello di non esagerare.

Le criptovalute sembrano al momento aver fallito il test per diventare “il nuovo oro”.

I livelli di volatilità di questo asset rimangono esagerati per qualsiasi tipo di ragionamento. Sicuramente è un asset interessante, sicuramente può avere spazio in un portafoglio ben diversificato, ma per il momento fermiamoci qui. Come si dice nel calcio di una giovane promessa: non mettiamogli troppa pressione.

In definitiva come possiamo descrivere questo mese di gennaio e cosa possiamo aspettarci nelle prossime settimane?

Da quanto emerge nelle nostre analisi giornaliere e dai nostri health score – la novità di questo inizio 2026 per KbMeter – possiamo confermare che le tendenze di medio termine risultano ancora valide e che quindi la visione rimane positiva sia sull’azionario che sull’obbligazionario. Dobbiamo mettere in conto molta volatilità di breve respiro, ma il quadro macro al momento sembra confortare una prospettiva positiva per i listini e per i prezzi dei bond.

Altre novità per KbMeter a breve?

Continuiamo il nostro cammino per diventare il barometro dei mercati finanziari e il nuovo sistema di Health Score è un passo importante. A breve inizieremo a rilasciare anche il nostro outlook mensile sui mercati e avremo una sezione dedicata all’asset allocation. Insomma, non ci si annoia!

Foto di Jürgen Polle

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