A dicembre 2025 l’inflazione annua negli Stati Uniti si è confermata al 2,7%, invariata rispetto a novembre e in linea con le attese di mercato. La dinamica dei prezzi mostra segnali contrastanti: da un lato si registra un deciso raffreddamento nel comparto energetico, grazie soprattutto al calo dei prezzi della benzina e al rallentamento dell’inflazione dei combustibili per riscaldamento, nonostante l’accelerazione del gas naturale. Anche i prezzi delle auto usate crescono a un ritmo più contenuto. Dall’altro lato, emergono pressioni più forti su alimentari e abitazioni, con l’inflazione dei servizi legati alla casa che continua a rappresentare il principale contributo all’aumento mensile dei prezzi.
L’inflazione core resta stabile al 2,6%, il livello più basso dal 2021 e inferiore alle aspettative, segnalando un progressivo riequilibrio delle pressioni di fondo. Su base mensile, l’indice dei prezzi al consumo aumenta dello 0,3%, mentre la componente core si attesta allo 0,2%, al di sotto delle previsioni.
Si tratta di numeri sostanzialmente positivi che però confermano la lentezza con la quale rallenta la crescita dei prezzi al consumo statunitensi. Proprio questo, unito ad un mercato del lavoro sostanzialmente ancora in salute, dovrebbe portale la Fed a scegliere di attendere ancora prima di procedere con un ulteriore taglio dei tassi.
Australia, fiducia consumatori scende anche a gennaio 2026.
A gennaio l’indice sulla fiducia dei consumatori australiani è sceso dell’1,7% rispetto al mese precedente, toccando il minimo a tre mesi a 92,9 punti. Il sondaggio fotografa una situazione nella quale l’incertezza restituisce segnali misti: cala l’aspettativa sulla crescita economica di breve periodo, ma la propensione agli acquisti rimane sostanzialmente stabile; scende l’aspettativa per quel che riguarda le finanze familiari e aumentano le preoccupazione per quel che riguarda il mercato del lavoro. Ad alimentare le incertezze delle famiglie la convinzione che la crescita economica e l’alta inflazione possano allungare il periodo di politica monetaria restrittiva.
Gran Bretagna, dicembre amaro per le vendite al dettaglio.
Stando ai risultati del sondaggio condotto dal British Retail Consortium, le vendite al dettaglio nel mese di dicembre 2025 sono salite sono dell’1% su base annua, meglio delle attese (+0,6%) ma nettamente in calo rispetto al dato registrato nel dicembre del 2024 (+3,1%). Le vendite di beni alimentari hanno mantenuto il ritmo medio del 2025, mentre si è registrata una frenata per quel che riguarda i beni non alimentari. Il risultato, il peggiore degli ultimi sette mesi, conferma la fase di cautela delle famiglie inglesi, più prudenti negli acquisti natalizi ed in attesa della stagione dei saldi.
Stati Uniti, fiducia piccole imprese migliora anche a dicembre 2025.
A dicembre 2025 l’indice NFIB sull’ottimismo delle piccole imprese è salito per il secondo mese consecutivo a 99,5, raggiungendo il livello più alto da agosto e restando sopra la media storica. Il miglioramento è trainato soprattutto dall’aumento degli imprenditori che si attendono condizioni economiche più favorevoli, mentre i giudizi sui profitti mostrano solo lievi segnali di recupero. La valutazione complessiva dello stato di salute delle imprese rimane solida, pur con alcune differenze. In controtendenza, diminuiscono i piani di assunzione, gli investimenti e le aspettative di crescita delle vendite. Le tasse diventano la principale preoccupazione, mentre l’incertezza cala nettamente.
Stati Uniti, report settimanale ADP incoraggiante.
Nelle quattro settimane concluse il 20 dicembre 2025, il settore privato statunitense ha creato in media 11.750 posti di lavoro a settimana, in accelerazione rispetto al periodo precedente. È il quinto incremento consecutivo e il ritmo più sostenuto da fine novembre, confermando una dinamica occupazionale positiva secondo ADP Research.
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